Offset o digitale? Ibrido!

In media stat virtus, dicevano i latini, la virtù sta nel mezzo. Nel nostro caso tanto la stampa offset quanto quella digitale sono ricche di virtù, ma a metà fra le due si trova una tecnologia che offre a sua volta dei vantaggi non indifferenti.

Stiamo parlando della stampa ibrida, nata dall’unione delle tecnologie analogiche e digitali. Il poter usufruire in un’unica linea di produzione di ambo i mondi permette di svolgere una serie di lavori che, per l’appunto, richiedono tanto la stampa digitale quanto quella offset con notevoli vantaggi in termini di tempi e costi senza incidere sulla qualità del prodotto finito.

Analizziamo un caso concreto per cercare di comprendere meglio. Il cliente ha richiesto una lavorazione che prevede l’uso di una mano di bianco dietro alla grafica e con dei campi variabili. Normalmente questo indirizza verso la stampa digitale, dove però gli inchiostri bianchi hanno prezzi superiori alle loro controparti flexo. Che non possono essere utilizzati per la presenza del dato variabile. Con la stampa ibrida, invece, diventa possibile stampare il bianco in flexo e, poi, inserire il dato variabile in digitale senza mutare linea di produzione, abbattendo i tempi e riducendo i costi. A questo si può aggiungere il fatto che, così facendo, diventano disponibili anche i tradizionali metodi di finitura in linea flexo.

Che la lavorazione da compiere sia un invito, un booklet, un’etichetta o altro, la stampa ibrida permette di ottenere il massimo della qualità offset unita alle possibilità di personalizzazione a dato variabile del digitale.

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