Direct Mail che generano fatturato

Nell’attuale era tecno-centrica basata sul mobile,  potrebbero esserci alcune persone che ritengono che il Direct Mail sia un metodo antico e ormai passato per contattare clienti potenziali e nuovi. Sicuramente queste persone si sbagliano!

Lo scorso anno, le aziende statunitensi hanno spedito oltre 80 milioni di pezzi di Direct Mail, con un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente e una previsione di spesa di oltre $190 milioni entro il 2016. Ancor più importante è che più di tre quarti delle famiglie che ricevono del Direct Mail trova il tempo di leggerlo.

Secondo Alison Hall , Director of Client Services for Direct Mail Solutions in Pitney Bowes, la chiave del successo di una campagna direct mail sta nell’assicurarsi che i creativi lavorino in perfetta sintonia con chi dovrà poi produrre fisicamente la campagna. Hall sostiene che: “Possiamo produrre un mailing dal layout bellissimo, ma se troppo costoso da spedire o se lo abbiniamo ad una mailing list vecchia, limitiamo l’efficacia della campagna a discapito del ROI atteso”.

Secondo Hall, le aziende hanno spesso una visione limitata di come ottenere il miglior ritorno dalle loro campagne di direct mail e Hall, con semplici suggerimenti indica alle aziende i passaggi necessari per creare mailing dal design efficace e spiega come sfruttare al meglio le tecnologie per produrre i mailing.

Hall ci ricorda: “Una mail può essere cancellata senza nemmeno venir aperta, ma una comunicazione che arriva nella nostra casetta della posta può essere letta e riletta più volte”, e prosegue: ”Stiamo sempre più orientandoci verso comunicazioni elettroniche, ma il direct mail rimane uno strumento di indubbio valore se utilizzato all’interno di una campagna ben strutturata e correttamente indirizzata. Voglio che la gente capisca che non si tratta di un canale esclusivo, ma che il miglior risultato si ottiene utilizzando contemporaneamente  il canale fisico e digitale”.

Mentre l’ email e il mobile marketing sono ormai attori predominanti nel panorama della comunicazione pubblicitaria,  Hall vuole enfatizzare il ruolo importante che il direct mail continua a ricoprire.  Hall evidenzia che: “Iniziano ad avere un buon successo le champagne direct mail dove sul documenti fisico viene stampato un QR code che consente all’utente,  di scansionarlo ed essere indirizzato al sito o al catalogo on line dell’azienda.  Questo è un chiaro esempio di come si possano utilizzare sia la comunicazione fisica che digitale per avere una campagna di sicuro successo”.

Nel processo di creazione di campagne direct mail accattivanti e innovative, i marketer non devono mai dimenticare gli aspetti legati alla produzione.  Spesso le agenzie creano mailing bellissimi senza però tenere conto  delle regole postali. Hall ci ricorda: “a volte basta semplicemente produrre un documento leggermente più corto o con materiali leggermente più leggermente più leggero in modo da poter rientrare in una fascia di peso o rimanere nei formati standard in modo da risparmiare fino al doppio del valore di spedizione“.

In altri casi, le aziende non utilizzano software come  Pitney Bowes Spectrum™ Technology Platform che tra le varie funzionalità offre la possibilità di verificare la qualità delle liste di contatti.

Hall conclude dicendo: “Quando le aziende non investono tempo nel curare questi semplici concetti di base, finiscono col trovarsi a spedire grandi quantitativi di comunicazioni inefficaci con un pesante impatto negativo sulle aspettative di risposta alle loro campagne direct mail.”

PUBLIREDAZIONALE

Per maggiori informazioni:
Giacomo Ariboni, Marketing Manager
Tel: 02 95009.1
Mail: giacomo.ariboni@pb.com
Web : www.pitneybowes.it

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