Nuove tecnologie, complementari ma non sostitutive della carta

Nell’ultimo anno molte istituzioni finanziarie, compagnie di telecomunicazioni e amministrazioni hanno lanciato diverse iniziative per ridurre l’utilizzo della carta nell’ambito dello svolgimento delle proprie attività quotidiane, quali ad esempio la fatturazione.

Alcune di queste iniziative, però, non tengono conto delle effettive preferenze o disponibilità di accesso dei consumatori e degli utenti. Molti consumatori preferiscono, infatti, fatture cartacee per comodità, sicurezza o per evitare di imbattersi in problematiche in Internet o semplicemente perché non hanno accesso alla Rete. Inoltre, molte società – in particolare quelle del settore delle telecomunicazioni – oltre ad aver promosso l’emissione di fatture elettroniche, hanno addebitato i costi per l’emissione di fatture cartacee ai propri utenti, considerandole come un servizio aggiuntivo e non come un diritto del cliente. Tale pratica è da considerarsi non corretta.

Le nuove tecnologie semplificano molto i processi, rendendo la vita più facile alla maggior parte dei cittadini, ma sono complementari all’utilizzo della carta e non sostitutive. Sospendere completamente l’utilizzo di documentazione cartacea in alcuni settori e per alcuni servizi non solo rappresenterebbe una limitazione dei nostri diritti di consumatori e cittadini ma non sarebbe possibile, ad esempio nel settore della finanza e delle telecomunicazioni.

1.    L’uso della carta fa parte dell’essenza stessa dell’industria. Alcune transazioni saranno sempre riportate su documentazione cartacea, per comodità ma anche perché culturalmente l’utilizzo della carta è strettamente correlato all’autenticità e alla veridicità dei fatti in essa sanciti: contratti, atti, certificati pubblici. Tuttavia, strumenti come la firma digitale son ormai oggi molto diffusi, rendendo alcune procedure molto più agili e confortevoli.

2.    L’utilizzo della carta è indipendente dalla possibilità di avere accesso alle nuove tecnologie. Anche se le nuove tecnologie sono sempre più affidabili e diffuse, la possibilità di avere accesso ad esse non è garantita al 100%. L’Italia ad esempio, registra una penetrazione Internet inferiore alla media, solo il 62,1% della popolazione è connesso al Web (Dati Censis 2013). I costi e l’assenza di connessione, fanno sì che non sempre le nuove tecnologie siano a disposizione di tutti i cittadini. Inoltre, un numero significativo di utenti preferisce utilizzare la carta per consultare lo stato del proprio conto e le spese mensili relative ai servizi sottoscritti o per comunicare con la pubblica amministrazione.

3.    I servizi telematici son ancora lontani dall’essere considerati standard validi per certificare l’autenticità e la validità di alcuni fatti, come avviene invece per la carta. Ci sono, infatti, diverse leggi e normative che prevedono che i cittadini siano informati di determinate questioni tramite documentazione cartacea o che richiedono espressamente l’utilizzo della carta. Basti pensare agli atti notarili. Le leggi richiedono l’utilizzo della carta per la compravendita di proprietà immobiliari, la registrazione delle persone, dei contratti e così via.

C’è inoltre un’altra ragione culturale, la medesima per cui nessuno dubita che le nuove tecnologie non sostituiranno mai completamente libri, riviste, quotidiani indipendentemente da quanto cambiano le abitudini dei lettori. Siamo a tutti gli effetti delle persone legate alla carta e ogni cosa che è importante nella nostra esistenza: dai certificati di nascita, ai passaporti fino alle fotografie più importanti della nostra vita, ogni documento importante necessita di essere tangibile, non solo di essere su supporto digitale.

Se da un lato l’uso della carta rimane perciò fondamentale, dall’altro per gli operatori dell’industria è importante promuovere l’utilizzo di carta con origine legale e le cui certificazioni siano in linea con le leggi locali e internazionali che tutelano l’ambiente. Questo oggi è possibile grazie all’esistenza di certificazioni e standard internazionali come l’EUTR (European Union Timber Regulation) entrato in vigore lo scorso marzo e – per una sicurezza ancora maggiore – agli accordi bilaterali tra l’Unione Europea e i Paesi produttori di carta. È il caso dell’Indonesia, che ha recentemente siglato il VPA (Voluntary Partnership Agreement) in base al quale la certificazione indonesiana SVLK sarà considerata alla pari di quelle europee, a conferma che l’Indonesia è uno dei Paesi produttori di carta le cui pratiche rispettano gli standard richiesti dalle normative europee.

di Liz Wilks, Senior Manager Stakeholder Engagement Europa, Asia Pulp & Paper

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