Stampa inkjet, l’innovazione passa dall’inchiostro

La tecnologia inkjet oggi progredisce a un ritmo vertiginoso e sono sempre più i settori applicativi – wide format, packaging, industriale – in cui l’inkjet si sta dimostrando una valida alternativa ai tradizionali processi di stampa. Le chiavi del successo dell’inkjet in questi mercati – al punto che le previsioni lo danno come futuro dominatore – risiedono nella sua capacità di assicurare produttività, qualità e versatilità costanti nel tempo e di alto livello.

Il merito non è solo della tecnologia, anzi; il ruolo degli inchiostri è tutto fuorché secondario. Vediamo quali sono alcune delle caratteristiche che deve avere un inchiostro inkjet per poter offrire performance di alto livello.

Anzitutto c’è il gamut, probabilmente il singolo fattore più importante. Un basso gamut implica che lo stampatore avrà difficoltà a rendere adeguatamente la cromia dei lavori che andrà a stampare, per cui tanto più ampio è il gamut, tanto più versatile sarà l’inchiostro. Teoricamente è facile ottenere questo risultato – basta aggiungere più pigmento per ampliare il gamut e ottenere colori più vividi e brillanti. In realtà la cosa è decisamente più complessa. Un inchiostro inkjet verrà utilizzato attraverso testine di stampa inkjet. Un’affermazione dal sapore lapalissiano, che però indirizza l’attenzione verso le centinaia di ugelli ultrafini che la compongono, ugelli che permettono il passaggio di gocce non più grandi di un micron. Una goccia di dimensioni superiori può restare bloccata, provocando problemi che spaziano dal malfunzionamento del singolo ugello sino al danneggiamento dell’intera testa di stampa. Se a questo aggiungiamo che per passare la goccia deve avere una viscosità bassa che dura nel tempo, si comincia a capire perché ottenere un gamut elevato non sia poi così semplice. E’ un processo in cui ogni elemento deve essere studiato e soppesato al meglio, poiché basta un errore per rendere l’inchiostro inadeguato.

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Un altro aspetto importante è quello dell’affidabilità. L’inchiostro deve durare nel tempo ed essere sempre pronto a garantire la stessa qualità che offre al primo utilizzo – anche dopo mesi di magazzino. E se la tecnologia di base è semplice – le gocce d’inchiostro vengono sparate dalla testina al supporto in traiettoria verticale senza che ci sia alcun contatto fra le due parti – farla funzionare a dovere mette in campo una miriade di fattori che devono essere perfettamente calcolati. Una macchina wide format è dotata di una marea di testine, ciascuna con centinaia di ugelli; ed è progettata per stampare centinaia di metri quadri di supporto in alta risoluzione ogni ora, chiamando in causa miliardi di gocce al secondo. Tutto questo deve offrire performance all’altezza delle aspettative, se non addirittura superarle. Per farlo gli inchiostri vengono realizzati tenendo conto quei molteplici fattori di cui si parlava sopra – dimensione delle particelle, viscosità, tensione della superficie e molto altro ancora.

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Il ritmo di creazione di inchostri inkjet qualitativamente sempre più elevati va necessariamente di pari passo con l’evoluzione della tecnologia che li utilizza. I produttori di inchiostri devono lavorare a stretto contatto con i produttori di teste di stampa, per realizzare inchiostri che si adattino a testine sempre più rapide con ugelli sempre più piccoli, andando a soddisfare le continue richieste del mercato di una tecnologia che unisca velocità e qualità.

di Federico Zecchini

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