Ebook, il punto della situazione a IfBookThen

Dal convegno – tenutosi oggi 2 febbraio a Milano –  emerge che il mondo dell’editoria sta procedendo a due velocità, tra grandi opportunità e rischi di cui tenere conto, primo fra tutti quelli di non comprendere l’importanza tanto del digitale quanto del cartaceo.

Ad aprire la giornata è stato il presidente di Nielsen Book, Johnatan Nowell, che ha presentato i risultati della ricerca annualmente condotta da Nielsen. Uno studio dal quale emerge come sia in Europa che negli Stati Uniti le vendite di libri cartacei siano in forte contrazione. La fiction è il genere più colpito da questa riduzione delle vendite, mentre assorbono meglio i libri per bambini e la non-fiction, comunque in calo. Interessante il fatto che nel nostro paese i libri per bambini sono invece in crescita, unico caso fra le nazioni europee del panel della ricerca.

Cause identificate una decrescente fiducia del consumatore e, ovviamente, l’impatto degli ebook e della loro tecnologia. A riprova di ciò ci sono i dati relativi a due paesi come Cina e India, quest’ultima per la prima volta considerata nel panel. In entrambi i casi i mercati editoriali sono in potente crescita, con un predominio della non-fiction (in Cina il 70% della produzione editoriale) e pochissimo spazio per i libri per bambini.

Con l’intervento di Mike Shatzkin, fondatore e ceo di The Idea Logical Company, l’attenzione si è focalizzata sul mercato digitale americano, dove i grandi editori si trovano a dover fronteggiare sfide complesse. La contrazione del mercato del cartaceo ha indotto gli editori a spostarsi sempre più sul digitale, in particolare tramite Amazon, canale che oggi incide sui ricavi per il 30% e che continua a crescere.

Amazon è però un concorrente, un player che conosce gli schemi di lettura e che si regola di conseguenza, un player le cui promozioni hanno un reale impatto sulle fortune digitali di un libro, un player che è in grado di offire agli autori royalties più alte di quelle concesse dagli editori. Un player che è proprietario dell’e-reader più venduto nel mondo, il Kindle, e che ha il potere di concludere accordi per la vendita esclusivamente online di determinati titoli. La vera sfida per gli editori non è, quindi, quella del libro digitale, ma quella di trovare fonti di ricavi alternative ad Amazon.

In Europa, dopo una partenza lenta, si sta assistendo a una crescita molto rapida, con tassi superiori a quelli americani. E’ il succo dell’intervento di Javier Celaya (fondatore e ceo di Dosdoce), che ha messo in luce come gli europei siano più legati alla tecnologie e pronti ad assorbire e usare le novità. Negli Usa ogni 100 persone 89 posseggono uno smartphone, in Europa il rapporto parla di 120 smartphone ongi 100 individui. I social sono in costante crescita ovunque, con un tasso del 6% oltreoeceano, del 10% nel vecchio continente. L’e-commerce viene adottato e usato 4 volte più rapidamente e l’elenco potrebbe continuare.

In campo editoriale tutto questo va visto come una grande opportunità, quella di intendere la tecnologia as-a-service. Perché se è vero che senza contenuto un libro, cartaceo o digitale che sia, non esiste, è altresì vero che i servizi si vendono più e meglio dei contenuti, che la gente è più disposta a spendere per un buon servizio che per un buon contenuto. Si tratta quindi di circondare il secondo col primo, sia nei confronti dei lettori che degli autori, di sfruttare la propensione alla tecnologia e ai social per nuove strategie che possano contrastare la riduzione del mercato cartaceo.

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