Fatturazione elettronica, come quando e quanto fa risparmiare

Di fatturazione elettronica abbiamo appena parlato, visto l’obbligo per la Pubblica Amministrazione scattato il 6 giugno scorso. Ricordiamolo: si tratta di un sistema di trasmissione telematica dei dati di fatturazione in formato XML che consente una semplificazione delle procedure burocratiche nella Pubblica Amministrazione e nel rapporto tra quest’ultima e i suoi fornitori.

Ma quali sono vantaggi che la fatturazione elettronica comporta? Sicuramente il primo e più lampante è quello di un efficientamento dei processi amministrativi con una conseguente riduzione dei tempi di di consegna e un abbattimento dei costi.

L’Ente pubblico, oltretutto, avrà l’obbligo di assolvere al pagamento nei tempi previsti; altrettanto importante è il fatto che il fornitore avrà la certezza che il proprio documento sia stato recapitato all’ufficio di destinazione in tempi e modalità certe.

Poi c’è tutto un aspetto relativo alla sicurezza che non è da trascurare: tutto il processo viene gestito tramite il Sistema di Interscambio (SdL) che è una struttura informatica messa a disposizione delle aziende dall’Agenzia delle Entrate. Il fornitore dovrà passare attraverso il Sistema di Interscambio per consegnare la fattura al suo cliente PA. Sarà tale sistema che farà le opportune verifiche del documento xml, lo smisterà all’ente destinatario e rilascerà la ricevuta di consegna e accettazione. Il sistema certificherà anche la sicurezza del recapito e la conseguente decorrenza dei termini di pagamento.   

Relativamente a questa nuovo sistema di trasmissione telematica dei dati di fatturazione, è stata pubblicata qualche giorno fa una infografica molto interessante. Il Politecnico di Milano ha infatti stimato che l’introduzione della fatturazione elettronica porterà al risparmio di 1 miliardo di euro all’anno, l’equivalente di 17 euro per ogni singola fattura.

Le prime reazioni all’obbligo di fatturazione elettronica per le PA arrivano tramite il web, ovviamente. Marco Pellegrini, direttore marketing di Postel, sceglie Twitter, con un commento che vi riportiamo qua sotto.

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