{"id":6905,"date":"2013-03-07T15:18:23","date_gmt":"2013-03-07T14:18:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=6905"},"modified":"2014-07-15T16:44:47","modified_gmt":"2014-07-15T15:44:47","slug":"per-argi-la-self-regulation-puo-diventare-motore-del-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/03\/07\/per-argi-la-self-regulation-puo-diventare-motore-del-mercato\/","title":{"rendered":"Per Argi la Self-Regulation pu\u00f2 diventare motore del mercato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Argi<\/strong> comincia il 2013 sotto i migliori auspici. L\u2019Associazione, che raggruppa i produttori\/distributori di macchine, sistemi e prodotti per il settore delle arti grafiche, si propone come principale veicolo di informazioni sul mondo della stampa prendendo come riferimento le aziende associate. Lo far\u00e0 cercando di trasmettere pareri, opinioni e posizioni delle differenti aziende su temi fortemente legati al momento che sta vivendo il settore, soprattutto per quanto riguarda\u00a0 etica, situazione finanziaria, comportamenti economico-sostenibili, accesso al credito, burocrazia e molto altro.<\/p>\n<p>L\u2019opinione che oggi propone Argi \u00e8 quella del consigliere <b>Roberto Levi<\/b>, amministratore delegato di Printgraph. Levi pone l\u2019accento sulla difficolt\u00e0 di accesso al credito, sui cosiddetti cattivi pagatori, sulla burocrazia e sull\u2019esigenza di un\u2019etica aziendale da parte delle aziende che lavorano in questo settore. Per porre le basi di una self regulation interna all\u2019associazione.<\/p>\n<p>\u201c<em>Prendiamo spunto dalla Francia. Nel 2010 la filiera delle arti grafiche d\u2019oltralpe era nelle nostre stesse condizioni, in crisi nera, strutturale, profonda. Ha anticipato i tempi riunendosi, preparando un piano di rilancio e proponendolo al Governo. Detto, fatto. Le loro idee oggi sono legge<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 una provocazione, chiaro. Ma oggi anche in Italia tutti i comparti della filiera stanno soffrendo allo stesso modo e vivono la stretta creditizia imposta dalle nuove politiche delle banche come una ulteriore conferma che senza cambiamento interno questa crisi non \u00e8 possibile superarla.<\/p>\n<p>\u201c<em>Abbiamo la fortuna di aderire ad una associazione che si propone di rappresentarci e fare da portavoce alle idee del gruppo, promuovendo quella condivisione che tutti oggi reclamano come una marcia in pi\u00f9.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>E l\u2019iniziativa lanciata da Levi, Argi la vuole sostenere e divulgare: <b>creare un\u2019occasione di incontro e dibattito tra i tutti i soggetti della filiera e porre le basi di una self regulation che consenta alle aziende che vi aderiscono di spiccare sul mercato per garanzie e qualit\u00e0 del lavoro<\/b>.<\/p>\n<p>La proposta prende spunto da un argomento ben pi\u00f9 complesso come quello del credito, di cui abbiamo parlato molto anche negli scorsi mesi e che Levi ha voluto risollevare:<\/p>\n<p>\u201c<em>Tutti noi oggi soffriamo la stretta creditizia<\/em> \u2013 spiega Roberto Levi \u2013<em> abbiamo vissuto il decennio degli anni \u201990 senza preoccuparci di patrimonializzare le nostre aziende, con il beneplacito delle banche sempre pronte a fornirci prestiti spesso oltre le reali possibilit\u00e0 del cliente<\/em>. <em>Era chiaramente una situazione che non poteva durare a lungo e oggi ci ritroviamo a far fronte a tasse e contributi con entrate finanziarie ridotte \u2013 a causa della riduzione delle commesse \u2013 dovendo fare i conti con i crediti insoluti da parte dei clienti, con i tempi biblici per l\u2019incasso dei pagamenti ( oggi in Italia siamo a una media di 154 giorni dopo la consegna) e con le banche che hanno chiuso i rubinetti dei prestiti.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>In poche righe Levi riassume quello che Argi sta tentando di portare alla luce da molto tempo. La crisi finanziaria e di settore in cui ci troviamo \u00e8 frutto di <b>diverse situazioni contingenti<\/b> che \u00e8 bene suddividere per punti:<\/p>\n<ul>\n<li>La difficolt\u00e0 di accesso al credito<\/li>\n<li>Le tasse e gli anticipi rispetto a utili presunti ed effettivi<\/li>\n<li>La mancanza di patrimonializzazione interna delle aziende<\/li>\n<li>Le scadenze dei pagamenti dei clienti non rispettate<\/li>\n<li>Una certa dose di over capacity all\u2019interno del nostro settore<\/li>\n<li>La continua crescita del digitale e dei device mobili che ha frenato il mercato della stampa<\/li>\n<li>La mancanza di innovazione e la difficolt\u00e0 a trovare delle linee comuni<\/li>\n<\/ul>\n<p>A fronte di queste difficolt\u00e0 si \u00e8 provato a stilare una <b>lista di possibili interventi che Argi vuole sottoporre all\u2019interno della filiera<\/b>:<\/p>\n<ul>\n<li>Sarebbe auspicabile redigere un codice che porti il settore ad avere <b>un\u2019etica aziendale<\/b>. In primo luogo nel rispetto dei pagamenti. Oggi se un grosso cliente non rispetta i termini di pagamento si \u00e8 costretti a \u201ctenerlo in vita\u201d perch\u00e9 altrimenti i conti dell\u2019azienda sono a rischio. Questo \u00e8 un circolo vizioso che deforma il mercato e provoca continue proroghe a tutti i livelli della filiera. Giusto sarebbe l\u2019opposto: dove la normalit\u00e0 \u00e8 il rispetto delle scadenze e sull\u2019eccezione si interviene subito con un atto esecutivo.<\/li>\n<li>Anche sulla tempistica dei pagamenti stessi occorre riflettere: oggi la media del saldo \u00e8 di 154 giorni alla consegna ma si pu\u00f2 arrivare a pagare anche a 200 giorni, mentre la comunit\u00e0 Europea parla di 60 giorni al massimo. Questi tempi per le aziende grafiche italiane non sono pi\u00f9 sostenibili.<\/li>\n<li>Un&#8217;altra problematica che crea spesso incertezza sul mercato \u00e8 il cosiddetto affitto del ramo d\u2019azienda: acquisire una societ\u00e0 in fallimento semplicemente accantonando i suoi debiti e reimmettendola nel mercato senza una ristrutturazione interna destabilizza il mercato e crea sfiducia.<\/li>\n<li>La legge sui finanziamenti a fondo perso \u00e8 stata per anni vissuta dalle imprese italiane come un diritto senza la necessit\u00e0 di rendicontazione. \u201c<em>Quante aziende<\/em> \u2013 precisa Levi \u2013 <em>negli scorsi anni hanno incassato finanziamenti di questo tipo, anche sostanziosi, e hanno chiuso poco dopo?<\/em>\u201d. Meglio poter contare su un finanziamento a tasso davvero agevolato, ma con la presa in carico da parte dell\u2019imprenditore dell\u2019importo da pagare e delle responsabilit\u00e0 ad esso connesse.<\/li>\n<li>Poter contare su una distinzione tra grande e piccola e media impresa pu\u00f2 fare la differenza. L\u2019Iva in anticipo per queste ultime ha poco senso, quando addirittura non \u00e8 controproducente. Con la nuova legge del Governo Monti la soglia di distinzione tra PMI e grande azienda e che delimita il pagamento o meno in anticipo dell\u2019Iva \u00e8 stata fissata a 2 milioni di euro. Una soglia troppo bassa perch\u00e9 lascia in sofferenza la stragrande maggioranza delle aziende italiane.<\/li>\n<li>Le certificazioni richieste in Italia e gli standard a cui le aziende si devono attenere sono un controsenso, non solo italiano. In primo luogo perch\u00e9 mettersi in regola con queste certificazioni richiede esborsi economici notevoli, ma soprattutto perch\u00e9 a fronte degli sforzi che si stanno facendo in Occidente per migliorare la qualit\u00e0 dei nostri ambienti, in altre parti del mondo una produzione massiva e non presidiata di determinate multinazionali sta vanificando tutti gli sforzi.<\/li>\n<li>La possibilit\u00e0 di non tassare il patrimonio che viene lasciato in azienda, come avviene ad esempio in Olanda, sarebbe un modo per risollevare la situazione finanziaria di alcune imprese della filiera.<\/li>\n<li>Buona invece la scelta da parte del Governo Monti di abbassare il prelievo fiscale relativo ai ricercatori inseriti nelle aziende. La legge \u00e8 stata varata poco ed \u00e8 in vigore da quest\u2019 anno. Incentiva la ricerca, l\u2019innovazione, che tante volte abbiamo detto essere una delle chiavi per sbloccare il mercato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019esempio francese che abbiamo riportato all\u2019inizio di questo comunicato ci serve da spunto. Perch\u00e9 troppo spesso si \u00e8 portati a pensare che le regole devono arrivare dai \u201cpiani alti\u201d, dal Governo. In realt\u00e0 <b>\u00e8 possibile creare i presupposti direttamente tra gli addetti ai lavori, in primo luogo per discuterne insieme durante i consigli direttivi e poi su base allargata con tutti i rappresentati della filiera<\/b>.<\/p>\n<p>Argi, in sintonia con alcune delle problematiche gi\u00e0 elencate in questo comunicato \u2013 la crescita del digitale, le moderne tecnologie e il rapporto con la stampa, la capacit\u00e0 di innovazione\u00a0 &#8211; sar\u00e0 anche promotrice di diversi incontri seminariali in Grafitalia che intendono promuovere dialogo e dibattito tra i vari componenti della filiera. Gi\u00e0 da inizio gennaio ha attivato al suo interno una serie di <b>Gruppi di Lavoro<\/b> che stanno lavorando su diverse tematiche su cui poi si discuter\u00e0 durante la manifestazione fieristica. I gruppi di lavoro e i seminari che seguiranno durante la fiera riguardano diversi fronti: nobilitazione dello stampato, editoria, web to print, stampa a valore aggiunto, cross-media e green printing.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Argi comincia il 2013 sotto i migliori auspici. 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