Più potenza al quadro comandi

Cosa fa un fornitore di servizi di stampa e mailing quando si trova di fronte una massa di documenti da lavorare e spedire e non ha tempo addizionale da dedicarci? Ecco una situazione piuttosto familiare ad arvato AG. Circa due anni fa la divisione mail and document solutions di arvato si è trovata a fronteggiare un compito proibitivo: uno dei principali clienti ha chiesto di poter quadruplicare il volume di documenti da spedire mantenendo invariato il lasso temporale. Il problema principale era quello di espandere il proprio sistema di OMS: ma come? Oliver Simon, IT Operations Director di arvato, ricorda che: “era chiaro che stavamo per mettere l’intero processo sotto la lente d’ingrandimento. Potenziare solo una parte di esso, ad esempio l’area server, non aveva senso se il resto della catena produttiva non era in grado di gestire queste migliorie“. Quindi l’analisi è stata ampliata per comprendere non solo i sistemi hardware e software dell’ambiente OM, ma anche tutte le parti dell’ambiente IT aziendale (database, sistemi operativi, network, tecnologia di immagazzinamento,…). I processi dovevano essere controllati in pieno: ad esempio, era meglio gestire i file singolarmente o in gruppo? Come veniva distribuito il carico nella creazione delle spedizioni? Quali erano i parametri chiave per innovare?

Per Oliver Simon e i suoi colleghi questo approccio olistico era fondamentale, in particolare per capire se la piattaforma già in uso, DocBridge Pilot di Compart, possedeva gli strumenti per trasformarsi oppure se bisognava guardare altrove per trovare ciò che serviva. Dopo diverse prove e grazie all’uso combinato del software di conversione DocBridge Mill con il nucleo della CPU, arvato ha visto che era possibile arrivare alle prestazioni richieste aggiungendo ulteriori nuclei CPU. Potendo a questo punto espandere in maniera uniforme la memoria del sistema, si è potuti giungere a un parallelismo scalabile che ha incrementato le performance dell’intero sistema. L’aumento complessivo di velocità non ha però comportato un parallelo aumento di qualità nella gestione di ogni singolo processo. E l’utilizzo di processori più rapidi, per quanto fosse una possibilità, portava su una via a breve scadenza.

Aumentare le prestazioni attraverso un aggiornamento hardware è solo una soluzione a breve termine, certo non definitiva“, sottolinea Simon.

L’obbiettivo dunque era quello di arrivare a una configurazione che riuscisse ad accrescere sia le performance globali che singole. Diversi approcci al problema si sono rivelati vicoli ciechi. Alla fine si è giunti alla conclusione che bisognava eseguire l’upgrade del software DocBridge Pilot, passando dalla versione 2.9 alla 2.14, che disponeva delle caratteristiche necessarie ad arvato. Questo si è rivelato molto importante, in quanto la società non ha dovuto mutare software di base, ma semplicemente potenziarlo.

Le opzioni di scalabilità di DocBridge Pilot sono praticamente illimitate. Anche se il cliente vorrà aumentare il volume ancora di più, non abbiamo ragione di preoccuparci“, commenta Simon.

La garanzia di qualità dei documenti è l’alfa e l’omegaIn arvato la maggior parte delle spedizioni sono ancora stampate, anche se le cose stanno mutando. “Il rapporto tra fisico e digitale si sta spostando verso quest’ultimo. D’altra parte, la posta elettronica è probabilmente inadatta per la pubblicità. Per i prodotti che si basano su aptica e ottica, come cataloghi premio, la carta è ancora il mezzo migliore“, sottolinea Simon.

Anche per Compart, da molto tempo partner di arvato, il cambiamento ha rappresentato una sfida. La versione 2.14 è stata completata poco prima che arvato iniziasse il processo di upgrade, diventando così un beta tester di grande rilievo per Compart. “E ‘dimostrato che Compart costruisce non solo i prodotti a prova di futuro, ma che possiede un solido know-how in settori importanti e sensibili come l’elaborazione dei documenti“, ricorda Simon.