Pillole di QR Code…e incidenti di percorso – parte prima

Da un po’ di tempo a questa parte i QR Code sono parte integrante della nostra quotidianità. Che ci si mettano due ore in macchina o cinque minuti a piedi a raggiungere il luogo di lavoro è improbabile non passare accanto ad almeno una di queste vere e proprie “porte”, capaci in pochi istanti di portarci a informazioni importanti, promozioni speciali e molto altro ancora.

Esattamente come le porte che abbiamo citato metaforicamente, i QR Code necessitano di essere usati nel modo corretto fin dalla loro progettazione. In caso contrario non solo non si raggiunge l’obbiettivo prefissato, ma si rischia di ottenere l’effetto opposto.

Questo non vuole essere il classico articolo un po’ noioso che dispensa consigli astratti su come usare bene i codici, intende invece offrire alcuni spunti sulla base di immagini divertenti e curiose di come i QR Code sono stati usati male.

1Non arrivare da dove si parte. Ovvero, senza sapere cosa si vuole ottenere non si va lontano. L’immagine qua sotto, ad esempio, mostra un QR Code su un menu che, quando scannerizzato, porta alla geolocalizzazione su Google Maps del locale stesso. Ovviamente inutile, visto che si è già in quel luogo…

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Anche meglio quest’altro esempio, dove il codice si trova su una pagina web di contatti e rimanda alla pagina stessa.

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2 – Il QR è un tramite, un collegamento fra un punto di partenza fisico e un arrivo digitale. Un altro uso è concettualmente sbagliato. Come nell’immagine precedente. O come inserirlo nella firma delle email invece di usare un link.

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3 – Creare un QR Code è semplice, sia tramite siti gratuiti che con programmi più professionali e ricchi di possibilità. In ogni caso, una delle regole base è assicurarsi che risulti leggibile. Piazzare un’immagine sopra il codice non è il miglior modo per garantire tutto ciò.

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Ancor meno posizionarlo al di fuori della portata dello smartphone, ad esempio ai piani alti di un palazzo.

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4 – Per quanto i QR ci circondino, non bisogna mai dare per assodato che la gente sappia al volo come funzionano. Da lì a stendere un papiro su come usarlo però ce ne passa. A maggior ragione se si conclude il documento con una soluzione alternativa infinitamente più rapida.

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5 – Il potere attrattivo di un QR Code è basso, senza slogan e call to action a indirizzare l’utente su di lui serve a poco. L’esempio qua sotto, al di là del gusto un filo macabro, pone un interrogativo: perché dovrebbe venirmi in mente di scannerizzare il codice?

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Ci vediamo fra una settimana per il seguito!

di Federico Zecchini

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