Ampliando la visual communication, intervista a Paola Sarco, Viscom

Viscom 2013, terzo giorno. Per conoscere come la fiera viene vista e vissuta dall’altro lato della barricata siamo andati a fare quattro chiacchiere con Paola Sarco, Exhibition Manager di Viscom

Quali erano le aspettative per questa edizione e quali sono i risultati?
Cominciamo col dire che siamo molto soddisfatti della risposta ottenuta dagli espositori: oltre ai marchi storici che hanno sempre seguito con costanza Viscom nei suoi 25 anni di storia,  abbiamo avuto grandi rientri e questo ci ha fatto molto piacere perché ha dimostrato la validità dello strumento fiera e di Viscom Italia in particolare.

In un anno in cui c’era già una fiera molto significativa per il settore a livello nazionale, come Grafitalia e in cui si svolgeva anche Fespa London, i nostri espositori hanno scelto di mantenere il loro investimento e di puntare ancora su di noi. E i numeri della fiera ci stanno dando ragione: già i dati di preregistrazione sono stati più che soddisfacenti con oltre 18.000 professionisti che hanno confermato il loro interesse nella manifestazione. Puntiamo a mantenere la stessa affluenza migliorando la professionalità del visitatore.

La manifestazione non si è ancora conclusa – siamo al terzo giorno – ma i numeri dei due giorni già trascorsi ci dicono che siamo in linea con l’anno precedente e con le aspettative. Ovvero un giovedì buono – nonostante storicamente sia la giornata meno proficua – e un venerdì altrettanto buono.

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Come vanno forum e iniziative speciali?
Il palinsesto dei Viscom Forum, realizzati con il coordinamento scientifico del MIP Politenico di Milano, si sta trasformando ed evolvendo in un’agorà per promuovere la cultura della comunicazione visiva portando le persone a interagire, pensare e ripensare il mondo del loro business. I temi trattati hanno l’obiettivo di stimolare il dialogo, il confronto diretto e creare un momento di approfondimento, coinvolgendo chi ogni giorno lavora e si trova a contatto con il mondo della comunicazione, chi ne sta vivendo i cambiamenti e gli sviluppi. Abbiamo coinvolto brand importanti, nuovi testimonial del settore che attraverso case histories di successo, racconteranno le contaminazioni per lanciare i nuovi trend nei mercati di riferimento quali: architettura, design, fotografia, modelli di business al fine di ripensare le strategie aziendali. E sempre sul tema delle contaminazioni e dei nuovi linguaggi che è nato il nuovo evento Viscom Live. Un hub creativo dedicato al futuro mercato del design e arredamento dove sarà possibile mettere in scena materiali, applicazioni interattive e tecniche di personalizzazione per rivestire e cambiare pelle a diversi ambienti: casa, negozio e ufficio. Un mix di tecnologia e savoir faire – nate dalle innumerevoli applicazioni provenienti dalle aziende sponsor e  insieme agli storici marchi del design italiano come LucePlan, Unifor e Zanotta –  che, come un virus, contaminaneranno pareti, pavimenti, lampade, poltrone, tavolini, ma anche oggetti quotidiani, come piatti, bicchieri, posate, chiavette usb, cover per telefoni, caschi e snowboard in un universo di opportunità, da cogliere e rielaborare con il proprio gusto e stile personale.

Nel corso degli anni la tipologia di espositori si è modificata: alcuni settori sono andati via via riducendosi, altri sono entrati e cresciuti molto. Vedi questa evoluzione come qualcosa di legato alla fiera oppure che va di pari passo con i mutamenti del mercato?
Una fiera altro non è che lo specchio del mercato. Per cui tutto ciò che si trova in fiera non fa altro che riflettere quello che avviene al di fuori. Il mercato dell’insegnistica e della cartellonistica come quello serigrafico, ad esempio, all’inizio erano il cuore pulsante della manifestazione. Viscom Italia poi nel corso degli anni ha annesso ed ha abbracciato tutti i settori della comunicazione visiva.  Il grande impulso del digitale non ha fatto altro che riflettersi in fiera per arrivare a giocare un ruolo importante ma non preponderante. Noi cerchiamo comunque di lavorare il più possibile con le associazioni per far comprendere il vero valore della manifestazione, ovvero quello di essere un contenitore capace di dare voce a più settori, non a uno solo.

Quale sarà l’evoluzione di Viscom nei prossimi anni?
Viscom è una fiera viva, che punta ogni anno a rinnovarsi, a attrarre sempre nuovo pubblico e a mantenere quel ruolo di punto di riferimento che oggi occupa in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Milano è sempre più il luogo in cui essere presenti e l’arrivo tra due anni dell’Expo penso che darà, tanto all’economia nazionale quanto al nostro settore, una linfa vitale che ci manca da diverso tempo. Questo mercato tornerà sotto gli occhi di tutti – e anche Viscom ne vivrà i benefici. Personalmente ritengo che il futuro della manifestazione sia roseo. E tra i corridoi si respira già un entusiasmo ed una positività che non si sentiva da anni.

di Federico Zecchini

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