{"id":4948,"date":"2012-11-13T11:43:44","date_gmt":"2012-11-13T10:43:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=4948"},"modified":"2014-07-15T16:25:35","modified_gmt":"2014-07-15T15:25:35","slug":"arizona-480-ne-parliamo-con-vittorio-negro-responsabile-display-graphics-di-oce-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2012\/11\/13\/arizona-480-ne-parliamo-con-vittorio-negro-responsabile-display-graphics-di-oce-italia\/","title":{"rendered":"Arizona 480, ne parliamo con Vittorio Negro, Responsabile Display Graphics di Oc\u00e9 Italia"},"content":{"rendered":"<p>Era il settembre 2006 quando Oc\u00e9 lanci\u00f2 sul mercato il primo modello di una famiglia di prodotti destinata a ritagliarsi uno spazio importante nel mondo del wide format. L\u2019Arizona 250GT era una flatbed a tecnologia UV che fin da subito ha conseguito numerosi riconoscimenti e sulla cui base si \u00e8 poi sviluppata la famiglia di prodotti Arizona.<br \/>\nOggi, 3000 installazioni pi\u00f9 tardi \u2013 oltre un centinaio delle quali nel nostro paese \u2013 Oc\u00e9 continua a lavorare per migliorare: poche settimane fa, in occasione dell\u2019edizione 2012 di SGIA (Las Vegas, 18-20 ottobre), \u00e8 stata infatti ufficialmente presentata la nuova <strong>Arizona 480<\/strong>, primo modello di una gamma destinata nei prossimi mesi a sostituire la pluripremiata famiglia 360. Per saperne di pi\u00f9 DDm ha incontrato <strong>Vittorio Negro<\/strong>, Responsabile della divisione Display Graphics di Oc\u00e9 Italia.<\/p>\n<p><strong>In seguito dell\u2019acquisizione da parte di Canon di un anno fa, come si \u00e8 evoluta la divisione Wide Format?<\/strong><br \/>\nIn Oc\u00e9 stiamo vivendo un momento di passaggio, che durer\u00e0 ancora qualche mese con ulteriori novit\u00e0 a livello organizzativo e di integrazione con Canon. La situazione del Wide Format appare comunque chiara. Canon ha una divisione interamente dedicata, che \u00e8 suddivisa in tre aree specifiche: la prima \u00e8 prettamente legata al mondo tecnico, con un target che spazia dalle societ\u00e0 di engineering ai grandi gruppi industriali o ai service che hanno nel trattamento del documento tecnico uno dei loro core business; la seconda area si occupa di media, ossia di tutte le tipologie di supporti sui quali \u00e8 possibile stampare con i sistemi Canon e Oc\u00e9; e infine c\u2019\u00e8 la Display Graphics, che si indirizza verso il mondo della visual communication. E\u2019 in quest\u2019area che troviamo la famiglia Arizona, i sistemi con tecnologia inkjet ecosolvent, ed \u00e8 qui che stanno confluendo i prodotti per il mercato fotografico a marchio Canon.<\/p>\n<p><strong>Passiamo ora a parlare dell\u2019ultima nata in casa Arizona<\/strong><br \/>\nIl modello 480, che abbiamo lanciato a ottobre in America, \u00e8 solo il primo della nuova famiglia Arizona 400, che entro la fine dell\u2019anno andr\u00e0 a sostituire la famiglia Arizona 360. Questo perch\u00e9 ne rappresenta a tutti gli effetti un\u2019evoluzione, tanto per qualit\u00e0 che per produttivit\u00e0. Ma soprattutto \u00e8 lo stadio successivo in termini di versatilit\u00e0, una famiglia che abbiamo sviluppato avendo ben presenti le richieste avanzateci dai nostri clienti.<br \/>\nLa novit\u00e0 pi\u00f9 saliente della Arizona 480 \u00e8 certamente rappresentata dagli otto canali inchiostro indipendentemente configurabili, che aprono le porte a una serie di lavorazioni e possibilit\u00e0 prima pi\u00f9 complicate da ottenere. In particolare Arizona 480 ha due canali che possono essere configurati a doppio bianco, per una migliore copertura su elementi che richiedono un\u2019importante coprenza quali pannelli retroilluminati ; oppure con bianco e vernice, usabile in modo spot oppure sull\u2019intera area di stampa per applicazioni a valore aggiunto ad elevato impatto visivo.<\/p>\n<p>Siccome la tecnologia Oc\u00e9 VariaDot rende l\u2019esacromia su Arizona un elemento del tutto superfluo, abbiamo deciso di implementare su questo modello una nuova modalit\u00e0 di stampa in cui due dei quattro colori della quadricromia \u2013 nello specifico cyan e magenta \u2013 utilizzano un doppio canale inchiostro ciascuno: questa modalit\u00e0, denominata CM<sup>2<\/sup> (ossia cyan-magenta al quadrato), aumenta sensibilmente il numero di ugelli impiegati nel processo di stampa e permette di scegliere se adottare una modalit\u00e0 Production, dove l\u2019accento \u00e8 posto sulla velocit\u00e0 di lavorazione, o una modalit\u00e0 dall\u2019esemplificativo nome di Quality. Entrambe le possibilit\u00e0 sono pi\u00f9 rapide rispetto all\u2019Arizona 360, con la modalit\u00e0 Production che permette di fare a 25mg\/h quello che prima veniva fatto a 14mq\/h.<\/p>\n<p>Una caratteristica non meno importante dell\u2019Arizona 480 sono le aree di aspirazione in cui \u00e8 suddiviso il piano di lavoro, sei (versione GT) o sette (versione XT). Queste aree sono state configurate per assicurare le migliori prestazioni con la maggior parte dei supporti destinati alla comunicazione visiva e per ridurre o eliminare gli interventi manuali da parte dell\u2019operatore, con il conseguente incremento della produttivit\u00e0. Accanto la mappatura automatica dell\u2019area di lavorazione, che permette al sistema di controllare in ogni istante eventuali irregolarit\u00e0 del supporto e di compensare, riposizionando il pixel per assicurare la massima uniformit\u00e0 anche su supporti flessibili.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le opportunit\u00e0 date dalla tecnologia UV nel wide format?<\/strong><br \/>\nDi primo acchito direi infinite. Quando la stampa in piano andava a tecnologia a solvente erano poche le realt\u00e0 che potevano non tanto permettersi le macchine, ma che disponevano degli ambienti e delle tecnologie che ci dovevano girare attorno per garantire un ambiente di lavoro sicuro. L\u2019avvento dell\u2019UV nel wide format ha rappresentato una rivoluzione, abbattendo diverse barriere d\u2019ingresso e dando modo a un sempre maggior numero di clienti di entrare nel mercato. E molto spesso si trattava di aziende e professionisti di altri settori, che avevano deciso di affiancare al loro business tradizionale una nuova serie di opzioni.<br \/>\nOggi gran parte del settore va a tecnologia UV, salvo lavorazioni particolari. E non lo ritengo un caso se, nel difficile momento macroeconomico che stiamo vivendo, il grande formato continua a destare interesse e ad attrarre clienti: l\u2019UV da un lato ti permette di fare ci\u00f2 che gi\u00e0 fai ma a un prezzo pi\u00f9 basso; dall\u2019altro ti spalanca tutta una serie di possibilit\u00e0 e opzioni dai margini di guadagno significativi. E\u2019 un amplificatore di business, sostanzialmente.<\/p>\n<p><strong>La filosofia di Arizona \u00e8 appunto questa, e i sistemi si propongono come leve per applicazioni innovative. Per ottenere questo sono sufficienti le caratteristiche tecniche della macchina o c\u2019\u00e8 bisogno che l\u2019utilizzatore disponga di una preparazione specifica?<\/strong><br \/>\nS\u00ec e no. Da un lato Arizona \u00e8 stata progettata per essere un sistema il pi\u00f9 possibile facile da utilizzare e immediato, permettendo a chiunque di padroneggiarlo. D\u2019altro canto c&#8217;\u00e8 da considerare che la tecnologia UV permette di stampare su cos\u00ec tanti supporti e di eseguire cos\u00ec tante tipologie di lavorazione che l\u2019unico vero limite \u00e8 la fantasia, tanto dello stampatore quanto del cliente finale. In questo contesto non \u00e8 infrequente che i clienti finali richiedano lavorazioni particolari su materiali particolari, spesso con tirature limitate. E per essere eseguiti al meglio questi lavori possono richiedere un\u2019esperienza pregressa che va al di l\u00e0 delle semplici caratteristiche tecniche delle macchine.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni, lavorando a stretto contatto coi nostri clienti, in Oc\u00e9 abbiamo accumulato una vasta casistica di esperienze. Per questo consigliamo caldamente ai nostri clienti, nel caso manchino di esperienza specifica, di coinvolgerci: una semplice telefonata pu\u00f2 dar loro la soluzione e far risparmiare giorni di prove, preservando il margine di guadagno. Al tempo stesso siamo sempre pronti a imparare, per diventare ancor pi\u00f9 performanti nella consulenza. Si tratta di un circolo virtuoso, di una vera e autentica sinergia fra noi e i nostri clienti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il settembre 2006 quando Oc\u00e9 lanci\u00f2 sul mercato il primo modello di una famiglia di prodotti destinata a ritagliarsi uno spazio importante nel mondo del wide format. 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