Cartello per la vendita degli ebook, Apple finisce in tribunale

E fu così che dalla gloria si passò alle carte bollate. Proprio nel momento del suo massimo successo e a pochi mesi dalla scomparsa del suo fondatore, Steve Jobs, la Apple finisce in tribunale. A trascinarla davanti al giudice il Ministero di Grazia e di Giustizia degli Stati Uniti che la accusa di violazione delle norme sulla concorrenza sui prezzi degli ebook. Un cartello insomma, per alzare il prezzo dei libri elettronici. Insieme a lei anche altri 5 tra i principali editori americani: Hachette, Simon & Schuster, HarperCollins, Penguin e Macmillan.

Tre degli editori accusati si sono però subito attrezzati per raggiungere un accordo con le autorità per rivedere le politiche sui prezzi. Hachette Book Group, Simon & Schuster e HarperCollins hanno infatti  annunciato che sospenderanno l’intesa sui costi degli ebook con Apple e nei prossimi due anni non influiranno sui prezzi scelti dai distributori.  Nel mirino dunque sono rimaste Apple, Macmillan e Penguin.

Secondo quanto riporta l’azione legale avviata dal dipartimento di giustizia americano tutto inizia con telefonate, e-mail e una cena ”nella sala privata di uno dei maggiori ristoranti di New York”, dove Cupertino e le case editrici mettono a punto un modello per rispondere alla politica dei 9,99 dollari al massimo per un libro digitale di Amazon. Un modello che ha fatto salire i prezzi degli ebook di 3-5 dollari l’uno a danno dei consumatori. In base all’accordo raggiunto, le case editrici ricevevano da Apple una ‘commissione’ del 30% per ogni copia venduta. Steve Jobs stesso avrebbe spinto per l’adozione di un tale modello: ”I consumatori pagheranno un po’ di più ma questo e’ quello che voi (gli editori) volete in ogni caso” avrebbe detto Steve Jobs secondo i documenti depositati in tribunale a New York.

Dal settembre 2008 al 2009, i vertici delle case editrici si sono incontrati – aggiunge l’accusa – ogni trimestre per discutere ”temi legati alla concorrenza, incluse le pratiche di Amazon”. ”I manager dei livelli più alti delle aziende incluse nell’azione legale odierna hanno lavorato insieme per eliminare la concorrenza fra i negozi che vendono ebook, aumentando di conseguenza i prezzi per i consumatori”, è l’accusa del ministro della Giustizia americano, Eric Holder.

Amazon accoglie l’azione legale con soddisfazione, convinta che ne trarranno beneficio i consumatori. ”Non vediamo l’ora di poter ridurre i prezzi su un numero maggiore di titoli”, afferma. La decisione del Dipartimento di Giustizia e’ affiancata da quella avviata da altri 16 stati americani nei confronti di Apple, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster. Hachette e HarperCollins hanno già raggiunto un accordo: restituiranno 51 milioni di dollari ai consumatori di ebook.

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