{"id":2608,"date":"2012-04-13T14:32:08","date_gmt":"2012-04-13T13:32:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=2608"},"modified":"2012-05-25T13:57:48","modified_gmt":"2012-05-25T12:57:48","slug":"confindustria-digitale-internet-ed-e-commerce-il-nuovo-volano-delleconomia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2012\/04\/13\/confindustria-digitale-internet-ed-e-commerce-il-nuovo-volano-delleconomia-italiana\/","title":{"rendered":"Confindustria Digitale: internet ed e-commerce il nuovo volano dell\u2019economia italiana"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>Internet come volano della crescita italiana? Si pu\u00f2 fare, ma occorre seguire precise linee di intervento<\/em>\u201d. Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria digitale, Stefano Parisi, che due giorni fa a Roma ha preso parte al <strong>Digital Agenda Annual Forum<\/strong>, l\u2019occasione giusta per fare il punto sulla crescita del digitale nel nostro Paese e sulle linee di intervento da seguire per far sbocciare finalmente anche in Italia la Internet Economy.<\/p>\n<p>\u201c<em>In Italia l\u2019uso di internet \u00e8 ancora limitato al 50% della popolazione&#8221;, <\/em>ha esordito il presidente di Confindustria Digitale. &#8220;<em>Addirittura l\u2019uso del web per pratiche di e-Government \u00e8 fermo all\u20198% e quello dell\u2019e-commerce al 15%. La forbice con gli altri Paesi nel frattempo si allarga. Dunque occorre sviluppare la domanda pubblica e privata. La condizione necessaria per far crescere il Paese<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ma come e soprattutto con quali benefici? Le macro aree su cui intervenire sono cinque.<\/p>\n<p><strong>Si parte dalle pubbliche amministrazioni<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDal lato delle P.A.<\/em><strong>&#8220;, <\/strong>fa sapere Parisi<strong>, &#8220;<\/strong><em>la digitalizzazione pu\u00f2 impattare favorevolmente sulla \u201cspending review\u201d, riducendo finalmente la spesa pubblica annua e recuperando risorse per oltre 56 miliardi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Come?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ad esempio la spesa per acquisti tramite l\u2019utilizzo esclusivo di piattaforme on-line di e-procurement pu\u00f2 portare risparmi almeno del 10%, pari a 14 miliardi annui.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel campo della Sanit\u00e0 le esperienze di telemedicina e controllo da remoto di alcune categorie di pazienti cronici permetterebbero di ridurre i costi di ospedalizzazione creando risparmi intorno al 8% della spesa sanitaria nazionale (circa 9 miliardi).<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019aumento di produttivit\u00e0 del personale pubblico e lo switch off dalla gestione cartacea a quella \u201ccloud\u201d delle pratiche amministrative comporterebbero riduzione dei costi pari ad altri 20 miliardi di euro.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel campo della lotta all\u2019evasione grazie all\u2019uso di software di business intelligence e all\u2019integrazione delle banche dati on-line si stima un recupero di 13 miliardi, pari al 5% dell\u2019economia sommersa.<\/p>\n<p>Numeri importanti, insomma, che si possono tradurre in risparmi effettivi operando principalmente su due fronti:<\/p>\n<ul>\n<li>consolidamento di un insieme di <strong>infrastrutture abilitanti<\/strong>: la Cie (Carta d\u2019identit\u00e0 elettronica), la completa diffusione della Pec (Posta Elettronica Certificata), il rafforzamento dell\u2019Spc (Sistema Pubblico di Connettivit\u00e0), l\u2019adozione del documento informatico e l\u2019archiviazione digitale, i pagamenti elettronici della Pa, la firma elettronica, l\u2019interoperabilit\u00e0 delle banche dati, il ricorso obbligatorio all\u2019e-Procurement;<\/li>\n<li>Grandi <strong>piattaforme Paese<\/strong>: <strong>Scuola<\/strong> (iscrizioni scolastiche online tramite il portale ScuolaMia, contenuti digitali tramite il portale InnovaScuola); <strong>Sanit\u00e0<\/strong> (prescrizioni mediche digitali e referti sanitari on-line); <strong>Giustizia<\/strong> (notifiche telematiche, pagamenti on-line, dematerializzazione atti processuali), solo per citare alcune aree prioritarie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Poi ci sono le famiglie. Se l\u2019utilizzo di internet fosse la regola all\u2019interno dei nuclei famigliari italiani si calcola che il risparmio sulle spese generali potrebbe sfiorare i 48 miliardi di euro all\u2019anno, circa 2mila euro a famiglia. Una somma considerevole da rimette in circolo per stimolare nuovi consumi. Le spese prese in considerazione in questa categoria sono quelle standard, si ogni famiglia italiana: gestione delle bollette, delle assicurazioni, dei conti correnti bancari, turismo e benessere, trasporti, cos\u00ec come le spese in abbigliamento e alimentari.<\/p>\n<p>Ma Il 33% della popolazione italiana ha pi\u00f9 di 55 anni e in questa fascia della popolazione le competenze sull\u2019utilizzo di internet sono sommarie. Confindustria digitale propone di stimolare l\u2019uso dell\u2019e-commerce attraverso degli incentivi, per esempio l\u2019acquisto con iva ridotta.<\/p>\n<p>E veniamo alle imprese. \u201c<em>Anche da questo punto di vista il ritardo \u00e8 forte<\/em>&#8220;, sottolinea il numero uno di Confindustria digitale. &#8220;<em>Solo il 4% delle imprese italiane effettua vendite direttamente on-line. Se tutte le imprese italiane aumentassero solo dell\u20191% il loro fatturato estero attraverso le vendite on-line, le nostre esportazioni totali aumenterebbero dell\u20198% pareggiando il saldo import-export di beni e servizi. Per questo sarebbe importante introdurre una detassazione di un terzo dei ricavi digitali delle Pmi generati tramite piattaforme di e-Commerce verso clienti internazionali<\/em>&#8220;, ha concluso Parisi.<\/p>\n<p><strong>Il secondo punto riguarda il sostegno agli investimenti degli operatori<\/strong>. Nonostante gli ultimi anni abbiano visto diminuire i ricavi di quasi tutte le imprese del settore Ict, queste ultime hanno continuato a investire, circa 8 miliardi di euro. Nel 2011, complice la gara per le frequenze Lte, gli investimenti sono aumentati del 50% e nel quadriennio 2012-2015 sono previsti investimenti complessivi per circa 48 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Per incentivare queste aziende a continuare sulla strada degli investimenti \u201c<em>Occorre quindi rendere il quadro autorizzativo degli enti locali pi\u00f9 semplice ed omogeneo<\/em> \u2013 spiega Stefano Parisi &#8211; <em>e utilizzare in modo efficiente le risorse individuate dal Piano UltraBroadband del Ministero per lo Sviluppo Economico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>La terza macro area riguarda l\u2019ecosistema internet<\/strong>, ma essenzialmente la tutela del diritto d\u2019autore, per incentivare lo sviluppo di un\u2019offerta legale di mercato.\u00a0 \u201c<em>Solo sviluppando un\u2019offerta legale appetibile per i consumatori, in grado di soddisfare le richieste di consumo sia sotto il profilo qualitativo che temporale, sar\u00e0 possibile anche contrastare efficacemente la pirateria digitale<\/em>&#8220;, ha sottolineato Parisi. Due parole anche sul caso dei pagamenti digitali, un altro strumento importantissimo per risparmiare. La situazione attuale \u00e8 sostanzialmente sbagliata: ad esempio pagare un bollettino postale tramite web banking risulta pi\u00f9 costoso ( +36%) rispetto allo stesso pagamento effettuato allo sportello. Eppure i risparmi sarebbero considerevoli: il Politecnico di Milano ha stimato che i pagamenti digitali verso la pubblica amministrazione porterebbero a un risparmio complessivo di circa un miliardo che si otterrebbe pagando on-line alcuni tributi locali quali Ici\/Imu, tariffa rifiuti, multe e bollo auto.<\/p>\n<p><strong>Quarto pilastro \u00e8 la<\/strong> <strong>creazione di un vero mercato di venture capital <\/strong>in grado di sostenere la nascita di giovani start-up internet italiane attraverso:<\/p>\n<ul>\n<li>sostegno agli investimenti nei fondi;<\/li>\n<li>semplificazione della burocrazia per le start-up;<\/li>\n<li>creazione di un \u201cexit market\u201d con sgravi fiscali per le aziende italiane che decidessero di acquisire start-up italiane inizialmente finanziate da fondi venture capital o che abbiano \u201csponsorizzato\u201d la nascita di incubatori o piattaforme di aggregazione di idee e iniziative imprenditoriali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La quinta ed ultima macro area cu cui occorre intervenire \u00e8 la <strong>formazione dei lavoratori<\/strong>. Nel 2015 la Commissione Europea ha stimato che il 90% dei lavori richieder\u00e0 skills ICT. Allo stesso tempo per\u00f2, visto che il personale con questo tipo di competenze scarseggia, si presume che entro il 2015 in Europa mancheranno le competenze necessarie per coprire 700mila posti di lavoro nel settore informatico. In Italia le cose non vanno certo meglio.\u00a0 Le aziende del settore ICT richiedono circa 40mila specialisti l\u2019anno, il 25% dei quali \u00e8 dichiarato dalle imprese di \u201cdifficile reperimento\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>Servono azioni di sistema per aumentare le risorse e moltiplicare l\u2019uso dei fondi interprofessionali per la formazione continua nel mondo del lavoro digitale<\/em>&#8220;, \u00e8 il monito del presidente di Confindustria Digitale.<\/p>\n<p>Ovviamente accanto a questa serie di pilastri da \u201cristrutturare\u201d, Confindustria Digitale ha previsto anche una serie di azioni concrete:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il primo step, con obiettivo 2013: recuperare il gap con la media europea sull\u2019uso dei servizi internet.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Secondo step, nel 2015: il raggiungimento di tutti gli obiettivi target dell\u2019Agenda digitale.<\/p>\n<p>Per un\u2019Italia che nel 2020 Confindustria Digitale si immagina cos\u00ec:<\/p>\n<ul>\n<li>un\u2019infrastruttura abilitante di connessione in banda larga mobile (Lte) e ultralarga fissa;<\/li>\n<li>un mercato digitale fatto di e-commerce e pagamenti digitali evoluti in mobilit\u00e0;<\/li>\n<li>un completo switch off dei servizi pubblici basato su piattaforme end to end (sanit\u00e0; scuola; giustizia);<\/li>\n<li>Progetti Paese scalabili a partire dalle esperienze locali \u201cSmart cities, smart communities\u201d su tematiche integrabili ed interoperabili quali infomobilit\u00e0, sicurezza, turismo e cultura, logistica e trasporti, efficienza energetica.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cInternet come volano della crescita italiana? 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