Nasce in Italia PaperMilk, la prima carta al latte

Si prende un po' di latte, qualche fibra di cotone, un pugno di cellulosa, si mescola il tutto con pazienza (ma a dire il vero la cosa è assai più complessa di così) e viene fuori una carta che promette caratteristiche del tutto particolari a iniziare dalla piacevolezza al tatto ma anche morbidezza e resistenza. La carta è disponibile nelle tre grammature da 140, 250 e 350 grammi.

L'ha inventata Susanna Bonati in collaborazione con Cordenons, creativa non nuova a fantasiose innovazioni come la sua “borsa per la spesa” premiata ad un salone internazionale sull'imballaggio (Luxe Pack 2014). Ora è il turno della carta al latte, subito battezzata PaperMilk, ricorrendo come si fa in questi casi agli inglesismi.

L'idea, racconta Susanna Bonati, si collega agli studi sui tessuti a base di latte (si dice abbiano anche funzioni cosmetiche) e ora PaperMilk si propone come strumento ideale per accogliere e trasferire messaggi al consumatore. Magari per invitarlo, aggiungiamo noi, a bere più latte. Potrebbe essere utile in questa fase di mercato che vede industrie del latte e allevatori arroccati su posizioni contrapposte e incapaci di accordarsi sulla definizione di un prezzo che offra margini a tutti, produttori e trasformatori. Ma forse è chiedere troppo a una carta, anche se fatta con il latte.

Personalmente non ho parole per esprimere la mia gioia nell'avere preso parte alla nascita di Papermilk dopo averla concepita nella mia testa. Papermilk nasce per diventare simbolo del ritorno al primario, all'essenziale, alla cura, alla protezione. Il latte è l'alimento primario che ci accomuna, è fondamentale, come insostituibile è la carta per la comunicazione. L'unione dei due elementi crea per la prima volta un supporto che si prende naturalmente cura di ciò che contiene e di chi lo sfiora”, ha spiegato Susanna Bonati.

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