Forgraf e il futuro: sempre più orientato al finishing digitale

L’unione con un partner come Morgana ne è la naturale conseguenza. Ne parliamo con Marco Bastia, sales and marketing manager dell’azienda di Sesto San Giovanni.

Pensare al finishing e pensare a Forgraf è automatico, da molti anni siete tra i protagonisti di questo mercato. Quali, secondo lei, i motivi di questo risultato?

Forgraf è leader nel mercato della finitura in Italia da ormai  25 anni. In questo periodo il mondo delle arti grafiche è notevolmente cambiato, ma Forgraf è sempre rimasta al passo coi tempi, offrendo prodotti innovativi e rispondendo alle nuove esigenze del mercato. Oggi l’azienda guarda sempre con maggiore attenzione al mercato del digitale e di conseguenza l’unione con un partner come Morgana, leader nel digital finishing, ne è la naturale conseguenza. In sintonia con questa scelta, avvalendoci di personale specializzato, negli ultimi due anni abbiamo creato una divisione per il mercato del digitale e un network di vendita capillare su tutto il territorio italiano. Il digitale infatti è un settore che richiede la massima flessibilità e soprattutto un rapporto qualità prezzo molto competitivo. Noi puntiamo a soddisfare queste richieste entro fine anno.

Com’è composto il vostro catalogo prodotti?

Forgraf è distributrice esclusivista di prestigiosi marchi quali:

HORIZON, azienda giapponese leader nella produzione di sistemi di brossura (da 1 a 17 ganasce ) sia Hot-Melt che PUR, sistemi di taglio trilaterale, linee di punto metallico, piegatrici, fascicolatori, dorsatrici  ecc.

Morgana, azienda inglese specializzata nel digital finishing che offre prodotti come: cordonatrici automatiche, sistemi multifunzione, verniciatori UV, piegatrici e cordonatrici/piegatrici.

Schneider-Senator, produttrice di tagliacarte lineari da 78 a 260 cm di luce di taglio.

D & K, azienda Statunitense produttrice di plastificatrici automatiche a caldo dal formato 50 x 84 al 100 x 140 cm.

Vivid, azienda Inglese produttrice di plastificatrici e calandre per il settore digitale.

James Burn International, azienda francese leader nella costruzione di macchinari per la rilegatura con spirale metallica Wire-O.

Quanto conta poter offrire ai clienti anche una assistenza tecnica diretta?

Il post-vendita è uno dei nostri punti di forza: da sempre la nostra filosofia è quella di essere partner degli utilizzatori dei macchinari che commercializziamo. Offriamo contratti di assistenza a tariffe agevolate al fine anche di supportare il cliente durante la creazione e realizzazione di specifiche lavorazioni.  Questo affiancamento programmato permette all’utilizzatore di sfruttare appieno le potenzialità delle macchine e ottenere una conseguente implementazione dei profitti. In particolare la rete di assistenza è costituita da due livelli: centri tecnici autorizzati dei nostri dealer per interventi di primo livello mentre, per interventi più complessi, abbiamo ben sei punti di assistenza sparsi sul territorio italiano.

Dalle competenze del vostro reparto tecnico escono anche prodotti usati, pronti per una nuova immissione sul mercato. Nella composizione del vostro mix di vendita, quanto è importante l’usato?

Il nostro usato certificato e garantito, specie in questo difficile momento economico, è uno dei prodotti più appetibili. I nostri tecnici, che seguono specifici corsi, revisionano completamente le macchine usate dei marchi che rappresentiamo, che successivamente vengono reimmesse sul mercato con una nuova garanzia. Non solo. Il cliente è ulteriormente tutelato dal fatto che, essendo noi importatori e distributori esclusivi per l’Italia, nella revisione utilizziamo solo ricambi originali. La qualità del nostro usato certificato assicura all’utilizzatore la massima tranquillità e produttività, al pari dei macchinari nuovi.

Per finire, una vostra opinione sul mercato delle Arti grafiche in Italia.

Il mercato delle arti grafiche in Italia risente, chiaramente, della crisi economica di settore e generale. Noto però una marcata differenza tra gli stampatori offset e digitali. Quest’ultimi infatti avvertono molto meno le conseguenze della crisi, anzi, aumentano il loro fatturato. Credo che l’azienda grafica tradizionale così fatta scomparirà nel breve periodo, sia per la carenza di lavorazioni che richiedono lunghe tirature sia per la globalizzazione del sistema stampa più in generale. Vedo invece un vivace fermento con discrete marginalità per le stampe “a km zero” ovvero per tutti quei prodotti che richiedono buona qualità e  rapidi tempi di consegna. Per concludere credo che il mercato delle arti grafiche sia in grado di superare questa crisi: sicuramente questo richiederà spirito e capacità di adattamento ma sono ottimista sul futuro della stampa.

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