Il mercato italiano delle buste per corrispondenza

Senza alcuna pretesa di esattezza, proviamo a dare uno sguardo al mercato italiano delle buste per corrispondenza per tracciarne un rapido identikit.
Non esistono dati certi né ufficiali dato che i produttori, diversamente da quanto accade in altri paesi, non comunicano nulla riguardo alla loro attivitá.
Anche l’Associazione Italiani Produttori Buste per Corrispondenza non rende noto alcun dato riguardo alle aziende aderenti. Di conseguenza, nemmeno a livello europeo si possono reperire dati certi sui consumi italiani, anzi pare proprio che la Associazione Europea dei Fabbricanti di Buste sia per cosí dire snobbata dagli italiani.
Basandosi peró su altri dati diffusi dalle Poste Italiane nonché da fornitori di carta, macchine e quant’altro, si stima che attualmente il consumo di buste in Italia si aggiri attorno ai 5 miliardi di pezzi annui mentre fino a 2-3 anni fa era di circa 7 miliardi.

calo busteUn mercato piccolo
Il mercato italiano è sempre stato tradizionalmente piccolo rispetto ai maggiori mercati europei come UK, Francia e Germania.
L’arretratezza del sistema postale fino agli anni ‘90 costituiva un grande impedimento allo sviluppo delle attività di mailing e la successiva modernizzazione di Poste Italiane diede, nella seconda metà degli anni ‘90 – inizi 2000, buoni risultati in termini di crescita e sviluppo.
Lo spostamento poi del core business di Poste Italiane dalla corrispondenza ai servizi finanziari ed assicurativi, l’aumento delle tariffe postali a volte smodate, la scarsa propensione all’utilizzo del direct marketing ed infine anche la crisi economica e finanziaria mondiale, ci hanno portato ai livelli attuali.
Inoltre, alcuni cambiamenti tecnologici legati all’uso del digitale stanno fortemente mettendo in discussione l’utilizzo della carta come supporto per le informazioni costringendo interi settori di business tradizionale a rivedere la loro organizzazione, diffusione ed approccio al mercato.
Rimanendo nel settore delle buste, anch’esse fabbricate con la carta e veicoli di trasporto per altri documenti contenuti all’interno, si avvertono le stesse difficoltà che toccano l’intera filiera.
Tutte le previsioni più autorevoli parlano di un decremento del numero di buste utilizzate attorno al 2-3% annuo, fino al 2020; oppure, in caso di ripresa economica, di un lieve aumento nell’ordine del 2-3%, tutto da verificare.

Panorama poco roseo
I tratti salienti del mercato italiano sono la piccola dimensione delle aziende produttrici, rispetto ad altri Paesi europei, il basso livello di prezzo, utilizzato come barriera per impedire l’ingresso di grandi gruppi esteri, la elevata diffusione delle buste con doppia finestra tipo Postel (maggiore consumatore europeo) e dalle consuete tematiche comuni all’intera Europa come eccesso di offerta rispetto alla domanda del mercato, calo dei consumi, dei prezzi, ecc.
In definitiva, non proprio un panorama roseo che dovrebbe portare alla scomparsa delle aziende fi nanziariamente meno solide prima di arrivare ad una stabilizzazione che al momento appare ancora lontana.

di Paolo Girardi, Resposabile Commerciale per l’Italia di Tompla

Questo articolo è uscito sul numero di Novembre 2013 di DDm, interamente dedicato al Postal & Mail. Per sfogliarlo in edizione online clicca qui.

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