La corretta gestione dei rifiuti degli uffici

Grande affluenza per il convegno organizzato da eco-nomos lo scorso 16 novembre e dedicato ai rifiuti derivati da attività lavorative negli uffici. Un problema spesso poco considerato eppure tutt’altro che privo d’importanza e denso di conseguenze altrettanto rilevanti.

A trattarlo in prima battuta è stato l’avvocato Mara Chilosi, consulente ambientale e partner Chilosi Martelli Studio legale associato, che ha inquadrato in maniera esaustiva la tematica nel complesso quadro normativo nazionale. Particolare accento è stato posto sulla classificazione dei rifiuti – urbani o speciali, pericolosi o non pericolosi – e sulle casistiche che permettono l’assimilabilità dei rifiuti speciali a quelli urbani, con tutti i vantaggi relativi. Disamina rilevante ai fini della compilazione dei documenti relativi al rifiuto – in particolare il FIR – troppo spesso genericamente affidata a chi ritira il rifiuto e deve poi riciclarlo o smaltirlo. È, infatti, interesse di chi lo produce assicurarsi che venga indicato il corretto codice CER (che classifica il rifiuto) e che il fornitore del servizio di smaltimento sia affidabile. In caso contrario, eventuali mancanze rilevate presso gli stabilimenti di quest’ultimo a seguito di controlli effettuati dalle autorità competenti possono tramutarsi in sanzioni, che vanno a impattare sull’intera filiera in virtù del principio, presente nella normativa, della corresponsabilità – ovvero che ogni attore del processo di fine vita del rifiuto ne è egualmente responsabile.

Un tema, quest’ultimo, che è stato ripreso anche dall’avvocato David Roettgen, partner Studio Legale Ambientalex. In maniera facilmente comprensibile, Roettgen lo ha Inizialmente analizzato dal punto di vista del produttore del rifiuto, ovvero dell’ufficio, indirizzando l’attenzione sulla necessità da parte di costui di rispettare alcune norme precedenti alla consegna del rifiuto agli specialisti. In particolare si è parlato del deposito temporaneo, ovvero della possibilità del produttore di accumulare per un lasso di tempo ridotto i rifiuti prodotti in un luogo apposito. Si tratta di una scelta che spesso viene mal utilizzata, mischiando rifiuti pericolosi e non pericolosi e che, se priva di controllo, può giuridicamente tramutarsi in una situazione di abbandono facendo scattare sanzioni e interventi. Successivamente, ci si è concentrati sui rifiuti derivati da manutenzione, categoria nella quale rientrano tutti i consumabili da stampa oltre che gli stessi sistemi. È stata fatta un’importante sottolineatura sulla necessità, da parte di chi si occupa della manutenzione e del ritiro dei rifiuti da essa derivati, di avere tutte le necessarie autorizzazioni e di essere legato al produttore del rifiuto da un contratto di manutenzione. Si tratta di un aspetto di notevole rilievo, che da un lato certifica l’affidabilità del manutentore, dall’altra allevia gli oneri del produttore del rifiuto e le sue responsabilità. Un altro concetto espresso durante l’intervento ha riguardato la ratio della normativa: pur prevedendo la possibilità di smaltire il rifiuto eliminandolo, la legge premia chi lo ricicla, reimmettendo nei processi produttivi le materie prime da cui il rifiuto è composto. Una scelta pienamente in linea con quella di tutta Europa, dove l’economia circolare delle materie prime sta diventando sempre più l’obiettivo a cui tendere per massimizzare le materie stesse.

Al concetto di economia circolare si ispira il servizio ZEROZEROTONER, sviluppato da Berg Phi per coniugare rispetto ambientale, normativo ed economico. Bruno Grisoni amministratore delegato di Berg Phi ha raccontato come, partendo dal know-how acquisito nel settore della vendita, del ritiro e del trattamento del consumabile esausto, Berg Phi abbia dato vita a un servizio attivo su tutto il territorio nazionale.  ZEROZEROTONER si avvale di un impianto tecnologicamente avanzato, situato a Origgio, dove consumabili esclusivamente originali di ogni marca vengono lavorati e trasformati in materie prime (alluminio, acciaio, ferro, rame, plastica, toner). Le materie prime secondarie così ottenute, vengono tutte ricollocate sul mercato della produzione. Da segnalare anche che, ai fini normativi, il servizio ZEROZEROTONER libera uffici e aziende dalle problematiche relative a codici CER e formulari.

Paola Abbi, Category manager Printing Group HP Italy, ha messo in luce gli sforzi che una multinazionale come HP compie a favore dell’ambiente, sia rendendo più green i suoi impianti produttivi che immettendo sul mercato sistemi e consumabili che utilizzano materie riciclate, che consumano meno energia, che contengono meno elementi pericolosi.

Si è continuato a parlare di fornitori di tecnologie con Enrico Barboglio, segretario di ASSO.IT, che ha espresso il punto di vista dell’associazione nazionale dei produttori di sistemi di stampa in ambito office, che raggruppa 13 aziende e rappresenta la quasi totalità del mercato italiano. Particolare enfasi è stata data alle buone pratiche d’uso da adottare in ambito office, approfondite in maniera esaustiva nelle guide “Gli standard di riferimento e le buone pratiche d’uso per l’efficienza dei sistemi di stampa nelle Imprese e la Pubblica Amministrazione”, uscita a giugno 2015, e “La gestione dei sistemi di acquisizione e stampa e le buone pratiche d'uso per l'ottimizzazione dei documenti nelle imprese e la PA", che verrà presentata il 22 novembre. Frutto di 8 mesi di lavoro ciascuna, le guide di ASSO.IT si basano sull’esperienza e il know-how delle aziende associate, in particolare degli specialisti che hanno composto i gruppi di lavoro.

La chiusa del convengo è stata invece affidata a Stefano Aldini, Compliance & EMS Services manager & HSE auditor & legal, Certiquality, che ha trattato dei vantaggi che derivano dall’adozione di un sistema di gestione ambientale e dalla sua certificazione, sia per ridurre il proprio impatto diretto e indiretto, sia per razionalizzare i processi e meglio adempiere agli obblighi previsti dalla legge.

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