Weprint!, quando la stampa diventa un’arte

Arte, design e stampa si sono incontrate a Weprint!, l'evento organizzato da Fujifilm lo scorso 6 maggio per mostrare tutto il potenziale del canale stampa. Al centro dell'attenzione non le tecnologie di stampa dell'azienda giapponese, ma quello che è possibile realizzare con esse.

Weprint - platea

Reliefography
Questa tecnica – sviluppata da Fujifilm in collaborazione col Museo van Gogh di Amsterdam – permette una riproduzione ad altissima fedeltà delle opere artistiche del passato nelle loro tre dimensioni, creando un nuovo modo di vivere l'arte poiché queste riproduzioni possono essere apprezzate anche a livello tattile. A parlarne un relatore d'eccezione quale il critico d'arte Philippe Daverio, che ha focalizzato l'attenzione sull'aspetto esperienziale di questa tecnologia che, pur andando a togliere all'opera artistica originale la sua unicità, permette a molte più persone di apprezzarla. Senza dimenticare che per molti versi la copia rappresenta a sua volta un'opera d'arte, un po' come molte statue dell'antichità, giunte a noi in forma di copia romana di originali greci ormai perduti.

reliefography fujifilm

Ardesia
Questo materiale, lo stesso che forma le lavagne scolastiche, è stato scelto dall'architetto Cristina Celestino per il suo valore evocativo per un progetto di decoro altamente estetico, incentrato sull'opera di Adolf Loos, uno dei pionieri della moderna architettura. A imprimere in maniera indelebile tali lavori sull'ardesia è stata Eidos Allestimenti Grafici, azienda modenese che ha sfruttato la tecnologia Fujifilm della Acuity Advance Select per dare vita al progetto di Cristina Celestino.

Leporello
Gli anniversari sono ricorrenze importanti da celebrare, a maggior ragione se sono significativi. Per i suoi 80 anni Fujifilm ha deciso di creare qualcosa di speciale e l'ha commissionato a Marco "Goran" Romano, uno dei più giovani e talentuosi illustratori del panorama italiano. Quello che è scaturito da questa collaborazione è un'opera di grafica molto particolare, che ripercorre le otto decadi di vita di Fujifilm – dalla fondazione nel 1934 a oggi – in un formato particolare come il Leporello, scelto per citare Romano "per la sua natura avvolgente, che ti mette al centro della storia". Questo Leporello, realizzato come detto per un'occasione speciale, ha dato modo per la prima volta nella sua carriera a Romano di provare l'esperienza della stampa: non più la consegna di un lavoro di grafica che poi veniva stampato da altri, ma l'opportunità di vivere la realizzazione di quest'opera dalla sua ideazione alla sua nascita fisica. A renderlo possibile Nava Press, del gruppo Rotolito Lombarda.

Leporello Fuji - retro 1

Le altre declinazioni del Leporello
Per sua natura il formato del Leporello è un pieghevole dalle dimensioni standard. Fujifilm, pienamente soddisfatta dell'opera di Marco "Goran" Romano, ha deciso di declinarla in altri modi, rivolgendosi a due suoi clienti quali Rossetti Group e Fa Service, rispettivamente con sede a Rozzano (MI) e San Martino Buon Albergo (VR). Il primo ha dato un respiro "out-of-home" all'opera, stampandone entrambi i lati su teli in pvc grazie alla inkjet Uvistar Pro8. L'interpretazione "digitale" è stata invece resa possibile dalla JetPress 720S in possesso di Fa Service.

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