Inkjet, la cartuccia originale paga sempre

L’approfondimento di HP sui materiali di consumo ha messo in luce l’importanza della scelta di una cartuccia originale, dello studio e della progettazione che stanno dietro la messa sul mercato di prodotti non rigenerati.

Thom Brown ne è stato sicuramente il catalizzatore, il filo conduttore. Cravatta, camice bianco e scarpe da ginnastica. E’ il maggior esperto mondiale di inchiostri di HP, si definisce l’inchiostrista, vive a San Diego e ne trasmette l’energia attraverso la dialettica – eccellente – e la competenza esplicitata con verve e simpatia.

La premessa è scherzosa, dai toni leggeri. Ma in realtà il tema  è uno di quelli che sta maggiormente a cuore agli operatori del settore arti grafiche, sia che si tratti di produttori, sia di distributori ma anche di utenti finali: quello dei materiali di consumo originali.

L’approfondimento tenuto settimana scorsa da Hp durante la conferenza stampa “Originale, sempre” ci ha permesso di capire qualcosa in più sui vantaggi che un materiale di consumo originale può dare rispetto a uno rigenerato. Thom Brown, Competitive Response Inkjet Hardware and Supplies – HP Printing and Personal Systems Group, ha spiegato l’uso di materiali di consumo originali e non e le conseguenze sulla stampante e sulla qualità di stampa, dimostrando che con  inchiostri e carte fotografiche originali i colori restano vividi e brillanti, mentre cartucce ricaricate spesso offrono un prezzo inferiore a discapito della qualità.

Perché?

originale vs rigenerataPerché le cartucce d’inchiostro originali sono più affidabili e offrono una resa per pagina migliore rispetto alle alternative ricaricate e rigenerate. Nei test, fatti in laboratorio dai tecnici Hp,  oltre il 40% delle cartucce d’inchiostro rigenerate si sono infatti dimostrate difettose durante l’uso, se non addirittura appena estratte dalla confezione. Gli studi hanno anche dimostrato che le cartucce d’inchiostro originali, in questo caso HP, stampano fino al 50% di pagine in più rispetto alle cartucce rigenerate testate. Senza dimenticare che lo studio citato da Brown ha rivelato che le cartucce HP si distinguono dalle altre pseudo concorrenti  per l’affidabilità : oltre il 40% delle cartucce d’inchiostro riempite o rigenerate non lavorano per nulla o si fermano in maniera prematura a inchiostro non consumato durante i test a cui sono sottoposte. Senza tralasciare infine i difetti di resa nella stampa su carta e di fedeltà di riproduzione.

Alcune curiosità sugli inchiostri HP

Durante la conferenza stampa Thom Brown ha svelato alcune curiosità che fanno degli inchiostri Hp un prodotto di qualità.

  • Una fotografia standard – 15 x 10 cm – è formata da circa 35 milioni di gocce di inchiostro.
  • Per la sola lettera “A” in carattere Times New Roman, 12 punti sono necessarie 1.400 gocce di inchiostro.
  • Il diametro di un ugello di una stampante a getto d’inchiostro è largo 1/3 di un capello umano.
  • L’ugello espelle l’inchiostro sulla carta con la stessa precisione che ci vorrebbe per centrare con un chicco d’uva lasciato cadere da un edificio di 30 piani un secchio in movimento sul marciapiede sottostante.
  • Sono necessari da 3 a 5 anni e fino a 1.000 formule di prototipi per perfezionare ogni nuovo inchiostro HP.
  • La formula di un inchiostro HP può richiedere fino a dodici ingredienti per poter garantire qualità e affidabilità.
  • Nel corso degli ultimi 20 anni HP ha sviluppato oltre 100 inchiostri diversi.

Sono dati e numeri che ci fanno riflettere su quanto sia importante che ogni stampante venga ricaricata con delle cartucce di inchiostro originali, soprattutto perché ogni inchiostro – ha sottolineato Brown – viene progettato per una singola stampante. E non lavora perfettamente se inserito in un’altra portando, a breve distanza, a un deterioramento della stampante stessa, oltre che a una qualità di stampa non ottimale.

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