Amazon nel cartaceo: il commento di Matteo Ulrico Hoepli

Giusto tre mesi fa parlavamo dell’ingresso di Amazon nell’editoria cartacea. Una notizia che aveva, senza ombra di dubbio, scosso molti editori soprattutto per l’elevato rischio di vedere annullata la possibilità di fare concorrenza ad un colosso come quello guidato da Jeff Bezos.

Oggi Amazon è tornata a far parlare di sé anticipando che il seguito di The 4-Hour Workweek, un best seller da mezzo milione di copie scritto da Timothy Ferriss, sarà edito proprio dal gruppo americano che in questo modo ufficializza l’intenzione di affermarsi, oltre che nel commercio elettronico in cui è ormai leader di mercato, anche come editore puro, di libri cartacei e poi digitali.

La scelta di Amazon non ha lasciato indifferenti le librerie: in tantissime hanno annunciato che non venderanno The 4-Hour Chef. Non lo farà Barnes&Noble, la catena che ha anche tentato con il Nook di fare concorrenza ad Amazon sul mercato dei reader. Non lo faranno i negozi di Books Inc. (San Francisco), per la semplice ragione che “a un certo punto devi decidere quanti chiodi vuoi piantare per chiudere la tua bara”, come dice il suo proprietario Michael Tucker. Non lo farà Book Passage, libreria di Marin County, fuori dalla città californiana.

Le critiche non sono solo rivolte ad Amazon, ma allo stesso autore del libro. “Gli scrittori dovrebbero sostenere gli editori che li hanno sostenuti”, spiega Bill Petrocelli, co-proprietario di Book Passage, ricordando che il Crown Publishing Group – editore che aveva pubblicato il primo libro di Timothy Ferriss  – lo aveva fatto dopo 12 rifiuti di altrettante case editrici.

La notizia riguarda il mercato internazionale ma anche in Italia il fenomeno Amazon è molto discusso in questi ultimi mesi. Abbiamo chiesto ad uno dei maggiori editori italiani  – la Hoepli – di darci un parere sui cambiamenti del mercato editoriale di questi ultimi anni.

Amazon è stato sicuramente bravissimo a strutturare un software che oggi gli consente di lavorare su più business”, ha esordito Matteo Ulrico Hoepli, consigliere d’amministrazione di Hoepli Spa. “Come sito di commercio elettronico ha raggiunto ottimi livelli e adesso ha deciso di diventare anche editore. Che dire? Dico che questo è il mercato del 2012 e gli editori si devono adeguare e fare meglio il proprio lavoro. Trovo sbagliata l’idea che sta alla base del rifiuto categorico da parte delle librerie in questione di vendere il libro di Timothy Ferriss. Se il libro funziona e vende, non proporlo sul proprio scaffale è controproducente sì, ma per se stessi.

Più in generale posso dire che la contrapposizione digitale-cartaceo è sostanzialmente sbagliata. Amazon è figlio del digitale, dei tempi che cambiano, di un fenomeno fisiologico che porterà prodotti come il Kindle a svilupparsi molto nei prossimi anni. Questo non toglie che, a mio parere, il libro cartaceo non scomparirà mai. Perché la carta è un prodotto tecnologicamente eccezionale: pratico e funzionale in qualsiasi luogo, che non teme il deterioramento, che puoi prestare in ogni momento. Insostituibile.”

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