Cloud e tecnologie digitali come nuova forma di produttività

La costante crescita delle tecnologie legate all’informazione e alla comunicazione è sotto gli occhi di tutti, inutile negarlo. Ma il commissario europeo per l’Agenda digitale, Neelie Kroes, ha voluto analizzare la questione sviscerandone effetti ben più incisivi sulla vita quotidiana, al di là del semplice sapere o delle applicazioni legate a questo mondo.

Lo ha fatto nel corso dell’evento‘Ensuring the Cloud happens with Europe, not to Europe’, organizzato dalla European Internet Foundation (EIF). Al centro della discussione vi sono numeri e statistiche che lasciano ben poco spazio all’immaginazione: le tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresentano già circa la metà della crescita della produttività europea. Secondo un recente studio, entro il 2016, l’economia di Internet nella Ue potrebbe valere oltre 800 miliardi di euro pari a più del il 5% del PIL. Ma c’è di più: i dati resi noti dalla Kroes mettono in luce come, solo nei cinque maggiori Stati membri della Ue, il cloud potrebbe arrivare a generare un valore di 2mila euro per ogni cittadino e a creare un milione di nuovi posti di lavoro..

 In Italia in particolare, secondo questo studio, potrebbero essere generati 152 mila nuovi posti di lavoro (per un incremento del numero di posti di lavoro pari al 125%), contro i 200 mila della Francia, i 254 mila della Germania e i 226 mila della Gran Bretagna.

Numeri importanti su cui occorre riflettere per impostare un approccio che la Kroes definisce “europeo”, “attraverso cui semplificare la vita dei potenziali utenti, massimizzandone i benefici”.

“Già grazie alle tecnologie ICT “, ha sottolineato il commissario europeo per l’Agenda Digitale, “le imprese, soprattutto quelle piccole e quelle in fase di start-up, possono beneficiare di soluzioni flessibili, a basso costo e su misura, senza grosse spese di progettazione e di capitale.”

 “Si tratta di un’opportunità enorme“, ha ribadito la Kroes, “da cui dobbiamo essere sicuri di riuscire a trarre il massimo vantaggio, abbracciando le nuove tecnologie e non avviandoci verso questo nuovo mercato barcollando e inciampando.”  E questo potrà avvenire solo se si stabiliranno fin da ora le giuste politiche, che spazzino via le incertezze e i dubbi e soprattutto evitando nazionalismi inutili.

Incertezze e dubbi che, in questo momento, riguardano in particolare la protezione dei dati, la sicurezza dei contratti siglati con i fornitori dei servizi e la portabilità dei dati. Per superare queste criticità Neelie Kroes ha suggerito una vision globale da parte dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, evitando di agire individualmente, di sviluppare sistemi validi solo in un paese e che non consentirebbero agli utenti di avvantaggiarsi del mercato unico digitale. L’Europa, in questo caso, ha bisogno di una visione strategica e unificata è stato il suo monito. 

“Con un approccio europeo potremo semplificare la vita dei potenziali utenti e massimizzare i benefici del cloud”, ha aggiunto ricordando che la Commissione ha finanziato con 10 miliardi di euro la European Cloud Partnership, volta a creare una solida base comune per gli appalti cloud da parte delle autorità pubbliche e i cui primi effetti saranno tangibili nel 2013.

 “Soluzioni globali per una risorsa globale”. La strategia giusta per assicurare all’Europa buona vita, nel mondo del Cloud Computing.

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