Gli inchiostri UV e le possibili declinazioni

Con il progressivo calo dei volumi di stampa nel settore offset, tutti i pianeti che gravitano attorno a questo mondo hanno cercato, nel tempo, di adattarsi alle nuove richieste del mercato. Così anche Colorgraf, azienda milanese fondata nel 1951, 115 persone e un fatturato, ad oggi, che si attesta intorno ai 30 milioni di euro.

Paolo Pellegrini - ColorgrafCi tiene a sottolinearlo il Direttore Generale, Paolo Pellegrini: “Siamo un po’ una mosca bianca nel panorama degli inchiostri, perché questo mercato è gestito da 4/5 aziende multinazionali. Nonostante questo noi siamo rimasti un’azienda italiana e rigorosamente indipendente”.

Come si è evoluto il mercato degli inchiostri negli ultimi decenni?

Nel corso degli anni ’70 abbiamo abbandonato la produzione degli inchiostri a solvente e ci siamo specializzati nella produzione di inchiostri per stampa offset. Con il costante calo delle tirature della stampa commerciale il mercato ha richiesto un adattamento e soprattutto una visione a 360 gradi che ci ha portato già negli anni ottanta a confrontarci con il settore degli inchiostri UV.

Ad oggi il settore dell’UV copre circa il 30% della nostra produzione ed è in costante crescita, a differenza della stampa offset che è ferma ma che rimane“, precisa Pellegrini, “la prima scelta  per chi fa lavori di alta qualità ( come ad esempio la stampa di cataloghi di moda).”

spatole inchiostroA livello di ricerca & Sviluppo su che cosa state lavorando?

Colorgraf”, spiega Pellegrini, “si sta focalizzando verso due settore particolari, che sono quelli maggiormente richiesti dal mercato. Gli imballaggi alimentari, attraverso lo sviluppo di serie di inchiostri UV che rispondano alle ultime normative ( basso odore, bassa migrazione …), che ad oggi sono abbastanza chiare e codificate. Sviluppare inchiostri che possono stare a contatto con gli alimenti è un lavoro molto impegnativo, anche per l’accuratezza che bisogna avere nella scelta delle materie prime.La varietà dei supporti disponibili su cui stampare. L’inchiostro infatti deve essere formulato a seconda del supporto di stampa. Colorgraf non crea serie universali, ma lavoriamo su formulazioni specifiche per il cliente. Non fa parte delle attività di ricerca e sviluppo ma”, conclude Pellegrini, “in un momento economico non particolarmente favorevole, abbiamo ultimato nel 2011 l’ampliamento della nostra unità produttiva, che ad oggi arriva a circa 10mila metri quadri. Un investimento notevole a dimostrazione della fiducia che abbiamo ancora in questo mercato.

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