Packaging, una grande opportunità per gli stampatori

Ormai è diverso tempo che gli stampatori si devono confrontare con cali di tirature e margini di guadagno sempre più risicati. Contemporaneamente le richieste dei clienti sono cambiate, diventando sempre più particolari. Per stare al passo la via da prendere è quella della diversificazione, sia tecnologica che di offerta. Se il mercato storico in cui si opera non riesce più a rendere come un tempo bisogna aprirsi a nuove aree, seguendo le necessità che il mercato manifesta. Tuttavia questa strada per molti ha una controindicazione tutt’altro che irrilevante: i costi d’ingresso. Per comprendere meglio, andiamo su un esempio pratico e focalizziamoci su un segmento in grande crescita come quello del packaging.

Le motivazioni che rendono questo mercato molto interessante per uno stampatore sono tante. L’aggiornamento tecnologico ha ampliato notevolmente le possibilità e tutta una serie di studi di marketing fa sì che i brand tengano in gran conto la confezione dei propri prodotti. Basta dare uno sguardo in rete per essere letteralmente inondati di articoli che spiegano come un certo font attiri più di un altro, come determinate nobilitazioni siano più interessanti per certi prodotti e non per altri, come il packaging svolga un ruolo di seduttore per avvincere il consumatore al brand. Tutto questo, come detto, fa sì che le possibilità per uno stampatore siano notevoli. Ma fare packaging vuol dire poter stampare su un vasta gamma di materiali, con spessori variabili e a volte consistenti; vuol dire avere la possibilità di usare svariate tipologie di nobilitazione; vuol dire poterlo fare a un ritmo variabile, arrivando fino a produzioni industriali; e vuol dire ovviamente consegnare il tutto tagliato e costruito a regola d’arte. Per uno stampatore che ha una precisa strategia di medio-lungo termine e che è disposto a investire anche considerevolmente, ce ne sono tanti che invece non sono interessati a farlo o non possono permetterselo.

Fortunatamente per tutti coloro che vogliono affacciarsi al mondo del packaging senza fare investimenti cospicui, i sistemi entry level attualmente disponibili sul mercato sono più che adeguati: stampanti e plotter da taglio dalle dimensioni compatte e dai consumi ridotti, rispettosi dell’ambiente, ottenibili a prezzi competitivi e con tutta la poliedricità che l’innovazione tecnologica ha saputo raggiungere in questi anni.

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La stampante UJF-6042 di Mimaki con tecnologia UV LED offre una qualità di stampa fotografica con otto slot inchiostri e ampie possibilità nobilitative, dal lenticolare agli effetti metallici. Assieme al plotter da taglio CFL-605RT – che processa formati fino all’A2 extra e presenta funzioni quali cordonatura, taglio eccentrico, tangenziale e alternato – forma una combinazione che copre l'intero processo di produzione, dalla stampa degli oggetti alla personalizzazione e intaglio degli imballaggi e anche del packaging protettivo.

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Non va però dimenticato che simili combinazioni non si rivolgono unicamente a chi vuole cominciare un nuovo business, ma sono di notevole interesse anche per coloro che hanno nel packaging il loro core. Costoro possono trovare nelle combo entry level delle soluzioni pratiche ed economiche per la produzione di prototipi e campioni, fedeli in ogni dettaglio a quello che sarà poi il prodotto finale.

Queste combo garantiscono un tasso di versatilità molto ampio, che coniuga alta qualità e produttività in un solo prodotto che, con le sue molteplici applicazioni, offre agli stampatori uno strumento perfetto per sfruttare le opportunità offerte dal mercato del packaging.

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