{"id":18713,"date":"2015-11-15T17:02:31","date_gmt":"2015-11-15T16:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=18713"},"modified":"2015-11-16T17:11:35","modified_gmt":"2015-11-16T16:11:35","slug":"privacy-che-cosa-ne-pensa-davvero-il-consumatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2015\/11\/15\/privacy-che-cosa-ne-pensa-davvero-il-consumatore\/","title":{"rendered":"Privacy: che cosa ne pensa davvero il consumatore"},"content":{"rendered":"<p>\n\tQuello della <strong>privacy <\/strong>&egrave; un tema molto attuale, in particolar modo riferito alle informazioni digitali. Ogni azienda, societ&agrave;, associazione, ente o altro ha, da qualche parte sul proprio sito, un&rsquo;informativa privacy, che testimonia il rispetto di certe regole, sulle quali governi e garanti legiferano e si pronunciano. Ma i consumatori cosa ne pensano? Quanta attenzione fanno a questi aspetti? Qual &egrave; il loro sentire al riguardo?\n<\/p>\n<p>\n\tNell&rsquo;ambito della cooperazione fra le DMA affiliate alla Global DMA &ndash; il network associativo che, fra l&#39;altro, produce annualmente la ricerca <em>The Global Review of Data-Driven Marketing and Advertising<\/em> &ndash; DMA Italia, l&#39;associazione nazionale per il direct and data driven marketing, ha replicato un questionario gi&agrave; proiettato sul consumatore inglese, interrogando un campione rappresentativo di 800 internauti.\n<\/p>\n<p>\n\tNe emerge la fotografia di un <strong>consumatore molto attento<\/strong> alle tematiche di privacy, in particolare se si parla di quella online (80% del campione). Il <strong>grado di maturazione<\/strong> dei web users Italiani si evince anche dalla cospicua percentuale di soggetti che &egrave; consapevole del proprio <strong>diritto di richiedere a qualsiasi azienda la cancellazione di ogni dato personale<\/strong> che li riguardi (72%) o pi&ugrave; semplicemente di <strong>prenderne visione<\/strong> (64%). Una quota non residuale ha persino esercitato tale diritto, richiedendo ad un&rsquo;organizzazione la cancellazione dei propri dati personali (27%).\n<\/p>\n<p>\n\tSolo in apparente contraddizione con la sensibilit&agrave; al tema della privacy, si registra la diffusa tendenza a prestare una limitata attenzione al contenuto delle note informative. Ne deriva un&rsquo;esplicita domanda di semplificazione: proiettando il dato sull&rsquo;universo internauti, quasi 15 milioni di utenti si riterrebbero maggiormente tutelati da un&rsquo;<strong>informativa pi&ugrave; sintetica<\/strong>.\n<\/p>\n<p>\n\tGli utenti del web hanno preso atto delle rapide trasformazioni generate dall&rsquo;avvento della rete, relativamente alla condivisione dei dati personali. 9 intervistati su 10 dichiarano di fornire alle organizzazioni molte pi&ugrave; informazioni che in passato. Decisamente diffusa la convinzione di <strong>aver modificato<\/strong> la propria idea di privacy da quando esistono Internet ed i social network (72%), assumendo molto spesso come un dato di fatto che la condivisione di informazioni personali faccia sempre pi&ugrave; parte della vita moderna (70%).\n<\/p>\n<p>\n\tIn merito alle informazioni da tutelare con maggiore attenzione, gli Internauti italiani sembrano avere le idee piuttosto chiare, confermando alcuni tratti archetipici della cultura diffusa del nostro Paese: <strong>denaro, famiglia e salute sono gli ambiti per cui si pretende la massima riservatezza<\/strong>, mentre stato civile, dati fisici e appartenenza etnica sono fra quelli che si &egrave; pi&ugrave; disposti a condividere.\n<\/p>\n<p>\n\tPer la maggior parte degli internauti la condivisione dei dati personali non rappresenta necessariamente un aspetto critico, ma al contrario pu&ograve; anche offrire vantaggi ed opportunit&agrave;. Risulta infatti molto diffusa e consistente la consapevolezza che<em> <\/em>il consenso all&rsquo;utilizzo di alcuni dati personali permette di ricevere proposte commerciali, editoriali, di entertainment pi&ugrave; in linea con i propri interessi (92%). Al contempo, &egrave; consistente il segmento composto da persone che considerano un valore ricevere offerte commerciali personalizzate (67%). Il desiderio di ottenere condizioni commerciali pi&ugrave; vantaggiose guida la disponibilit&agrave; degli utenti a condividere i propri dati. La capacit&agrave; delle aziende di stimolare la fiducia rappresenta in ogni caso una fondamentale pre-condizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello della privacy &egrave; un tema molto attuale, in particolar modo riferito alle informazioni digitali. 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