{"id":4263,"date":"2012-09-14T15:21:06","date_gmt":"2012-09-14T14:21:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=4263"},"modified":"2012-09-14T15:21:06","modified_gmt":"2012-09-14T14:21:06","slug":"e-letter-o-email-vince-la-coesistenza-pacifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2012\/09\/14\/e-letter-o-email-vince-la-coesistenza-pacifica\/","title":{"rendered":"E-letter o email, vince la coesistenza pacifica"},"content":{"rendered":"<p><em>E-letter o email, qual \u00e8 il miglior canale di output? Qualcuno ritiene che la risposta sia o\/o. In realt\u00e0 entrambi canali hanno i loro vantaggi. E possono coesistere.<\/em><\/p>\n<p>La discussione sull\u2019intelligenza e l\u2019uso della digital mail continua, con i pi\u00f9 critici che lamentano un processo di autenticazione noioso. In Germania, per esempio, gli utenti devono presentare il proprio ID presso il locale ufficio postale prima di poter aprire un conto virtuale. E questa pu\u00f2 essere una delle ragioni per cui l\u2019adozione di strumenti come E-postbrief \u00e8 tutt\u2019ora lenta. Ma questo non significa che non ci siano altre vie. In Danimarca l\u2019unica cosa che serve per utilizzare il portale mail eBoks \u00e8 il numero di previdenza sociale. Questo per dimostrare che l\u2019usare la difficolt\u00e0 di autenticazione come argomento contro questi canali \u00e8 qualcosa di puramente pretestuoso e fa perdere di vista il vero punto nodale.<\/p>\n<p><strong>Il fatto \u00e8 che la cyber-criminalit\u00e0, lo spam e il phising spingono i consumatori a cercare un\u2019alternativa sicura alla mail standard<\/strong>. E questo diviene ancor pi\u00f9 importante per aziende e agenzie, per le quali \u00a0responsabilit\u00e0 e riservatezza delle comunicazioni commerciali sono elementi critici. Ma nella pratica questo cosa comporta? Secondo il Global Deliverability Benchmark Report 2011, il tasso di consegnabilit\u00e0 delle mail a livello mondiale \u00e8 del 76%. Al contempo il tasso di ricezione della casella di posta \u00e8 sceso del 6% medio, passando dal 86% al 79% nel Nord America. Solamente l\u2019America Centrale e Meridionale mostra segni di crescita, ma anche qui solo il 72% delle mail raggiunge la propria destinazione. In Asia questa percentuale \u00e8 ancora pi\u00f9 bassa. Tutto ci\u00f2 mostra come l\u2019email difficilmente sia il canale ideale per l\u2019invio di mail giuridicamente vincolante, e questo anche se ci sono tecnologie di qualit\u00e0 a supporto.<\/p>\n<p>Ma siamo onesti, chi vuole che tutto il suo traffico documentale passi attraverso un unico account? Il rischio che qualcosa venga cancellato o si perda nel mero volume generale \u00e8 troppo alto. Se i documenti sono particolarmente importanti \u2013 come normative, contratti, note di termine \u2013 le conseguenze possono essere di lunga durata, con perdite economiche non indifferenti.<br \/>\nCome tenere dunque separate le comunicazioni importanti da quelle banali? Sistemi di archiviazione avanzata e rigide policies possono facilitare la cosa, ma non sono la soluzione. E\u2019 molto meglio separare nettamente i documenti in base alla loro importanza e poi scegliere il canale pi\u00f9 appropriato. Dopotutto, non tutta la comunicazione viene inviata attraverso posta raccomandata. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Perch\u00e9 non creare un portale mail virtuale in cui tutti i documenti importanti siano non solo rintracciabili e spedibili, ma altres\u00ec modificabili e archiviabili a lungo termine e in forma legalmente vincolante?<\/p>\n<p>Proprio qua sta la ragione del successo di portali come eBoks (Danimarca), My eCitizen (Singapore) e Agosp (Australia). Gli operatori garantiscono che le caselle degli utenti siano sempre sicure, trasformando il portale in una \u201c<strong>cassaforte digitale<\/strong>\u201d, apribile con un pin personalizzato. Gli utenti, i cittadini e le imprese hanno il 100% di garanzia che i loro documenti saranno ancora disponibili nella loro interezza anche fra 20 anni: diplomi, polizze assicurative, contratti di fornitura, fatture. Niente pi\u00f9 cancellazioni casuali, niente pi\u00f9 problemi di formato a causa degli aggiornamenti software, niente pi\u00f9 &#8220;<em>giungla documentale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>I portali elettronici garantiscono la sicurezza<\/strong><br \/>\nUn approccio possibile \u00e8 quello scelto con Metaposta dal governo regionale dei Paesi Baschi. Il portale, creato per la ricezone, gestione e modifica di corrispondenza elettronica di ogni genere, si rivolge tanto ai privati quanto alle imprese. Tramite il sito <a href=\"http:\/\/www.metaposta.com\/\">www.metaposta.com<\/a> \u00e8 possibile aprire un account virtuale per caricare, modificare, firmare e inviare documenti, cos\u00ec come \u00e8 possibile archiviarli in formati giuridicamente validi. L\u2019accesso e le funzionalit\u00e0 del portale sono gratuite, mentre l\u2019invio \u2013 cos\u00ec come per la posta tradizionale \u2013 \u00e8 a tariffa. I documenti sono accessibili sia da mobile che da pc. Questo portale, sviluppato con la collaborazione e l\u2019esperienza di Compart, \u00e8 destinato a sostituire l\u2019ufficio postale tradizionale, seguendo le linee guida di un progetto che \u00e8 parte integrante dell\u2019Agenda Digitale dei Paesi Baschi per il 2015. Introdotto nel 2011, Metaposta ha finora inviato oltre 800.000 documenti e viene usato da 17.000 utenti, un trend in crescita.<\/p>\n<p>Di Metaposta DDm aveva gi\u00e0 parlato <a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/2012\/07\/03\/metaposta-sceglie-le-soluzioni-di-compart\/\">qui<\/a><\/p>\n<p>Un progetto di questo tipo pu\u00f2 avere successo unicamente se pu\u00f2 garantire sicurezza e affidabilit\u00e0. Oppositori e critici dell\u2019e-post sostengono che questa non \u00e8 in grado di \u00a0soddisfare pienamente gli standard di sicurezza necessari, ma queste argomentazioni diventano ogni giorno meno plausibili. Anzitutto perch\u00e9 non esiste in ogni caso la sicurezza assoluta. Cosa che ci porta a una questione fondamentale, quasi filosofica, che investe l\u2019intero mondo IT: quanto siamo disposti a tollerare un certo livello di rischio residuo? Il fatto \u00e8 che i fornitori di soluzioni di E-Post, di qualsiasi tipo, hanno investito molto in infrastrutture di sicurezza complesse che non sono solo affidabili dal punto di vista tecnico, ma anche in termini di organizzazione e processi. La negligenza \u00e8 una caratteristica che non possono permettersi. In Germania, ad esempio, l&#8217;Ufficio federale per la Sicurezza Informatica ha certificato l&#8217;E-Postbrief come conforme ai requisiti di sicurezza dello standard internazionale ISO e alle specifiche tecniche di base per la sicurezza IT. Tutte le applicazioni che un utente registrato utilizza sono state testate e certificate come sicure, a differenza delle normali caselle di posta, per le quali le accuse di scarsa protezione dati sono giustificate. Spedire un documento confidenziale attraverso una normale casella di posta \u00e8 come guidare senza cintura di sicurezza, confortevole ma pericoloso.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 simile anche in altri paesi, con la corrispondenza che viene criptata con le pi\u00f9 moderne tecnologie per evitare che terze parti possano accedere al contenuto senza autorizzazione. Allo stesso modo anche i documenti contenuti nella casella sono criptati. E il millisecondo necessario a criptare\/decriptare un documento \u00e8 una finestra temporale un po\u2019 troppo stretta per un hackeraggio.<\/p>\n<p>Con la digitalizzazione che cresce sempre pi\u00f9, risulta difficile immaginare una vita senza \u201cidentit\u00e0 elettroniche\u201d. Il volume dei documenti fisici decresce e recenti indagini compiute dall\u2019Universal Postal Union (UPU) parlano di un calo globale del 7%, con punte in doppia cifra nel Nord America. Non \u00e8 impossibile che fra dieci anni solamente la met\u00e0 dei documenti esistenti siano ancora in versione fisica. Di riflesso l\u2019importanza dei portali digitali per la spedizione di mail \u00e8 in crescita, specialmente da quando anche altri servizi, come ad esempio l\u2019inoltro della corrispondenza, vengono rivisti per essere confidenziali, vincolnati e affidabili. I comuni programmi di posta elettronica non sono in grado di offrire questa sicurezza e affidabilit\u00e0, mentre tramite i portali \u00e8 facile tenere traccia del ciclo vitale di un documento, venendo a sapere quando viene ricevuto o aperto, un processo che viene automaticamente documentato dal sistema in appositi report. Ci\u00f2 che diamo per scontato per la posta fisica \u00e8 possibile anche per quella digitale.<\/p>\n<p>Tirando le somme, la e-letter non rimpiazzer\u00e0 la email. Sono due sistemi destinati molto pi\u00f9 facilmente a una coesistenza pacifica. Documenti ad alta valenza legale vengono inviati attraverso canali sicuri come quello delle e-letter, mentre il resto viene gestito dalla email. In definitiva, la vittoria \u00e8 di entrambi. La comunicazione elettronica nel business cresce in termini di sicurezza e affidabilit\u00e0. D\u2019altro canto gli utenti non devono pi\u00f9 costantemente soppesare la loro posta digitale: la separazione automatica fra quello che \u00e8 importante e il resto permette loro di concentrarsi meglio sul loro core business.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E-letter o email, qual \u00e8 il miglior canale di output? Qualcuno ritiene che la risposta sia o\/o. In realt\u00e0 entrambi canali hanno i loro vantaggi. E possono coesistere. 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