Barnes & Noble torna a investire sui libri di carta

Le strade di Barnes & Noble e del Nook paiono destinate a separarsi, per quanto non in maniera immediata e brutale. L’e-reader della più grande catena di librerie d’America, per parecchi anni unico rivale del Kindle, sta vivendo un periodo difficile: i risultati del 2012 parlano di un -26% rispetto al 2011 e la concorrenza di tanti player nel frattempo arrivati sul mercato si fa sempre più pesante. Nè le partnership con Microsoft e Pearson hanno per ora portato miglioramenti alla situazione.

Ora i rumors di un cambiamento si fanno sempre più insistenti e, come riportato su Corriere.it da Massimo Gaggi,  Leonard Riggio, padre fondatore di Barnes & Noble e attuale possessore del 30% del gruppo, ha presentato al bord societario una richiesta di acquisizione in blocco della  società. Tranne il reparto Nook.

In attesa di conoscere come si evolverà la vicenda si possono però già fare alcune riflessioni. Anzitutto che la sfida nel mercato e-reader è stata una scommessa persa, anche se resta ancora da capire fino in fondo se il crollo degli utili sia una conseguenza della sola concorrenza di Amazon, dell’ingresso nel mercato di nuovi player, o forse del fatto che il nome Barnes & Noble viene collegato alle librerie fisiche più che al digitale e che, quindi, la brand awareness di Nook è molto bassa.

In secondo luogo che il gruppo necessità di un cambiamento di rotta e che prova a farlo seguendo la strada che lo ha reso ciò che è. A tutt’oggi il fatturato arriva prevalentemente dai quasi 700 punti vendita sparsi negli Stati Uniti, non dalla divisione Nook. E’ la carta, non il byte a far vivere Barnes & Noble. E la carta, lo si sa, è dura a morire.

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