Il Termometro Postale

Negli ultimi anni il settore postale ha subito dei cambiamenti molto rapidi, sia a livello locale che globale. La crisi economica iniziata nel 2008 ha aggiunto ulteriori problemi, andando a impattare con forza sui volumi, sulla manodopera e sui guadagni. La più recente ricerca della Universal Postal Union (UPU) analizza la situazione globale degli operatori postali, suddividendoli in sei macro-aree: America Latina e Caraibi; Europa dell’Est e area russa; Africa; Paesi Arabi; Asia e Pacifico; Paesi Industrializzati.

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Manodopera
Il calo delle assunzioni nel settore è in linea con il trend negativo iniziato con la crisi del 2008. Considerando il fatto che in molti Paesi la competizione fra operatori è molto accesa e che c’è una contrazione dei volumi, il calo globale dell’1,3% può essere ritenuto moderato. In una prospettiva più vasta (2001- 2011) questo trend va diversificato: in Africa e nei Paesi Industrializzati la forza-lavoro si riduce; nei Paesi Arabi, nell’America Latina e nei Caraibi invece vive un forte incremento. In Asia e Pacifico il trend è completamente invertito, mentre nell’Europa dell’Est e nell’area russa solo dal 2008 si è avuto un calo.

Infrastruttura postale
Alla fine del 2011 il numero complessivo di uffici postali era di 662,701, con un incremento complessivo dell’ 1.5%. Anche qui le varie aree presentavano situazioni differenti: in America Latina e Caraibi (-0,4%), Europa dell’Est e area russa (-2,0%) e Paesi Industrializzati (-5,0%) si registra un calo; mentre nelle altre aree il trend è di crescita: Africa (+1.6%), Asia e Pacifico (+6.1%), Paesi Arabi (+17.3%). E’ interessante notare come un sempre maggior numero di operatori postali dei Paesi Industrializzati abbia scelto di dare in franchise parte dei propri uffici, mentre nelle altre aree si registra un aumento degli uffici gestiti direttamente dall’operatore.

Spedizioni
Nell’area Asia e Pacifico il 94,7% della gente riceve la posta al proprio domicilio. Tenendo conto della quantità di popolazione della regione si tratta di una percentuale impressionante. Analoghi livelli vengono raggiunti nell’Europa dell’Est e nell’area russa (97.6%) e ovviamente nei Paesi Industrializzati (96.9%). In America Latina e nei Caraibi l’80% beneficia di spedizioni dirette a casa, mentre il 12,6% deve fare affidamento sugli uffici postali. La situazione è decisamente meno buona nei Paesi Arabi (61,3% a casa, 28% negli uffici postali) e in Africa (21% a domicilio, 50% negli uffi ci postali, 29,7% non ha accesso ai servizi postali).

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Risultati economici
Le revenue complessive sono calate del 3,1% dal 2010 al 2011. Nell’ultimo decennio, tuttavia, gli operatori postali di diverse aree (Pasi Arabi, America Latina e Caraibi) hanno registrato signifi cative crescite (+ 2,5%). E anche un’area come quella Esteuropea ha visto un raddoppio anno su anno fino al 2007, andando poi a stabilizzarsi sui livelli raggiunti. In Africa la crescita (+1,5%) è durata fino al 2004, entrando poi in stagnazione. Nei Paesi Industrializzati, invece, la crescita si è fermata nel 2007, anno dopo il quale le revenue sono andate calando sensibilmente. Globalmente i servizi postali tradizionali contano per il 48.3%, i servizi logistici per il 34.6%, quelli finanziari per l’11.7%. Guardando più localmente si può notare come per tre aree il business più ampio è importante sia quello delle lettere (Africa, America Latina e Caraibi, Paesi Industrializzati), con due su tre che hanno un terzo dei propri guadagni dall’invio di pacchi. Per contro il settore Asia e Pacifico dipendono pesantemente dai servizi finanziari, mentre Europa dell’Est e area Russa e Paesi Arabi si stanno espandendo in questo senso.

Lettere
Nel 2011 il volume complessivo è calato del 3,7%, in particolare nelle spedizioni interne ai singoli paesi. Solo due aree su sei registrano crescite, mentre le altre quattro sono più o meno in calo. I Paesi Industrializzati hanno registrato la maggior decrescita (4,5%); dato che quest’area rappresenta la maggior parte del mercato (79.4%), si tratta di un vero e proprio crollo. Le spedizioni internazionali sono calate del 2,2%, contraendosi ovunque tranne che nell’area Asia e Pacifico (+1,1%). La principale contrazione si è registrata in America Latina e Caraibi (-9.6%) e in Africa (-6.8%).

Pacchi
Il numero complessivo di pacchi spediti nel 2011 ammonta a 6,4 miliardi di pezzi, con una crescita rispetto all’anno precedente del 2,1%. Di questi la quasi totalità è stata spedita internamente ai singoli paesi, mentre 58 milioni sono stati inviati all’estero. Il mercato più ampio è quello dei Paesi Industrializzati (91,8%), con l’Asia e Pacifico in seconda posizione (5,4%) e tutti gli altri a seguire, con un forte calo in Africa (-7,5%) e una crescita esponenziale in America Latina e Caraibi (+21,7%).

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Questo articolo è uscito sul numero di Novembre 2013 di DDm, interamente dedicato al Postal & Mail. Per sfogliarlo in edizione online clicca qui.

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