Editoria: crollano la vendita dei libri e il numero di lettori

Si comprano meno libri, si legge meno e con maggior attenzione al portafoglio, preferendo nel 59% dei casi acquisti entro i 10 euro. Sono solo alcuni dei dati emersi durante il convegno “Ad un anno dall’approvazione della legge sul prezzo dei libri. Gli operatori a confronto”, organizzato il 25 settembre a Roma, a Montecitorio.
Obiettivo: per fare il punto sul mercato del libro a dodici mesi dall’entrata in vigore della Legge 128 del 27 luglio 2011, che si poneva come primo obiettivo di contribuire a salvaguardare un mercato dell’editoria aperto e pluralista mettendo dei limiti alla politica aggressiva degli sconti, fissati a un massimo del 15% per i librai e del 25% per gli editori durante le campagne promozionali.

C’è da dire che la crisi economica ha influito molto: secondo i dati Nielsen tra ottobre e giugno gli acquirenti, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono diminuiti del 10% negli ultimi tre mesi del 2011, del 5% nel primo trimestre 2012, mentre sono invariati nel secondo trimestre.
I dati sono più pesanti se si considerano gli acquirenti di almeno 3 libri a trimestre, con rispettivamente un calo del 20%, 7% e 9%. Scende anche la spesa media per acquirente, passata da 34,46 a 30,69 euro per il quarto trimestre 2011 (-11%). Nei primi 9 mesi del 2012 il calo per valore di vendite è stato dell’8,7% (da 754,8 milioni a 689,5), per numero di copie del 7,3% (da 54,6 milioni a 50,6).

Una valutazione degli effetti della legge”, ha dichiarato Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’informazione e all’editoria, “è impossibile, in presenza della recessione. E’ difficile valutare se la legge ha frenato o meno il calo del settore, c’é bisogno di alcuni anni per valutarne gli effetti. Certo è che la legge ha fissato un principio importante: il valore economico del libro.”

Per il ministro per i beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi, si tratta di “una legge apprezzabile per il metodo di lavoro: importante perché è il riconoscimento al valore del libro e al libro come valore. Bisogna riflettere sul calo di acquisti e lettori, ma un anno è poco per stabilire se dipende dalla legge“.

 

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