Kodak annuncia ufficialmente l’ingresso nel Chapter 11

E’ ufficiale: Kodak e tutte le sue sussidiarie negli Stati Uniti hanno presentato volontaria istanza presso la Corte Fallimentare degli Stati Uniti, distretto di New York, entrando così nel Chapter 11, il programma di riorganizzazione con amministrazione controllata.

La riorganizzazione ha lo scopo di sostenere la liquidità della compagnia, sia negli U.S.A. che nel resto del mondo, monetizzare progetti non strategici di proprietà intellettuale, risolvere le passività pregresse e concentrare le energie sulle linee di maggior produttività. Kodak ha investito in tecnologie d’avanguardia e accumulato brevetti in campo digitale, generando oltre il 75% del proprio profitto 2011 in quest’area.

Per le prime necessità, Kodak ha ottenuto una linea di credito di 950 milioni di dollari da CityGroup, con scadenza in 18 mesi. Questa linea è comunque soggetta all’approvazione della Corte Fallimentare, anche se Kodak ritiene di poter avere, in questo modo, sufficiente liquidità per gestire le proprie attività durante l’intero processo del Chapter 11 e per far proseguire in maniera normale il flusso di beni e servizi verso i propri clienti. Le aziende sussidiarie al di fuori degli Stati Uniti non sono soggette al Chapter 11 e pertanto continueranno a onorare tutti gli obblighi presi, in qualunque momento siano stati assunti. Sul suolo statunitense questo varrà solamente per tutti gli obblighi assunti dopo la bancarotta.

Stiamo compiendo un passo significativo sulla strada che ci permetterà di rinnovarci“, commenta Antonio M. Perez, Chairman e Chief Executive Officer di Kodak. “Abbiamo creato un nostro business digitale, uscendo al contempo da alcune operazioni tradizionali. Sono mosse che ci hanno permesso di chiudere 13 impianti di produzione e 130 laboratori, abbassando la nostra forza lavoro di 47.000 unità. Adesso è il momento di completare questa trasformazione e, assieme ai nostri stakeholder, dare vita a una nuova Kodak, più snella e digitale.”

La dichiarazione di Perez non può però nascondere che sotto la sua guida, cominciata nel 2005, la compagnia abbia chiuso ogni anno in negativo, bruciando in totale oltre 7 miliardi di valore di mercato e arrivando, dopo 131 anni, allo stadio attuale. L’asset dichiarato alla Corte Fallimentare è di 5,1 miliardi di dollari, il debito di 6,75 miliardi di dollari. Numeri pesanti che, assieme a un valore di borsa in crollo costante e arrivato anche a mezzo dollaro per azione, ha portato il Consiglio direttivo di Kodak, dopo aver valutato tutte le altre opzioni, ha ritenere necessario compiere questo passo, dato che il Chapter 11 dà le maggiori opportunità di utilizzo e monetizzazione degli attuali punti di forza di Kodak: la sua tecnologia digitale e il suo portafoglio brevetti, il cui valore ammonta a oltre 3 miliardi di dollari. La speranza è che ora, senza più lo spettro della bancarotta imminente, i possibili acquirenti di brevetti possano farsi avanti con maggior decisione e dare modo alla compagnia di monetizzare un tesoro altrimenti sterile.

 

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