Poste Italiane, dal governo mezzo miliardo di euro

Il maxiemendamento che il governo ha presentato nei giorni scorsi alla Legge di Stabilità riguardava, fra le tante cose, anche il settore postale. Anzitutto Poste Italiane e il contenzioso con lo Stato che dura dal 2006. Secondo una convenzione risalente a quell'anno, Poste aveva dovuto, nel 2008, versare 443 milioni di euro al Governo Italiano in quanto la remunerazione della raccolta postale mediate conti correnti costituiva aiuto di Stato. Un fatto che l'attuale detentore del servizio universale non aveva affatto gradito e contro il quale era ricorso alla Corte Europea, vincendo la battaglia legale nel 2013. E adesso si prepara a incassare, con gli interessi, i soldi precedentemente versati per un totale di 535 milioni di euro.

Ma non è l'unica cosa che Poste Italiane guadagna dall'emendamento. L'amministratore delegato Francesco Caio, infatti, intende ridimensionare il servizio di recapito per puntare su altre attività economicamente più remunerative – in special modo consegna pacchi e logistica. Per fare ciò è però necessaria una modifica al contratto a programma fra Poste Italiane e il Ministero dello Sviluppo. Tale accordo da oggi "potrà prevedere l’introduzione di misure di razionalizzazione del servizio e di rimodulazione della frequenza settimanale di raccolta e recapito sull’intero territorio nazionale", con maggior libertà decisionale per Poste Italiane. Che beneficia altresì, sempre in virtù del suo essere incaricata del servizio universale, anche di una revisione degli accordi con l'Agcom. L'Autorità, che ha disposto recentemente per un taglio netto ai contributi pubblici al servizio universale, disporrà di 60 giorni per valutare la proposta del fornitore e "deliberare nuovi obiettivi statistici di qualità e una nuova determinazione delle tariffe degli invii di posta prioritaria e degli altri servizi universali, individuando soluzioni che consentano la maggiore flessibilità nello stabilire le tariffe in correlazione all’andamento dei volumi di traffico". Ovvero, la possibilità che le tariffe postali si alzino ulteriormente.

A questo link è scaricabile l'estratto del testo dell'emendamento relativo al settore postale.

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