Il nuovo ruolo della carta nell’era digitale

Il messaggio è stato chiaro e diretto. Per superare questa lunga e estenuante situazione economica stagnante le aziende devono aprirsi e aprirsi vuol dire rinnovarsi e guardare a nuovi mercati, soprattutto esteri.

Paolo Culicchi, Presidente della Federazione della Carta e della Grafica, è stato il primo a prendere la parola nel corso del consueto appuntamento con l’Assemblea Annuale, tenutasi martedì 17 giugno.

Abbiamo chiuso il 2013 con una punta di ottimismo – ha spiegato Culicchi – perché nella parte finale dell’anno si notava un leggero miglioramento del quadro economico generale. Tuttavia gli esiti del primo trimestre di quest’anno ci dicono purtroppo che c’è stato un evidente passo indietro.

Le problematiche inerenti il settore delle arti grafiche,  della cartotecnica, del converting e di tutte le filiere interessate hanno, in questo momento storico, dinamiche peculiari e parzialmente differenziate tra di loro, ha voluto precisare Culicchi.

Mentre per le aziende produttrici di macchine per al stampa, per la cartotecnica e il converting ci si attende un anno stabile, con una dinamica del fatturato estero migliore rispetto a quello interno, per le aziende grafiche sono proseguite le chiare difficoltà manifestatesi negli anni scorsi con il protrarsi di persistenti negatività sia nella componente della domanda interna, sia in quella estera. Da questo quadro economico di settore” – ha spiegato Culicchi – “emerge senza dubbio la difficoltà di chi ha una ridotta apertura al commercio internazionale e di chi è legato a consumi non considerati primari.”

Le indicazioni della federazione per rilanciare il settore  

La federazione ha presentato nel corso dell’Assemblea una serie di indicazioni chiave ( presentate anche nelle diverse sedi istituzionali) per cercare di rilanciare un settore che possiede ancora numeri di tutto rispetto: 20mila aziende, 180mila addetti, 23 miliardi di fatturato pari all’1,5% del PIL italiano.

–          Prevedere per i contribuenti la detrazione dalla dichiarazione dei redditi della spesa per l’acquisto di libri e abbonamenti a quotidiani e periodici.

–          Intervenire a sostegno del mercato pubblicitario con la detassazione della pubblicità incrementale

–          Sostenere l’industria manifatturiera riducendo i costi energetici e promuovendo l’efficienza.

Dopo l’intervento di Culicchi ha preso la parola Guido Corbella, Amministratore Delegato di Centrexpo, per annunciare la decisione di posticipare Grafitalia al 2017 ( leggi qui la news dedicata) e di abbinare Converflex ad Ipack-Ima a partire dall’edizione del 2015 e per quelle a venire.

La ricerca di Ipsos a cura di Nando Pagnoncelli

L’Assemblea è proseguita con l’intervento di Nando Pagnoncelli, Direttore Ipsos e noto ospite televisivo nella trasmissione rai “Ballarò”. Nando Pagnoncelli ha presentato i risultati di una ricerca, da lui condotta, su oltre mille intervistati con metodologia Cawi, sul ruolo della carta nell’era digitale.

Anzitutto voglio tranquillizzarvi in merito a certe visioni apocalittiche che danno la stampa, nel 2035, come finita. Non sarà così ovviamente. E sarà così ancora meno per quanto riguarda i libri” – ha spiegato Pagnoncelli.

Il nostro Paese, secondo le ricerche, continua ad invecchiare e, soprattutto, è meno istruito rispetto ad altri Paesi europei ed extra europei: la maggior parte degli italiani, infatti, ha licenza elementare o media e i  laureati sono poco più di 1 su 10. Questo per dirvi che, nonostante i dati ci preoccupino come cittadini, il consumo di prodotti stampati è incentivato in una situazione del genere: perché un Paese vecchio e con bassa cultura generale fa più fatica ad adattarsi ai nuovi sistemi digitali e preferisce ancora il prodotto tradizionale.

Ma quanto leggono gli italiani?

Eurostat  – ci ha spiegato Pagnoncelli – ci conferma che, in Italia, le donne leggono di più rispetto agli uomini e che, in generale, meno della metà delle persone adulte dal 25 ai 64 anni ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi.  Tra i generi preferiti dagli italiani si confermano romanzi e thriller (che assieme raggiungono il 30% del totale).

Come vengono scelti i libri?

Pur essendo in un’epoca di proliferazione degli strumenti digitali, la maggior parte degli italiani sceglie un libro su suggerimento di un conoscente, di un familiare o di un amico. A seguire (38%) valuta la scelta sulla base delle recensioni in libreria. Un 28% si fida delle recensioni sui social network.

Da sottolineare, prosegue Nando Pagnoncelli, l’evoluzione che ha avuto internet negli ultimi due anni specialmente nella fascia più giovane della popolazione. Nel 2011 erano il 9% i ragazzi fino ai 17 anni che restavano connessi e navigavano online per più di 3 ore al giorno. Oggi questa percentuale è salita al 23%.

Ma non è assolutamente detto che l’aumento dell’utilizzo di internet vada a discapito di altri mezzi di comunicazione.

La carta in particolare – ha commentato Pagnoncelli – possiede caratteristiche uniche che le permettono di trasferire un posizionamento autenticamente differenziante. La via di uscita per superare la crisi del settore  è valorizzare il più possibile il mezzo. In che modo? Trasformandola da incubatore di contenuti a supporto opinionale, in particolare per i quotidiani.

Oggi assistiamo a un vero e proprio paradosso – ha concluso Pagnoncelli – perché ci sono molti cittadini informati ma molti meno cittadini consapevoli, capaci di approfondimento. L’informazione basata sull’immagine, oggi, tende a darci la notizia ma non l’approfondimento necessario per capirla e farci una opinione. Ecco allora che una delle vie di uscita della carta diventa proprio quella di approfondire la capacità di discernimento delle informazioni.

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