Agenda digitale, il 2015 deve essere l’anno della svolta

Di Agenda digitale in Italia si parla da parecchio tempo e da oltre due anni si è avviato il processo per la sua attuazione – per la precisione dal 18 ottobre 2012, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento relativo. Ad oggi, però, i frutti non si sono ancora visti e su tante cose siamo in ritardo.Con la Legge di Stabilità 2015 recentemente pubblicata, il governo fra l'altro torna sulla questione per accellerare il processo e portare il Paese a quella digitalizzazione che ha promesso. Molti dei provvedimenti non daranno frutti in questo 2015, ma dovranno seminare quel che si andrà a raccogliere fra un anno.

Il primo aspetto su cui intervenire è certamente quello dell'Infrastrutture banda larga. L'obbiettivo è la copertura dell'intero territorio nazionale con una rete che permetta la navigazione ad un minimo di 2 megabit e il lancio della fase successiva, ovvero quella banda ultralarga che parte da un minimo di 30 megabit al secondo e raggiunge molto più spesso i 100 megabit. Questo permetterà di raggiungere entro il 2020 la conformità con gli obbiettivi europei per quella data (100% del territorio a 30 megabit, 85% a 100 megabit). Ovviamente ci sono fondi statali (attualmente 900 milioni di euro) e agevolazioni varie per lo sviluppo rapido delle infrastrutture necessarie.

Un secondo punto nevralgico è quello delle cosiddette "smart cities", ovvero diffusione e qualità dei servizi digitali offerti dalle città. Si tratta di un vero e proprio universo che va a toccare svariati settori, dalla sanità alla giustizia, dai trasporti alle offerte turistiche. Gli obbiettivi sono quelli di offrire servizi migliori, accrescere la propria attrattiva come poli turistici e, ovviamente, ridurre le spese.

Anche tutti i rapporti e i servizi della Pubblica Amministrazione vengono interessati dall'Agenda digitale. I cittadini verranno progressivamente dotati di documenti d'identità digitale, che assomma in sé le funzioni di carta d'identità, tessera sanitaria e carta nazionale dei servizi. Questa novità, che doveva debuttare nel 2014, è stata inserita in Gazzetta Ufficiale solo pochi giorni prima di Natale e pertanto è attesa all'inizio di questo 2015. Della digitalizzazione dovrebbe benificiare particolarmente l'Anagrafe e tutti i servizi correlati, che potranno contare su aggiornamenti più rapidi (a cura dell'Istat) e non dover attendere anni per i dati corretti, continuando nel frattempo a far riferimento a indirizzi errati. Anche le certificazioni di nascita e morte verranno effettuate in maniera più rapida, telematicamente dall'ospedale. La modifica è prevista attiva e funzionante per marzo 2016.

Per quanto riguarda la fatturazione elettronica, avviata per la PA centrale da giugno 2014, DDm ha già parlato diffusamente (qua tutto quel che abbiamo pubblicato). Marzo 2015 segna il punto oltre il quale anche le PA locali dovranno abbandonare definitivamente ogni altro metodo di fatturazione.

Anche scuole e aziende sono interessate dai provvedimenti. Le prime hanno già avviato la fase di scelta dei libri di testo in formato misto (cartaceo o digitale) e ci sono svariate iniziative in corso per la digitalizzazione di docenti e alunni. Fondi sono stati destinati alla fornitura di materiale tecnologico come tablet e computer, nonché per la presenza di reti wi-fi negli istituti. Per quanto riguarda le seconde la Legge per la prima volta introduce il concetto di startup nella legislazione nazionale con incentivi e agevolazioni per questa tipologia di aziende. I fondi prevedono una dotazione iniziale di 200 milioni di euro e, una volta a regime, 110 milioni annui.

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