{"id":8821,"date":"2013-05-10T09:51:20","date_gmt":"2013-05-10T08:51:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=8821"},"modified":"2013-05-14T10:15:42","modified_gmt":"2013-05-14T09:15:42","slug":"da-oracle-tutti-i-numeri-della-cem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/05\/10\/da-oracle-tutti-i-numeri-della-cem\/","title":{"rendered":"Da Oracle tutti i numeri della CEM"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Customer Experience<\/strong> si conferma un fattore chiave ai fini della crescita del fatturato delle imprese e un asset vitale per la differenziazione di un marchio in un\u2019economia nella quale prodotti e servizi si apprestano a diventare sempre pi\u00f9 una commodity per i clienti. Partiamo da loro. Come sono e cosa chiedono i clienti di oggi? Che cosa si aspettano da un\u2019esperienza di acquisto? E come, quest\u2019ultima, influenza le scelte future?<\/p>\n<p>Una risposta a queste domande arriva dalla ricerca condotta in ambito europeo per conto di Oracle dalla societ\u00e0 di ricerca Loudhouse. Una ricerca intitolata \u201c<strong>Why Customer Satisfacion is No Longer Enough<\/strong>\u201d. Il panel era composto da 1.400 consumatori finali, met\u00e0 uomini e met\u00e0 donne, provenienti in parti uguali da sette paesi &#8211; Inghilterra, Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Svezia \u2013 ed equamente divisi per fasce d\u2019et\u00e0. Obbiettivo della ricerca: analizzare le aspettative del cliente di fronte a una diffi colt\u00e0 e il suo grado di soddisfazione per il servizio ricevuto, tenendo in considerazione quanto questo abbia impatto sulla sua lealt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8827 aligncenter\" alt=\"oracle1\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle1.jpg\" width=\"359\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle1.jpg 855w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle1-300x293.jpg 300w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle1-55x55.jpg 55w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle1-285x280.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il primo dato da sottolineare \u00e8 il livello generale di soddisfazione del cliente: il 24% del panel dichiara di trovare raramente risposta positiva alle sue richieste, mentre il 54% afferma che spesso il servizio clienti riesce ad aiutarlo. Questo implica che solo il 22% sia completamente soddisfatto del servizio. E si tratta di un segmento che necessita di essere allargato.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante notare come il servizio clienti sia pi\u00f9 o meno efficace a seconda del settore. Il 50% del panel ritiene che le telecomunicazioni abbiano un servizio che andrebbe decisamente migliorato, mentre i fornitori di servizi logistici offrono un supporto che solo l\u201911% ritiene attualmente inadeguato. Sempre in tema di efficienza, l\u201982% degli intervistati ritiene che il processo di risoluzione del problema richieda uno sforzo sproporzionato al problema stesso, con un 24% che parla espressamente di una notevole sproporzione (22% in Italia). Non a caso circa la met\u00e0 del panel si dichiara soddisfatta del servizio solo al secondo o al terzo tentativo, mentre il 10% afferma di essere venuta a capo del problema solo dopo ripetuti tentativi e il 4% di non aver ottenuto alcuna soluzione. Solo il 41% ottiene un aiuto efficace al primo colpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-8828\" alt=\"oracle2\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle2.jpg\" width=\"497\" height=\"325\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dalla ricerca emerge che per i clienti in difficolt\u00e0 un aiuto efficace \u00e8 sinonimo di aiuto semplice da ottenere. Il 37% utilizza come primo strumento di contatto il telefono, mentre un altro 40% sceglie l\u2019email, sia essa quella generica del servizio clienti (22%) o quella specifica di una persona del servizio stesso (18%). Mail e telefono sono i due canali a cui il cliente d\u00e0 maggior fiducia, mentre meno di un quarto del panel sceglie di affidarsi a forum, communities, chat, social network o a motori di ricerca.<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza della memoria<\/strong><br \/>\nQualunque sia il canale primariamente utilizzato e l\u2019esito finale della richiesta, il cliente si crea una memoria del servizio ottenuto. Si tratta di un aspetto a volte troppo sottovalutato, in quanto aver aiutato il cliente a risolvere il suo problema non necessariamente significa avere un cliente soddisfatto. Ci sono diversi aspetti, ovviamente variabili da singolo a singolo, che generano frustrazione nel cliente. Per un consistente numero di persone (36%) il limite oltre il quale la fatica non vale il risultato arriva con l\u2019incapacit\u00e0 di risolvere il problema, sia che non ci si riesca autonomamente (11%), sia che non ci si riesca tramite servizio clienti (25%).<\/p>\n<p>Per la met\u00e0 del panel la frustrazione scatta quando si \u00e8 costretti a utilizzare diversi canali (26%), a maggior ragione se per pi\u00f9 volte (un ulteriore 24%). La percentuale di coloro che si dichiarano insoddisfatti del servizio risente prepotentemente di questo fattore, passando dal 17% se il canale utilizzato \u00e8 uno solo al 41% se invece i canali sono diversi.<\/p>\n<p>Anche la rapidit\u00e0 dell\u2019aiuto \u00e8 un parametro molto sentito: una risoluzione del problema al primo tentativo genera frustrazione unicamente in chi ritiene il problema in s\u00e9 qualcosa di frustrante. Ma se i tentativi per venire a capo della situazione diventano pi\u00f9 di tre il cliente \u00e8 molto pi\u00f9 suscettibile all\u2019insoddisfazione, con oltre il 56% degli intervistati ad asserire che la risoluzione ha richiesto una fatica eccessiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-8829\" alt=\"oracle3\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle3.jpg\" width=\"543\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle3.jpg 1257w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle3-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle3-1024x711.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Al servizio del cliente social<\/strong><br \/>\nSe, come abbiamo visto, gli utenti finali utilizzano raramente i social media come canale per contattare il servizio clienti e cercare di risolvere i loro problemi, \u00e8 altres\u00ec vero che i social sono veicoli attraverso i quali i clienti rivelano la lo esperienza. E non solo positivamente. A fronte di una mancata risoluzione del problema, il 44% afferma di aver messo in rete un commento negativo sull\u2019accaduto, principalmente attraverso Facebook (26%) e forum (16%). Per un\u2019azienda si tratta di un aspetto delicato, che mette a rischio la percezione positiva del brand e che pu\u00f2 generare, grazie alla viralit\u00e0 dei social, piccoli effetti-domino fra i clienti, visto che quasi il 50% d\u00e0 credito alle opinioni e ai commenti di altri clienti.<\/p>\n<p>I social sono uno strumento di comunicazione importante per un\u2019azienda e molte sono quelle che li utilizzano. Se mal gestiti per\u00f2 possono rivelarsi un\u2019arma a doppio taglio, in particolar modo nel caso di una risposta a un commento negativo. Interrogato a questo proposito il panel si \u00e8 spaccato a met\u00e0. Il 54% ha affermato che la risposta \u00e8 stata ben accolta (27%) e ha portato a una serie di ulteriori reazioni, da un nuovo commento, questa volta positivo (9%), alla cancellazione del commento negativo (6%) fino ad arrivare alla raccomandazione dell\u2019azienda ad amici e conoscenti (6%).<\/p>\n<p>L\u2019altro 46% degli intervistati si \u00e8 invece dichiarato negativamente impressionato dalla risposta, in particolar modo perch\u00e9 ancora una volta non aiutava a risolvere il problema (29%), arrivando a rilasciare un altro commento negativo (4%) o a promettere di non avere mai pi\u00f9 a che fare con quell\u2019azienda (3%).<\/p>\n<p>Questi dati pongono la spinosa questione di chi debba occuparsi e dirigere la CEM di un\u2019azienda. Attualmente molti la fanno rientrare nelle competenze del direttore marketing, senza considerare che questo richiede delle abilit\u00e0 che esulano da quelle possedute da questa fi gura. Un trend in forte sviluppo, soprattutto negli Stati Uniti, sta promuovendo un ruolodedicato, quello del CCO (Chief Customer Officer), e i riscontri finora ottenuti parlano di un netto miglioramento dell\u2019area.<\/p>\n<p><strong>CEM di livello superiore<\/strong><br \/>\nA questo punto si potrebbe dire che l\u2019attuale livello di customer experience sia inadeguato alle aspettative dei clienti. Poniamo il caso che questo sia solo il servizio base e che ci sia un altro servizio clienti, di qualit\u00e0 superiore a un costo superiore. Quanti clienti sarebbero disposti a pagare di pi\u00f9 per ottenerlo? E quanto? Dalla ricerca Oracle emerge che l\u201981% ha almeno una volta dichiarato di essere disposto a spendere di pi\u00f9 (89% in Italia). Di questi il 56% spenderebbe fino a un 4% in pi\u00f9, il 30% si spingerebbe fi no a un 10% in pi\u00f9, mentre il restante 14% andrebbe anche oltre. Fra gli aspetti che pi\u00f9 invoglierebbero a spendere di pi\u00f9 si distinguono un generico ma cospicuo miglioramento generalizzato del servizio (40%) e la facilit\u00e0 di accesso alle informazioni e al supporto (35%). Conta di meno una maggior personalizzazione (21%) e contano decisamente poco una raggiungibilit\u00e0 mobile (12%) o l\u2019utilizzo dei social per informarsi (10%).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-8830\" alt=\"oracle4\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle4.jpg\" width=\"524\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle4.jpg 1249w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle4-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle4-1024x665.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Una questione di lealt\u00e0<\/strong><br \/>\nQuanto incide tutto questo sulla lealt\u00e0 del cliente? Cosa la accresce e cosa invece la diminuisce? La risposta banalmente \u00e8 che migliore \u00e8 il servizio ricevuto pi\u00f9 alta \u00e8 la lealt\u00e0 guadagnata e viceversa. Ci sono per\u00f2 aspetti del servizio che hanno decisamente maggior impatto sulle sensazioni del cliente di altri. In senso assoluto l\u2019aspetto pi\u00f9 detestato \u00e8 l\u2019essere rimbalzato da una persona all\u2019altra (55%), dovendo spesso rispiegare il problema da zero (39%) e ritrovandosi a ricevere risposte inutili se non addirittura in conflitto tra loro (38%). Ovviamente il non ricevere alcun genere di<br \/>\nrisposta a un problema presentato via mail lascia una pessima impressione (50%), cos\u00ec come la lentezza della risposta (49%) o l\u2019impossibilit\u00e0 di mettersi in contatto con un operatore fisico (45%).<\/p>\n<p>Decisamente meno lesivi della lealt\u00e0 sono aspetti quali l\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungere informazioni via smartphone (4%), di aprire una chat col servizio clienti (6%) o di trovare il numero di telefono del servizio stesso (14%). E\u2019 interessante notare come ben il 24% lamenti come gli operatori, invece di cercare di risolvere il problema, cerchino di vendere altri prodotti dell\u2019azienda al cliente.<\/p>\n<p>Senza alcuna sorpresa il maggior desiderio dei clienti \u00e8 che il loro problema venga risolto al primo colpo (84%). E i principali aspetti che abbassano la lealt\u00e0 sono altres\u00ec quelli che i clienti vorrebbero veder migliorati: risposta efficace alle mail entro 24 ore (58%), nessuna necessit\u00e0 di ripetersi (58%), nessun rimbalzo fra operatori (44%), capacit\u00e0 degli operatori di risalire velocemente alla storia del cliente (57%). Ancora una volta l\u2019ambito social \u00e8 sentito come accessorio e solo il 10% ne vorrebbe un potenziamento, mentre si attesta al 18% la percentuale di clienti che gradirebbero personale dedicato alla risposta a commenti negativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-8831\" alt=\"oracle5\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle5.jpg\" width=\"524\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle5.jpg 1249w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle5-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle5-1024x756.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Tirando le somme<\/strong><br \/>\nLa maggior attenzione delle aziende nel trattare coi loro clienti deve essere dedicata ad avere un centro contatti che sia facilmente raggiungibile e rapido nel dare soluzioni effi caci. La chiave per ottenere una lealt\u00e0 forte da parte dei clienti sta nell\u2019eccellenza del servizio che essi ricevono. Un servizio che deve essere a tutto tondo, integrando diversi canali e monitorandoli costantemente per poter rispondere al meglio a ogni stimolo proveniente dagli utenti finali.<\/p>\n<p><strong>Questo articolo, uscito sul numero di febbraio-marzo 2013, fa parte di un dossier che DDm ha dedicato al Customer Experience Management. Per consultarlo in versione online <a href=\"http:\/\/www.paperator.com\/user\/4itgroup\/Digital_Document_N_1___FebbraioMarzo_2013.pdf\/?id=4itgroup\/Digital_Document_N_1___FebbraioMarzo_2013.pdf&amp;lan=uk&amp;bg=440066&amp;he=635&amp;align=m&amp;gtp=23\">clicca qui<\/a>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Customer Experience si conferma un fattore chiave ai fini della crescita del fatturato delle imprese e un asset vitale per la differenziazione di un marchio in un\u2019economia nella quale&hellip; <span class=\"read-more-span\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/05\/10\/da-oracle-tutti-i-numeri-della-cem\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Da Oracle tutti i numeri della CEM&#8221;<\/span> <span class=\"genericon genericon-next\" aria-hidden=\"true\"><\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":8833,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[2071,1253,87,2625,2550],"class_list":["post-8821","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-direct-marketing","tag-customer-experience-management","tag-dossier","tag-opinione","tag-oracle","tag-ricerca"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/oracle0.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8821"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8821\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}