{"id":18194,"date":"2015-09-11T08:54:25","date_gmt":"2015-09-11T07:54:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=18194"},"modified":"2015-09-11T08:54:25","modified_gmt":"2015-09-11T07:54:25","slug":"in-10-anni-diremo-addio-alla-macchina-di-proprieta-personale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2015\/09\/11\/in-10-anni-diremo-addio-alla-macchina-di-proprieta-personale\/","title":{"rendered":"In 10 anni diremo addio alla macchina di propriet\u00e0 personale?"},"content":{"rendered":"<p>\n\tUseremo la macchina solo quando ci serve, senza possederne una? L&rsquo;evoluzione della mobilit&agrave; sembra andare proprio in questa direzione: quella di fruire di un servizio che non metta pi&ugrave; al centro il veicolo, ma l&rsquo;utente e la sua esperienza di viaggio. Che sia in arrivo il Mobility as a Service?\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>Christian Fritz<\/strong>, Direttore della Divisione Representation and Planning del Centro di Ricerca <strong>Xerox <\/strong>a Palo Alto, sta lavorando allo sviluppo di una visione diversa del concetto di mobilit&agrave;, non pi&ugrave; incentrata sul veicolo privato, che ha come obiettivo quello di trasformare l&rsquo;industria del trasporto in un&rsquo;attivit&agrave; di servizio. All&rsquo;interno del post pubblicato sul blog del PARC, il Dr. Fritz discute del potenziale &ldquo;disruptive&rdquo; delle novit&agrave; del settore dei trasporti, e di come esse diventeranno parte delle nostre vite.\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>Gli obiettivi della Divisione Representation and Planning<\/strong><br \/>\n\tLa ricerca si sta concentrando sulla progettazione e l&rsquo;implementazione di software altamente innovativi che rispondano a quei bisogni di mercato che non hanno ancora trovato una risposta adeguata; nello specifico, si tratta di applicazioni per il Digital Manufacturing e per il Sistema dei Trasporti Urbani. Nei prossimi 5-10 anni, infatti, assisteremo a cambiamenti davvero incredibili, legati alla stampa 3D o alle macchine che si guidano da sole. In particolare, al PARC stanno sviluppando ed implementando degli algoritmi che possano rendere fruibili i dati e le nostre conoscenze relative ai trasporti ad un settore industriale ancora di l&agrave; da venire: il Mobility as a Service (MaaS).\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>La trasformazione del trasporto in un&rsquo;attivit&agrave; di servizio avverr&agrave; in un unico passaggio?<\/strong><br \/>\n\tSecondo Christian Fritz ci vorranno diversi passaggi, ma &egrave; altrettanto vero che, non appena il processo inizier&agrave; a prendere forma, diverr&agrave; sempre pi&ugrave; rapido. L&rsquo;infrastruttura necessaria &egrave; gi&agrave; in costruzione; pensiamo ai servizi per la condivisione dei mezzi, come Uber, che portano i passeggeri da un luogo all&rsquo;altro. A prima vista, il passaggio da un servizio come Uber ad un intero sistema di trasporti inteso come TaaS sembra enorme, ma in realt&agrave; non &egrave; proprio cos&igrave;; servizi simili a Uber, che da solo opera in pi&ugrave; di 200 citt&agrave; nel mondo, nascono in continuazione, e gli investitori stanno dando un grosso supporto a queste start-up. Alla diffusione di questi servizi si accompagna la raccolta di numerosi dati che &ldquo;nutrono&rdquo; avanzati sistemi di supporto decisionale. Inoltre, il PARC sta sviluppando anche altri progetti, come le macchine in grado di guidarsi da sole. Ci troviamo di fronte, dunque, a un &ldquo;insieme di sviluppi&rdquo; che potrebbero avvicinarci ad un cambiamento epocale. Guardando come i servizi di car e bike sharing stanno imponendosi, forza &egrave; di constatare che sono sempre di pi&ugrave; le persone che stanno pensando di fare a meno della macchina di propriet&agrave;. Comprare un&rsquo;auto, farla funzionare, parcheggiarla e mantenerla &egrave; un costo sempre pi&ugrave; invasivo per un&rsquo;economia domestica media, e le case produttrici potrebbero decidere di giocare un ruolo importante in questa nuova realt&agrave;, magari internalizzando un servizio di car-sharing o diventando esse stesse produttrici \/ distributrici di app in grado di pianificare i viaggi.\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>Un nuovo scenario, basato su elementi interconnessi tra loro<\/strong><br \/>\n\tLa possibilit&agrave; di non dover possedere un&rsquo;auto sta portando alla diffusione di una nuova idea del futuro. La filosofia del &ldquo;Mobility-as-a-Service&rdquo;, che vede il mondo dei trasporti come un settore in cui l&rsquo;innovazione e la differenziazione sono generate dal layer software, non si basa sul numero di individui che acquistano un&rsquo;automobile, ma sulla risposta all&rsquo;esigenza delle persone, cio&egrave; andare da un punto A ad un punto B. Il punto fondamentale non &egrave; la macchina, ma la mobilit&agrave; stessa. Questo concetto si sviluppa secondo una doppia direttrice, sociale e tecnologica, perch&eacute; l&rsquo;approccio &ldquo;Mobility-as-a-service&rdquo; si basa sullo scenario attuale, che vede un numero sempre maggiore di fornitori di servizi per la mobilit&agrave;.\n<\/p>\n<p>\n\t<em>di Giulio Frandi, Direttore Generale Italia della divisione Intelligent Transport Group di Xerox<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Useremo la macchina solo quando ci serve, senza possederne una? 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