{"id":4924,"date":"2012-11-09T12:22:09","date_gmt":"2012-11-09T11:22:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=4924"},"modified":"2014-07-16T12:01:30","modified_gmt":"2014-07-16T11:01:30","slug":"libri-ripensare-la-supply-chain-e-la-scommessa-di-domani-di-edoardo-morso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2012\/11\/09\/libri-ripensare-la-supply-chain-e-la-scommessa-di-domani-di-edoardo-morso\/","title":{"rendered":"Libri, ripensare la supply chain \u00e8 la scommessa di domani. Di Edoardo Morso"},"content":{"rendered":"<p>Il primo dato allarmante che ha colpito la mia attenzione \u00e8 il drammatico calo di quelli che vengono definiti \u201clettori forti\u201d; per capirci chi acquista pi\u00f9 di 12 libri l\u2019anno \u00e8 stato nel 2011 il 12% della popolazione contro il 14% dell\u2019anno precedente. Certamente il calo generalizzato del fatturato nel mercato del libro \u00e8 del tutto coerente con il clima macroeconomico negativo e in particolare con la diminuzione del potere d\u2019acquisto delle famiglie italiane. A questo si aggiunga che il termine di paragone \u00e8 fatto con il 2010, anno particolarmente ricco di libri best seller facenti parte di saghe che hanno spopolato nelle librerie di tutto il mondo.<\/p>\n<p>A mio avviso registrare il generale calo del settore \u00e8 importante ma non quanto esaminare le dinamiche di acquisto del lettore italiano e paragonarle con quanto avviene nel resto del mondo. L\u2019Italia \u00e8 al sesto posto nel mondo per fatturato e all\u2019ottavo per numero di titoli pubblicati. Davanti a noi Paesi la cui lingua \u00e8 la pi\u00f9 diffusa al mondo o con popolazioni molto superiori alla nostra.<\/p>\n<p>Ci troviamo in un momento storico, per il libro, molto particolare e delicato in cui tutto il settore si interroga su quali potranno essere gli scenari prossimi futuri. La vertigionosa crescita di fatturato derivante dagli e-Book negli Stati Uniti e il moltiplicarsi di dispositivi di lettura digitale ci hanno fatto tremare i polsi, immaginare scenari catastrofici soprattutto per chi lavora nell\u2019industria del libro tradizionale. In realt\u00e0 in Italia, sebbene i dati di vendita di e-Book sono in crescita non presentano gli stessi trend di altri paesi.<\/p>\n<p>Leggendo il rapporto dell\u2019AIE scopriamo che siamo un popolo devoto all\u2019utilizzo di smartphone (su questo fronte non ci batte nessuno) con una percentuale di utilizzo del 31,9% contro il 22,9% del UK e solo il 18,2% degli Stati Uniti. Soltanto una riga pi\u00f9 in basso per\u00f2 scopriamo che solo il 53% delle famiglie italiane ha accesso a Internet (77% in UK , 79% in Germania). La differenza si fa ancora pi\u00f9 drammatica se parliamo di accesso alla banda larga. Questa scarsa familiarit\u00e0 con il web rende, a mio avviso, molto pi\u00f9 complessa la diffusione del formato digitale del libro che ha ancora un\u2019offerta in termini di titoli molto pi\u00f9 limitata rispetto al mercato tradizionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4927\" title=\"untitled\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella1.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella1.jpg 450w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella1-300x100.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Quote di mercato per canale<\/strong><br \/>\nRimane allora molto importante, per quanto possa essere in contrazione, valutare i dati relativi alla forma cartacea del libro. Comincerei nell\u2019esaminare come il nostro cliente finale, il lettore, entra in possesso del libro. Secondo i dati dell\u2019AIE la crescita pi\u00f9 imponente \u00e8 rappresentata dalla vendita on-line che registra circa un +24% rispetto all\u2019anno precedente. Crescono, ma in maniera molto pi\u00f9 contenuta, anche la vendita in libreria presso la GDO ed in Edicola, tutti con valori che non superano il 5%. Di tutte le forme distributive mi preme analizzarne due in particolare sulle quali mi sento discommettere per i prossimi anni: la vendita on-line e la libreria. L\u2019indagine AIE \u00e8 sicuramente antecedente all\u2019ingresso nel nostro mercato di Amazon e, quindi, non mi stupirei di vedere numeri che nei prossimi anni cresceranno ancor di pi\u00f9. Non credo che Amazon sia pi\u00f9 brava degli altri operatori gi\u00e0 presenti sul mercato italiano (BOL e IBS fra tutti); credo per\u00f2 che l\u2019approccio della piattaforma Amazon render\u00e0 pi\u00f9 familiare al consumatore web acquistare prodotti siano essi dvd, orologi, computer o libri. Penso che il mercato on-line non sia molto diverso in questo dal mercato tradizionale e agisce su un modello comportamentale del consumatore invariato da decenni: se mi trovo bene in un negozio tendo a ritornarci. Nel caso di Amazon penso che questo sia vero sia per la loro strategia di prezzo sia per la loro ampiezza di offerta.<\/p>\n<p><strong>Il mercato delle librerie<\/strong><br \/>\nL\u2019altra forma di distribuzioneinteressante da analizzare \u00e8 quella della libreria. Negli anni passati abbiamo assistito al proliferare delle megalibrerie associate o meno ai centri commerciali. Credo che questo modello non continuer\u00e0 ad avere grande successo vista la scarsa professionalit\u00e0 di chi ci lavora e che quindi l\u2019abitudine di acquisto del cliente si basa sul \u201cfai da te\u201d. Sono certamente state grandi avversarie delle librerie di quartiere nel momento in cui l\u2019offerta che proponevano era pi\u00f9 vasta. Domani, forse, l\u2019offerta pi\u00f9 vasta sar\u00e0 quella on-line e credo che dopo anni bui ritorneranno a prendere piede le librerie dove il libraio ti conosce, conosce i tuoi gusti e sa cosa suggerirti. Penso che potranno anche svilupparsi dei modelli intermedi e qualche esperimento \u00e8 gi\u00e0 in atto, ad esempio nel Regno Unito, dove James Daunt \u00e8 stato ingaggiato da Waterstone\u2019s per risanare il drammatico tracollo di questo gigante delle librerie modello megastore. La sua formula \u00e8 quella di personalizzare ogni store in funzione della zona geografica dove opera, modellando in questo modo la scelta dei libri in funzione delle attitudini di acquisto. In aggiunta a questa la selezione di un personale di staff competente in grado di interagire in maniera intelligente con il cliente. Penso che da noi questa funzione, in piccolo, sia la formula della libreria di quartiere che pu\u00f2 vendere quello che on-line non trovi: l\u2019accoglienza ed il consiglio (intelligente) non il semplice accostamento algoritmico tanto caro ad Amazon ed Apple: siccome ti \u00e8 piaciuto un testo di psicologia ora ti propongo tutto quanto a questo si abbina.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4928\" title=\"untitled\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella2.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"120\" srcset=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella2.jpg 450w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tabella2-300x80.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La stampa digitale<\/strong><br \/>\nHo voluto analizzare i meccanismi distributivi per arrivare, in ultimo, a parlare di stampa digitale in quanto credo che i due argomenti siano strettamente collegati. Partendo dal dato AIE che misura in pi\u00f9 di 3.000 copie la tiratura media dei libri pubblicati credo di non essere lontano dal vero affermando che non superano le 500 copie di media le vendite di ogni singolo titolo pubblicato (considerando tutto il ciclo di vita). Questo dato credo sia decisamente allarmante sia per i 7.590 editori censiti dall\u2019AIE nel 2010 sia per noi stampatori. Se da un lato il diffondersi delle for-me di self publishing ha dato nuovo impulso alla stampa digitale, mi sembra ancora scarso il suo utilizzo nel settore editoriale. L\u2019evidente spreco di risorse che si genera nel differenziale tra il tirato e il venduto non fa altro che impoverire gli editori con evidenti gravi ripercussioni sulla qualit\u00e0 intrinseca del prodotto libro.<br \/>\nHo letto con dispiacere, a pagina 29 del rapporto, che l\u2019ultima indagine sul mercato del Print on Demand risale al 2008 che allora rappresentava il 6,9% della produzione del mercato di varia adulti nei canali trade. Penso sia utile per tutti gli operatori della filiera sapere come si \u00e8 evoluta questo settore e quali novit\u00e0 oggi propone in termini di soluzioni tecnologiche ed infrastrutture informatiche.<\/p>\n<p><strong>La scommessa di domani<\/strong><br \/>\nRitengo che, a parte la fascia alta dei libri, la cui vendita \u00e8 sicura ancor prima che gli stessi siano chiusi in tipografia, vi siano delle grandi potenzialit\u00e0 per tutti i piccoli e medi editori nel prossimo futuro. Magari aiutati dai soggetti che ho menzionato prima: librerie al dettaglio e grossi store online di nuova generazione, i piccoli editori possano uscire dalle logiche di produzione massificata e concentrare le loro risorse su tirature pi\u00f9 limitate ma di quasi sicura vendita. Ripensare integralmente tutta la supply chain del libro \u00e8 la scommessa che abbiamo davanti a noi per dare nuovo impulso al libro senza mai dimenticare che la sua qualit\u00e0 non dipende solo dalla carta, dalla copertina o dalla rilegatura ma soprattutto dal suo contenuto e per questo ci servono, sempre di pi\u00f9, editori bravi e qualificati; altrimenti non rimane che sperare che qualche \u201csfumatura di grigio\u201d risollevi da sola il mercato.<\/p>\n<p><strong>Questo articolo \u00e8 uscito sul numero di settembre di DDm. Per vederlo in versione online <a href=\"http:\/\/www.paperator.com\/user\/4itgroup\/DDm_Italia_04_2012.pdf\/?id=4itgroup\/DDm_Italia_04_2012.pdf&amp;lan=it&amp;bg=ffdd33&amp;he=639&amp;align=m&amp;gtp=1&amp;gtp=11\">clicca qui<\/a>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo dato allarmante che ha colpito la mia attenzione \u00e8 il drammatico calo di quelli che vengono definiti \u201clettori forti\u201d; per capirci chi acquista pi\u00f9 di 12 libri l\u2019anno&hellip; <span class=\"read-more-span\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2012\/11\/09\/libri-ripensare-la-supply-chain-e-la-scommessa-di-domani-di-edoardo-morso\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Libri, ripensare la supply chain \u00e8 la scommessa di domani. 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