Italia e digitalizzazione: a che punto siamo?

Si è discusso molto in questi ultimi anni del processo di digitalizzazione in corso e dell’attuazione della cosiddetta Agenda Digitale in Italia. Con questo articolo vogliamo fare il punto della situazione e capire a che punto siamo, soprattutto rispetto ad altri Paesi dell’unione Europea.

Dal 2012 ad oggi il Governo ha adottato solo 18 dei 53 provvedimenti attuativi, tra regolamenti e regole tecniche, previsti per il raggiungimento degli obbiettivi dell’Agenda Digitale e su alcuni di questi si accumulano oltre 600 giorni di ritardo (fonte www.lastampa.it)

L’Agenda Digitale: cos’è
L'Agenda Digitale Italiana (ADI), lo ricordiamo, è stata istituita il primo marzo 2012. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge del 18 ottobre 2012, n° 179 "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" –  c.d. provvedimento Crescita 2.0 – in cui sono previste le misure per l'applicazione concreta dell'ADI. I principali interventi sono previsti nei settori: identità digitale, PA digitale/Open data, istruzione digitale, sanità digitale, divario digitale, pagamenti elettronici e giustizia digitale.

A che punto siamo
Gli ultimi dati sulla situazione dello sviluppo dell’agenda digitale in Italia arrivano dalla ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, presentata nei giorni scorsi a Roma al convegno “Agenda Digitale: insieme per una governance informata e partecipata”. 

A due anni dall’istituzione del decreto l’Italia resta fanalino di coda in Europa sui maggiori indicatori relativi alla digitalizzazione, con un divario che sembra destinato a crescere. Secondo la Digital Agenda Scoreboard, lo strumento che misura lo stato di digitalizzazione dei diversi Paesi europei, il nostro Paese sconta oggi un pesante gap rispetto alla media UE, in particolare su sviluppo di eCommerce e utilizzo di Internet (-19% rispetto alla Svezia, prima in classifica), eGovernment (-17%) e disponibilità di servizi Internet (16%).  

Questo produce un pesante impatto sulla competitività della nostra economia: i Paesi con migliori performance nella Digital Agenda Scoreboard sono anche i primi nella classifica Doing Business della Banca Mondiale, che misura la capacità di fare impresa. Esiste, cioè, un “fattore ICT” per la competitività, su cui l’Italia sconta un divario di lunga data: come dimostra uno studio realizzato con Confindustria Digitale, dal 1994 al 2012 la crisi di produttività è dovuta in buona parte alla riduzione degli investimenti in ICT sul totale rispetto agli altri Paesi.  Nei prossimi sette anni sono disponibili 1,7 miliardi di euro l’anno per finanziare l’Agenda Digitale, sommando i contributi dei fondi a gestione diretta e indiretta.

Il Fattore ICT 
La mancata percezione dell’importanza del digitale ha prodotto effetti devastanti sulla crescita del nostro Paese. “Fattore ICT”, la ricerca condotta insieme a Confindustria Digitale, dimostra come da metà anni ’90 l’Italia abbia subito una crisi di produttività: dal 1994 al 2012 il PIL italiano per occupato ha perso 15 punti percentuali rispetto a Francia e Germania, 25 rispetto al Regno Unito e 30 rispetto agli Stati Uniti. Su questo risultato ha pesantemente influito una riduzione degli investimenti in ICT, passati da un valore sostanzialmente confrontabile alla quota sostenuta da Svizzera e Germania agli inizi degli anni ’90 (il 12% del totale degli investimenti lordi in impieghi fissi non residenziali), fino a uno dei peggiori posizionamenti relativi di tutta Europa (11,1% nel 2013). Inoltre l’Italia ha dimostrato una minore capacità di estrarre valore dalle tecnologie digitali, dovuta alla mancanza di investimenti complementari in organizzazione, processi, competenze e innovazione che hanno progressivamente creato un vero e proprio spread digitale con gli altri Paesi europei. 

Digitalizzazione significa competitività 
Considerando gli indicatori dello strumento più utilizzato a livello europeo per misurare l’effettiva attuazione dell’Agenda Digitale, la Digital Agenda Scoreboard, emerge il pesante gap del nostro Paese. Rispetto al best performer, la Svezia, l’Italia risulta particolarmente indietro su eCommerce e Utilizzo di Internet, dove abbiamo uno svantaggio di 19 punti percentuali rispetto all’Italia, eGovernment (-17%), disponibilità di servizi Internet (-16%). 

Incrociando il posizionamento dei Paesi europei sulla Digital Agenda Scoreboard con quello sulla classifica Doing Business, poi, si scopre che quelli nelle prime posizioni per Digitalizzazione sono ai primi posti anche nella capacità di fare impresa. E analizzando la correlazione tra le singole aree della Digital Agenda Scoreboard e il posizionamento sulla classifica Doing Business si evidenziano le aree di digitalizzazione più legate alla crescita di competitività: eGovernment, utilizzo di Internet, competenze digitali del Paese e eCommerce. Ad esclusione delle competenze digitali, sono tutte aree su cui l’Italia registra pesanti gap da colmare nei confronti della media europea.

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