Stampa&giornali, tre protagonisti a confronto

Il mondo dei quotidiani sta vivendo una fase complessa e molto difficile e gli stampatori ad esso legati hanno visto le tirature calare vistosamente, con le ovvie conseguenze. Come si può reagire ai trend attuali del mercato? E la stampa digitale che ruolo ha? Può essere la risposta vincente? DDm ha intervistato alcuni dei protagonisti del settore per scoprirlo.

Le Domande
Come il nuovo modo di scrivere i giornali influisce sulle metodologie di stampa (redazione fissa – dislocata)?
Come reagisce lo stampatore al progressivo abbassamento delle tirature di stampa dei quotidiani?
Avete introdotto altri tipi di servizi oltre alla stampa per superare il difficile momento dell’economia italiana?
Quali sono gli ambiti in cui intendete investire in futuro?
Stampa digitale e stampa tradizionale. A che punto siete?

Mario Farina, presidente Litosud

1 – Sostanzialmente per la tipografia non cambia nulla. Questa nuova modalità di fare i giornali offre alle redazioni uno strumento in più e una diversa opportunità per i giornalisti che, grazie alle nuove tecnologie, possono lavorare e “vivere” la redazione pur non essendo fisicamente presenti. Un bravo direttore e un buon desk sono poi in grado di confezionare il giornale finito in modo tale da agevolare al massimo il lavoro di interfaccia con la tipografia che non è – né è necessario che debba essere – a conoscenza di come e dove viene svolto il lavoro redazionale del prodotto da stampare.
2 – Questo, a dire il vero, è il secondo dei problemi. Il primo in assoluto è aver fatto dei grossi investimenti negli ultimi anni per rendere i reparti di stampa altamente performanti e quindi con un capacità produttiva sempre più ampia e più veloce. La diminuzione delle le tirature, quindi, ha di fatto vanificato questi investimenti lasciando alla tipografia degli spazi vuoti in termini di tempi produttivi. Di questo ne hanno comunque beneficiato quei piccoli editori che hanno potuto avere a disposizione una “finestra” di stampa in orari che, fino a oggi, erano per loro inimmaginabili poiché troppo costosi.
3 – Cerchiamo di intensificare i servizi all’editore e accentrandoli presso la tipografia. Per esempio, stampando più testate, i nostri clienti possono ottimizzare i costi di distribuzione viaggiando in pool, ovvero raggiungere la stessa destinazione geografica insieme a più testate utilizzando un solo mezzo di trasposto. Ma questo è solo un piccolo esempio delle tante sinergie che si possono fare all’interno di una tipografia di grandi dimensioni.
4 – Senza dubbio il nostro interesse è sulla stampa digitale che oggi con gli impianti di ultima generazione, permette una buona competitività quando si parla di prodotti a bassa tiratura e bassa foliazione. Certamente, un giornale di 32 pagine che ha una tiratura di 10mila copie, continuerà a preferire economicamente la soluzione tradizionale della stampa in rotativa. Un altro importante investimento che stiamo affrontando è quello di modificare i macchinari di stampa in modo che possano essere sfruttati anche fuori dagli orari ‘canonici’ di stampa e quindi rendere operativi i
reparti di stampa anche durante le ore diurne per produrre stampati ‘a freddo’ (ovvero stampati senza l’ausilio del forno) per la grande distribuzione.
5 – Come detto, la stampa digitale, per quanto competitiva e performante, non potrà sostituire il lavoro delle rotative. Almeno per quanto riguarda quelle stampe che prevedono tirature importanti e/o foliazioni elevate o comunque superiori alle 8/16 pagine.

Maurizio Boccia, consigliere d’amministrazione di Arti Grafiche Boccia

1 – Grazie a internet ed alle nuove tecnologie oggi stampiamo giornali impaginati dall’altra parte del mondo e distribuirli nel raggio dei duemila chilometri senza problemi. Teniamo conto però che oggi assistiamo ad un calo delle vendite dei giornali che in parte è dovuto alla quantità di informazioni che ognuno di noi trova su internet nello stesso momento in cui nelle redazioni si “lavora” la notizia ed in parte alla qualità dei prodotti non sempre all’altezza delle esigenze informative del lettore.
2 – Da un lato diversificando i prodotti e dall’altro utilizzando impianti che permettono di ridurre il costo del lavoro per unità di prodotto e incrementare la produttività. Arti Grafiche Boccia continua a caratterizzarsi come azienda che guarda costantemente avanti, al proprio futuro; dove innovare, stare al passo e possibilmente precorrere i tempi è parte essenziale della visione.
3 – Alla tradizionale attività di stampa di quotidiani e riviste abbiamo aggionto cataloghi, stampati per la grande distribuzione organizzata ed etichette per i comparti dell’agroalimentare, del beverage e del pet food.
4 – Continueremo a credere nel settore e ad investire, come abbiamo sempre fatto, in impianti prime istallazioni in Europa. Solo dal 2003 al 2011 abbiamo investito 56 milioni, pari al 21,3% del fatturato realizzato nel periodo considerato.Quest’anno abbiamo comprato la Bolero della Müller Martini, una brossuratrice completamente automatizzata, che contribuisce ad elevare la produttività di Arti Grafiche Boccia, nel quadro di una strategia che integra investimenti capital intensive e flessibilità organizzativa. L’impianto si aggiunge alla linea Corona, sempre della Müller Martini, a suo tempo prima installazione in Italia effettuata da Arti Grafiche Boccia, per livello di complementi opzionali. Le due brossuratrici rispondo alle esigenze di alte, medie e basse tirature richieste dagli editori italiani ed europei e coniugando potenza industriale con adattabilità, velocità e alta qualità delle prestazioni, aggiungendosi ad alcuni dei più innovativi impianti, in alcuni casi prime installazioni in assoluto in Europa, come le rotative giapponesi Komori, installate nel 2009 e la rotativa Goss A24, che permette di stampare pagine in format statunitense.
5 – Ad oggi la stampa digitale si scontra con il prezzo medio del costo unitario del prodotto e i tempi non sono ancora maturi per i centri di stampa delocalizzati dove il consumatore può stamparsi on demand il suo giornale. Quello che posso assicurarle è che quando i tempi saranno maturi noi ci saremo.

Stefano Ceresa, responsabile marketing e sviluppo commerciali Centro Stampa Quotidiani

2 – Cercando nuovi clienti, attraverso campagne di marketing diretto, che compensino la perdita di tiratura dei clienti “storici”.
3 – No. Da sempre CSQ punta tutto sul servizio di stampa: massima attenzione alla qualità, servizio clienti dedicato e personalizzato 24/7 e rapidità nella stampa del prodotto richiesto. Direi che la migliore risposta a questo momento sia porre l’accento sul concetto di “value for money”: sempre dal piccolo editore alla multinazionale dell’editoria cura estrema in tutti i dettagli del processo di stampa.
4 – Da gennaio abbiamo istituito un team con persone CSQ e consulenti esterni per studiare il mercato della stampa digitale per quanto riguarda i quotidiani. Stiamo parlando con diversi fornitori, sia dal lato hardware che dal lato distribuzione, per costruire un business plan di sicuro interesse per grandi editori stranieri pronti a stampare le loro pubblicazioni qui in Italia per raggiungere un pubblico colto e qualificato.
5 – La stampa digitale per i quotidiani può influire in due modi: piccolissime tirature per stranieri residenti o villeggianti durante il periodo invernale nel NordItalia, oppure quartini di quotidiani stampati in rotativa che necessitano di personalizzazione per pubblicità personalizzate. In quest’ottica CSQ, affiancando al – l’offset il digitale, potrebbe diventare un partner ideale per gli editori di quotidiani. Entro luglio annunceremo le nostre decisioni in merito.

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