Agfa Graphics sostiene Bodoni e il cambiamento

Nonostante siano passati 200 anni dalla sua morte la figura di Gianbattista Bodoni è ancora estremamente attuale. Sicuramente per l’importanza storica che questo personaggio ha avuto all’interno del settore tipografico italiano, e non solo. Per gli sforzi da lui fatti alla ricerca della precisione e della perfezione di ogni singolo carattere che contraddistingue le sue opere didattiche, letterarie, perfino musicali. Ma soprattutto per il significato che ancora oggi assume una figura come la sua all’interno del panorama dell’industria grafica italiana. Bodoni è stato precursore dei tempi, anticipatore volontario e involontario di nuovi mezzi e nuovi modi di intendere l’arte della stampa.

Oggi, in un mercato fortemente condizionato dal contesto economico e da un modo di vedere le cose che spesso tende a dimenticare o accantonare i principi della bellezza e dell’estetica che guidavano nel 1800 questo precursore, un nuovo Giambattista Bodoni potrebbe intravedersi all’orizzonte.

Non un Bodoni in carne e ossa, ma un’idea, un principio guida che aiuti l’interno settore delle arti grafiche a uscire dal vortice negativo in cui sta lentamente ma progressivamente lasciandosi andare, cercando e incamerando nuove opportunità. Ricordando le proprie radici – il Bodoni del 1800 – lasciando spazio ai cambiamenti e alle nuove opportunità.

Cambiamenti e nuove opportunità di cui per prima Agfa Graphics si è fatta promotrice: organizzando una conferenza nel tempio bodoniano di Parma, nella splendida cornice del Teatro Farnese, un gioiello dell’architettura del passato, custodito tra le mura del palazzo della Pilotta, che contiene al suo interno anche il museo Bodoniano e la biblioteca Palatina (oggi inagibile per un principio di incendio e alla ricerca di fondi per la messa in sicurezza).

Non è un luogo scelto a caso. Agfa Graphics infatti sostiene il progetto per la ristrutturazione della Biblioteca e più in generale partecipa come sponsor, insieme a Fedrigoni, a tutte le iniziative che il museo Bodoniano di Parma sta organizzando in occasione della ricorrenza del bicentenario dalla morte di Gianbattista Bodoni.

Il luogo non è scelto a caso. Il tema non è scelto a caso. Agfa infatti è partita dall’assunto che la stampa non è morta, e non morirà. Ma il cambiamento, l’innovazione, la trasformazione, sono fondamentali per rimanere al passo con i tempi.

Agfa Graphics stessa è stata sinonimo di cambiamento“, ha sottolineato nel corso della conferenza stampa Marco Oreste Reggiroli, responsabile marketing del gruppo. Tradizionalmente legata alla stampa offset – prima con le pellicole e poi con le lastre e i CtP – Agfa ha seguito e continua a seguire il trend dello spostamento verso il digitale.

Considerando che le macchine da stampa offset sono ammortizzate in 10 anni, che la loro vita media, compresa la “seconda mano”, è di circa 18 anni e che la produzione stampata per l’offset in tonnellate di carta vale 5 volte ogni euro investito per la macchina, per poter scalzare l’offset , le macchine da stampa digitali dovranno essere meno costose e più produttive“, ha spiegato Reggiroli. Tuttavia anche investendo completamente sulla stampa digitale, ci vorrebbero 22 anni per rimpiazzare completamente la base installata offset.

Quindi la stampa tradizionale non è scomparsa, anzi. Ma occorre tenere d’occhio i cambiamenti.

Cambiamenti che Agfa Graphics esporrà a Grafitalia, ai primi di maggio, presentando nel proprio stand tre aree distinte: un’area wide format, dove saranno presenti la Titan 3020 e la Anapurna M2050;  un’area della stampa digitale con la presenza delle macchine MGI Meteor 8700XL e Jet Varnish 3D e un’area dedicata al prodotti software, principalmente Apogee V8 e Storefront. In aggiunta che ci saranno l’area consumabili, l’area green e poi tantissime applicazioni su differenti supporti di stampa come pannelli, pavimenti, display, quadri e altro.

Agfa Graphics“, ha spiegato Marco Oreste Reggiroli, “in questo momento particolarmente delicato per il settore sta puntando fortemente verso due aree strettamente indipendenti: quella del wide format che per Agfa si collega alle tecnologie UV, che appare essere la più indicata per essere applicata
su diversi supporti di stampa, con ottimi risultati dal punto di vista dell’asciugatura, dei colori, della resistenza alla luce.

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