RCS Libri, offerta d’acquisto da Mondadori

In campo editoriale è l'argomento di discussione del momento e non potrebbe essere altrimenti; del resto se quella che per ora è solo un'offerta d'acquisto non vincolante dovesse diventare realtà Mondadori avrebbe nelle sue mani il 40% del mercato librario d'Italia. Una prospettiva di fronte alla quale parecchi intellettuali si sono già mossi, mettendo nero su bianco il loro dissenso e sottolineando come ciò darebbe a Mondadori un potere contrattuale nei confronti degli autori immenso, oltre a rendere la vita delle piccole case editrici praticamente insostenibile data la concorrenza.

C'è però da considerare anche l'altro lato della medaglia, ovvero le condizioni in cui versa da tempo RCS Libri. I dati di settembre parlando di un debito che ha raggiunto il mezzo miliardo di euro e le iniziative prese per limitare i danni – fra cui la vendita della storica sede del Corriere della Sera – non hanno per ora inciso in maniera significativa. Per quanto l'offerta Mondadori (che oscilla fra i 120 e i 150 milioni di euro) non rappresenti ancora l'ultima spiaggia, la china presa da RCS LIbri è preoccupante e lo spettro del fallimento fa capolino all'orizzonte.

La decisione, comunque, difficilmente verrà presa dall'attuale cda, che si riunisce il 3 marzo. Essendo in scadenza, non viene reputato corretto da diversi soci che spetti ai suoi componenti prendere una decisione così rilevante, per di più non compresa nel piano industriale Pietro Scott Jovane. D'altro canto la già citata difficile situazione finanziaria del gruppo non può non far prendere in debita considerazione una proposta che porterebbe liquidità quantomai necessaria. Nel caso si opti per proseguire le trattative, la cosa più probabile è che si sfrutti il tempo di due diligence necessario (uno-due mesi) per lasciare la decisione al nuovo cda, che entrerà in carica a fine aprile.

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