Nel segno della flessibilità, intervista a Giuliano De Marco

Non è stato un evento e nemmeno un Open House. Il Prime Time di Tecnau – svoltosi dal 29 al 31 di ottobre a Ivrea – è stato più un incontro informale, una piccola scommessa che l’azienda ha voluto fare coi propri clienti e partner. DDm ne ha approfittato per incontrare l’amministratore delegato Giuliano De Marco.

Da quale esigenza nasce Prime Time?
Prime Time nasce dal desiderio di incontrare un numero volutamente ristretto di partner e clienti in modo informale, per mostrare loro le soluzioni più importanti che abbiamo sviluppato, alcune delle quali ancora inedite. Siamo convinti della forza innovativa della nostra proposta, ma sappiamo che non c’è miglior modo di sapere quanto una soluzione sia funzionale e efficiente che di parlare con chi l’ha scelta. Questo è l’obiettivo principale di Prime Time: ricevere dai clienti un feedback, tanto positivo quanto negativo, per capire se la strada intrapresa è quella giusta ed eventualmente correggere la rotta. Lo stesso discorso vale anche per i partner, ai quali vogliamo mostrare che il lavoro di squadra che facciamo con loro viene ben accolto dai clienti e che è la giusta via per raggiungere gli obbiettivi che ci siamo posti.

foto tecnau4Focalizziamoci ora sui prodotti…
Abbiamo tre mercati di riferimento: quello del transazionale, quello delle arti grafiche e quello OEM, che in questa sede abbiamo scelto di non includere. Per il transazionale presentiamo il top della gamma per quanto riguarda perforatori e puncher dinamici, mostrati in una linea destinata a un cliente che richiede grande flessibilità e variabilità. Quest’ordine rappresenta per Tecnau una vittoria importante, di carattere tecnologico: abbiamo scelto di puntare sulla tecnologia meccanica classica, convinti che fosse in grado di assicurare sia la flessibilità che la produttività richiesta dal cliente. E abbiamo avuto ragione, dato che la soluzione laser concorrente non è riuscita a raggiungere la velocità e le performance richieste dal cliente. Riteniamo che per questo genere di applicazioni il laser sia ancora indietro e che necessiterà di 2-3 anni prima di poter competere.

In generale ciò a cui puntiamo in Tecnau è l’ottimizzazione dell’intero processo produttivo, non solo del singolo modulo che compone la linea.

Abbiamo pertanto creato una piattaforma software – Pre/Post Manager – che consente all’operatore di gestire l’intero processo da un singolo monitor, avendo tutti i dati a portata di mano.

A Prime Time, per esempio, mostriamo il “Pre/Post Manager” ed anche la nuova versione del modulo WebVision, che può adeguarsi a soluzioni entry level come a linee ad alta produttività. Si tratta di una soluzione di controllo integrità molto importante per il mercato transazionale, soprattutto per banche, assicurazioni e istituzioni finanziarie.

Un’altra novità di rilievo è rappresentata dallo Splicer u40, che si rivolge tanto al transazionale quanto alle arti grafiche. Questo doppio svolgitore permette di abbattere il downtime delle stampanti, in quanto non è più necessario fermare il processo per sostituire la bobina, ma basta dire al sistema di passare alla seconda bobina. Questo modulo – che secondo le nostre stime aumenta la produttività del 20% – permette anche di caricare differenti substrati, andando quindi a lavorare su un’unica linea commesse con substrati diversi. E abbiamo già clienti che ci hanno chiesto di accrescerlo fino a 4 bobine.

foto tecnau2

Questa ricerca della flessibilità si evidenzia anche nell’offerta per le arti grafiche, sia nei sistemi già in commercio – qui a Prime Time c’è in mostra lo StreamFolder F30, che verrà a breve installato in Rotomail – che in quelli che stiamo sviluppando, principalmente dedicato al mondo del book e delle segnature: l’obiettivo è quello di permettere la realizzazione di libri in maniera dinamica, differenziandoli per formato, carta, spessore e quant’altro in un’unica linea.

Spostiamoci a una visione più ampia: come vede Tecnau il mercato?
Non credo sia possibile dare una risposta univoca in quanto dipende sia dai singoli segmenti che dagli operatori. Ci sono quelli che hanno deciso di investire sull’innovazione e che continueranno a farlo, persone e aziende che vogliono crescere e che sono disposte ad investire per avere più efficienza e flessibilità, per adattarsi a una richiesta che va sempre più verso le piccole tirature fino alla singola copia. Poi ci sono altri che hanno scelto la via dei bassi costi, che però a mio avviso è una strada difficile e talvolta senza uscita: sotto certi prezzi non è possibile vendere sistemi – vale per noi come per ogni vendor – e non è possibile restare nel business offrendo al mercato un costo sempre più basso. Si va a perdere quella flessibilità che, oggi più che mai, è fondamentale.

di Federico Zecchini

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