Il futuro della stampa fotografica si chiama DreamLabo 5000

Noi non abbiamo acquistato una macchina, ma una tecnologia e una filosofia.” Queste parole di Dario Righetto, Global Marketing Manager di Graphistudio, racchiudono il senso dell’investimento fatto dall’azienda di Arba (Pordenone) e della strategia che tanto Graphistudio quanto Canon hanno voluto lanciare con DreamLabo 5000. E che DDm è andata a scoprire per voi.

Ma andiamo con ordine. Graphistudio è uno dei punti di riferimento del mercato del fotolibro, soprattutto a tema matrimoniale, e un’eccellenza italiana riconosciuta all’estero, come testimoniano gli oltre 60mila fotografi professionisti di tutto il mondo che formano il suo portafoglio clienti. Lo è a tal punto che l’operazione che ha portato all’investimento in DreamLabo 5000 è stata fatta congiuntamente a Canon Inc, i cui dirigenti hanno selezionato Graphistudio come una delle eccellenze a cui proporre subito l’ultimo ritrovato tecnologico Canon nel campo della stampa fotografica. Una delle tredici realtà europee ad aver avuto il compito di fare da apripista. 

DreamLabo 5000

Diciamo apripista perché, come specificato all’inizio, non si sta parlando solo di una macchina. DreamLabo 5000 è un sistema inkjet a sette colori (CMYK più Grigio, Photo Cyan e Photo Magenta), che sfrutta inchiostri a base acqua e teste di stampa con tecnologia Canon FINE. Lavora a 1000 A4 fronte/retro all’ora con risoluzione a 2400dpi e un’area di stampa variabile fra 89×89 e 635×305. Ma è anche un pezzo del prodotto HD-BOOK, il fotolibro targato Canon. Disponibile in vari formati (attualmente quello massimo è il 30×60), può arrivare fino a cento pagine e viene, ovviamente, stampato con DreamLabo 5000 su carte fotografiche Canon fino a 275 gsm. Una sua particolarità rilevante è l’assenza del tradizionale “effetto pancia”, ottenuto tramite la finitura con FlatSpread FS-500, finisher sviluppato e brevettato da Canon espressamente per questo prodotto.

FlatSpread FS-500

Dario RighettoLa domanda che a questo punto ci si può porre è, legittimamente: il risultato finale è davvero così differente rispetto alla stampa fotografica di alta qualità tradizionale? Il miglior modo per rispondere è confrontare la medesima fotografia stampata coi due metodi, ovvero quello che Graphistudio sta facendo coi suoi clienti. Avendo visto questo confronto possiamo affermare che la differenza c’è e si sente. Salta all’occhio, si potrebbe dire. Colori più vivi, dettagli più nitidi, particolari prima poco visibili che ora bucano letteralmente il foglio. Per citare ancora Righetto, “siamo passati dal catodico all’LCD”. 

Chiudiamo con una nota significativa: i clienti Graphistudio possono scegliere di stampare i loro lavori con DreamLabo 5000 al medesimo prezzo della tecnologia standard. Un evidente segnale di quanto Graphistudio e Canon credano in questa tecnologia e nelle sue possibilità di guidare la stampa fotografica verso il suo futuro.

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