Trillium, un fiore di tecnologia. Ne parliamo con Wim Maes, Xeikon

Subito dopo la conferenza stampa tenutasi nella giornata inaugurale di drupa DDm ha intervistato Wim Maes, Chief Executive Officer di Xeikon, per un commento sul posizionamento delle novità annunciate.

Iniziamo con una domanda che abbiamo posto ad altri protagonisti di questa manifestazione. Il printing è morto?
No non credo che il printing sia morto. Io credo che il printing sia una parte dell’intero processo della comunicazione. Oggi il printing ha da competere con altri media, come internet o altre forme di comunicazione, ma non credo sia destinato a morire. Io credo che il suo ruolo sia e sarà quello di favorire e permettere una maggior personalizzazione dei messaggi. E deve puntare ad essere questo. Io ricevo a casa molta comunicazione stampata che di fatto non è per me interessante o non è diretta e personalizzata per me. E questo non fa bene alla stampa e al suo accreditamento come media. Sono convinto che la stampa continuerà a esserci, ma che dovrà essere più personalizzata.

A drupa ci sono stati alcuni annunci di sviluppo di nuove tecnologie in casa Xeikon. Ce le descrivi?
Xeikon ha acquistato circa due anni fa una società che produce toner liquido (High Viscosity Liquid Toner). Lo abbiamo fatto perché crediamo che il mercato del digital printing stia ancora cercando di soluzioni che combinano alta qualità, alta velocità, basso costo di esercizio e caratteristiche di sostenibilità dal punto di vista ambientale. Questa tecnologia ancora non è disponibile nel mercato delle macchine da stampa. Con questa acquisizione, e combinando questa tecnologia con l’esperienza che noi abbiamo nel produrre macchine, nello sviluppo di soluzioni di workflow e nella produzione di toner, siamo convinti di aver fatto un importante passo in avanti per raggiungere quell’obbiettivo. La tecnologia Trillium permetterà, integrate nelle nostre macchine, di avere stampanti che potranno essere molto più veloci, con una più alta qualità di stampa, e con dei bassi costi di esercizio.

 

Si è molto parlato dell’inseguimento del digitale verso la qualità e i costi dell’offset. Qual è il tuo parere?
Io credo che esisteranno sempre applicazioni per cui sarà più adatta la stampa in offset. Il digitale potrà prendere tutta la sua forza dalla personalizzazione.

Se guardiamo le nostre previsioni su Trillium, noi potremo stampare con una capacità produttiva e costi di esercizio tali per cui potremo essere (anche dal punto di vista qualitativo) competitivi con l’offset. A questo punto molte applicazioni potranno sfruttare il valore aggiunto della personalizzazione e quindi favoriranno la migrazione di volumi da offset a digitali. È provato che utilizzando la personalizzazione nelle campagne di marketing si ottiene una risposta migliore da chi riceve la nostra comunicazione. Ma pensiamo che le tecnologie tradizionali potranno sempre avere dei campi di applicazione in cui differenziarsi. Non solo nella stampa commerciale.

Se guardiamo a cosa ha fatto Xeikon nei mercati del labelling e del packaging comprendiamo meglio il mio pensiero. Xeikon ha investito e sta investendo sia nella tecnologia flexo (con ThermoFlexX ad esempio) sia nello sviluppo delle soluzioni digitali perché crediamo che molti lavori rimarranno in flexo, e quindi noi abbiamo trovato una soluzione per dare ai nostri stampatori maggior flessibilità nella loro produzione laddove serve una qualità flexo o laddove serve la versatilità del digitale. Siamo convinti che anche nel mercato del packaging il digitale sta diventando sempre più importante, e noi dobbiamo trovare il modo per cui le due tecnologie (flexo e digital) si possano combinare in modo appropriato per dare soluzioni alle applicazioni ric hieste dal mercato.

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