Privacy: che cosa ne pensa davvero il consumatore

Quello della privacy è un tema molto attuale, in particolar modo riferito alle informazioni digitali. Ogni azienda, società, associazione, ente o altro ha, da qualche parte sul proprio sito, un’informativa privacy, che testimonia il rispetto di certe regole, sulle quali governi e garanti legiferano e si pronunciano. Ma i consumatori cosa ne pensano? Quanta attenzione fanno a questi aspetti? Qual è il loro sentire al riguardo?

Nell’ambito della cooperazione fra le DMA affiliate alla Global DMA – il network associativo che, fra l'altro, produce annualmente la ricerca The Global Review of Data-Driven Marketing and Advertising – DMA Italia, l'associazione nazionale per il direct and data driven marketing, ha replicato un questionario già proiettato sul consumatore inglese, interrogando un campione rappresentativo di 800 internauti.

Ne emerge la fotografia di un consumatore molto attento alle tematiche di privacy, in particolare se si parla di quella online (80% del campione). Il grado di maturazione dei web users Italiani si evince anche dalla cospicua percentuale di soggetti che è consapevole del proprio diritto di richiedere a qualsiasi azienda la cancellazione di ogni dato personale che li riguardi (72%) o più semplicemente di prenderne visione (64%). Una quota non residuale ha persino esercitato tale diritto, richiedendo ad un’organizzazione la cancellazione dei propri dati personali (27%).

Solo in apparente contraddizione con la sensibilità al tema della privacy, si registra la diffusa tendenza a prestare una limitata attenzione al contenuto delle note informative. Ne deriva un’esplicita domanda di semplificazione: proiettando il dato sull’universo internauti, quasi 15 milioni di utenti si riterrebbero maggiormente tutelati da un’informativa più sintetica.

Gli utenti del web hanno preso atto delle rapide trasformazioni generate dall’avvento della rete, relativamente alla condivisione dei dati personali. 9 intervistati su 10 dichiarano di fornire alle organizzazioni molte più informazioni che in passato. Decisamente diffusa la convinzione di aver modificato la propria idea di privacy da quando esistono Internet ed i social network (72%), assumendo molto spesso come un dato di fatto che la condivisione di informazioni personali faccia sempre più parte della vita moderna (70%).

In merito alle informazioni da tutelare con maggiore attenzione, gli Internauti italiani sembrano avere le idee piuttosto chiare, confermando alcuni tratti archetipici della cultura diffusa del nostro Paese: denaro, famiglia e salute sono gli ambiti per cui si pretende la massima riservatezza, mentre stato civile, dati fisici e appartenenza etnica sono fra quelli che si è più disposti a condividere.

Per la maggior parte degli internauti la condivisione dei dati personali non rappresenta necessariamente un aspetto critico, ma al contrario può anche offrire vantaggi ed opportunità. Risulta infatti molto diffusa e consistente la consapevolezza che il consenso all’utilizzo di alcuni dati personali permette di ricevere proposte commerciali, editoriali, di entertainment più in linea con i propri interessi (92%). Al contempo, è consistente il segmento composto da persone che considerano un valore ricevere offerte commerciali personalizzate (67%). Il desiderio di ottenere condizioni commerciali più vantaggiose guida la disponibilità degli utenti a condividere i propri dati. La capacità delle aziende di stimolare la fiducia rappresenta in ogni caso una fondamentale pre-condizione.

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