{"id":2973,"date":"2012-05-18T08:35:26","date_gmt":"2012-05-18T07:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=2973"},"modified":"2012-05-22T11:40:07","modified_gmt":"2012-05-22T10:40:07","slug":"la-crisi-delleditoria-perche-gli-italiani-non-leggono-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2012\/05\/18\/la-crisi-delleditoria-perche-gli-italiani-non-leggono-piu\/","title":{"rendered":"La crisi dell\u2019editoria \u2026 perch\u00e9 gli italiani non leggono pi\u00f9?"},"content":{"rendered":"<p>Per una volta facciamo a meno di slogan e titoli ad effetto con numeri e dati che altro non fanno se non lasciare a bocca aperta adetti ai lavori e non.<\/p>\n<p>La crisi dell\u2019editoria cartacea pu\u00f2 anche essere sviscerata in termini sociali. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che nelle mani degli italiani passano sempre meno libri \u2013 e gli ultimi dati Istat confermano questa tendenza \u2013 c\u2019\u00e8 da chiedersi \u2026 perch\u00e9? Ancor prima della nascita delle nuove tecnologie, la spiegazione di questo fenomeno in continua espansione \u00e8 da ricercare nel tessuto sociale: status, zona di residenza, titolo di studio, professione, tutti elementi che concorrono a \u201cforgiare\u201d o meno un buon lettore.<\/p>\n<p><strong>Tesi avvalorate da dati concreti:<\/strong> secondo l\u2019Istat <strong>legge il 72% dei ragazzi tra 6 e 14 anni,<\/strong> <strong>figli di lettori<\/strong>, <strong>mentre la percentuale cala al 39% se i genitori non leggono<\/strong>. \u00a0Anche il titolo di studio influisce fortemente sui livelli di lettura, specialmente a parit\u00e0 di et\u00e0: si va da un massimo dell&#8217;81,1% tra i laureati a un minimo del 27,9% tra chi ha la licenza elementare o nessun titolo di studio. Rispetto al 2010 la quota di lettori tra le persone in possesso di un diploma di scuola secondaria inferiore o superiore \u00e8 diminuita di circa 2 punti percentuali. Con riferimento alle persone di 15 anni e pi\u00f9, se si tiene conto della condizione professionale, <strong>si evidenziano livelli di lettura superiori alla media tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (69%),<\/strong> direttivi, quadri e impiegati (66,3%) e studenti (65,3%). I pi\u00f9 bassi livelli di lettura si registrano tra gli operai (32%), i ritirati dal lavoro (33,6%) e le casalinghe (34,4%). Il risultato, a fronte di questa suddivisione, \u00e8 che nel 2011 solo il 45% della popolazione ha letto almeno un libro, <strong>l&#8217;1,5% in meno rispetto al 2010.<\/strong><\/p>\n<p>Come detto anche le differenze territoriali incidono parecchio: al Centro-Nord, ad esempio, si legge di pi\u00f9, con una percentuale di lettori\u00a0 superiore al 48% della popolazione, mentre al Sud e nelle Isole si scende sotto il 35%. Un&#8217;eccezione tra le regioni del Mezzogiorno \u00e8 la Sardegna, dove la quota dei lettori \u00e8 superiore alla media nazionale (46,7%).<\/p>\n<p><strong>Una differenziazione geografica che si ripropone anche nel settore della produzione di libri<\/strong>: <strong>due su tre sono pubblicati e stampati a Milano, Roma o Torino<\/strong>. Lombardia, Lazio e Piemonte sono infatti, rispettivamente, la prima, la seconda e la terza regione per produzione di titoli e tirature. Bene anche l&#8217;Emilia-Romagna e la Toscana. Mentre si registra una forte contrazione in Puglia, Calabria e Sardegna.<\/p>\n<p>Gli ultimi dati Istat, poi, confermano il saldo negativo per gli editori e la loro progressiva propensione al risparmio. <strong>Nel 2010 si contano 2.700 case editrici, ma rispetto all&#8217;anno precedente<\/strong> <strong>il numero dei nuovi editori \u00e8 inferiore al numero di quelli che hanno cessato l&#8217;attivit\u00e0<\/strong>. Bene invece la produzione libraria complessiva. Il 2010 segna un incremento passando da 57.558 opere pubblicate nel 2009 a 63.800, un aumento del 10,8%. Leggermente in crescita anche le tirature: un aumento del 2,5%, da 208 a 213 milioni di copie.<\/p>\n<p>\u00a0Ma le case editrici puntano ormai a incrementare i servizi offerti, per rispondere meglio alle esigenze dei nuovi lettori: ecco allora che assistiamo ad un aumento dei titoli del 6,8% e a una diminuzione delle tirature medie del 23,6%. Ampia preferenza poi per il lowcost: le edizioni il cui costo \u00e8 inferiore ai dieci euro sono, sia per titoli (26,2%) che per tirature (40%), le pubblicazioni pi\u00f9 consistenti. Complessivamente per\u00f2 il valore della produzione libraria \u00e8 in calo. Nel 2010 \u00e8 quantificabile in poco pi\u00f9 di 4.052 milioni di euro: il 9,3% in meno rispetto all&#8217;anno precedente e il 16,4% rispetto al 2005.<\/p>\n<p>E poi, lo avevamo anticipato, ci sono le nuove tecnologie, che si prendono la rivincita. <strong>Pi\u00f9 di un milione e 900 mila persone tra 16 e 74 anni<\/strong>, il 27,8% delle persone che effettuano acquisti online, <strong>ha comprato, nel 2011, libri, giornali, riviste o ebook su internet<\/strong>. <strong>Di questi, oltre la met\u00e0 (53,9%) sono giovani tra 16 e 24 anni.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una volta facciamo a meno di slogan e titoli ad effetto con numeri e dati che altro non fanno se non lasciare a bocca aperta adetti ai lavori e&hellip; <span class=\"read-more-span\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2012\/05\/18\/la-crisi-delleditoria-perche-gli-italiani-non-leggono-piu\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;La crisi dell\u2019editoria \u2026 perch\u00e9 gli italiani non leggono pi\u00f9?&#8221;<\/span> <span class=\"genericon genericon-next\" aria-hidden=\"true\"><\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":2974,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[56,498,212,514,642],"class_list":["post-2973","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-printing","tag-dati-di-mercato","tag-ebook","tag-editoria","tag-libri","tag-ultime"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/editoria.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2973","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2973"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2973\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2974"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}