{"id":17175,"date":"2015-02-12T10:49:37","date_gmt":"2015-02-12T09:49:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=17175"},"modified":"2015-02-17T11:23:11","modified_gmt":"2015-02-17T10:23:11","slug":"il-passaggio-generazionale-in-azienda-brevissimo-vademecum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2015\/02\/12\/il-passaggio-generazionale-in-azienda-brevissimo-vademecum\/","title":{"rendered":"Il passaggio generazionale in azienda. Brevissimo vademecum."},"content":{"rendered":"<p>\n\t<em>Inizia con questo articolo la collaborazione con lo <a href=\"http:\/\/www.spsw-law.it\/\"><strong>Studio Paleari<\/strong><\/a>, studio legale di Milano, che opera principalmente nel settore del diritto commerciale, fallimentare e societario, assistendo le aziende in tutti gli aspetti della vita dell&rsquo;impresa, dalla formazione allo sviluppo e alla gestione, anche in ambito internazionale. <strong>DDm <\/strong>si avvarr&agrave; della competenza del titolare dello Studio, <strong><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/profile\/view?trk=contacts-contacts-list-contact_name-0&amp;id=18184911\">Avvocato Luca Paleari<\/a><\/strong>, coadiuvato dall&rsquo;<strong><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/profile\/view?trk=contacts-contacts-list-contact_name-0&amp;id=167011033\">Avvocato Stefania Viola<\/a><\/strong>. Con loro, ogni 15 giorni, <strong>tratteremo argomenti di interesse per questo mercato<\/strong> sia seguendo un piano editoriale, sia su argomenti proposti dai nostri lettori, che rivestano interessi comuni. Per questa iniziativa i lettori di DDm potranno sottoporre le loro proposte a <a href=\"mailto:studio.legale@4itgroup.it\">studio.legale@4itgroup.it<\/a><\/em>\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><strong>Il passaggio generazionale in azienda. Brevissimo vademecum.<\/strong><\/span>\n<\/p>\n<p>\n\t<em>&ldquo;Le aziende nascono con le famiglie. Tutte. Si tratta poi di vedere quanto durano&rdquo;<\/em> (Giovanni Agnelli, 6 giugno 2002)\n<\/p>\n<p>\n\tL&rsquo;articolo non ha la presunzione di trattare approfonditamente il tema del passaggio generazionale, di per s&eacute; molto ampio, ma solo di rappresentare un primo spunto sui soli aspetti giuridici. Il tessuto produttivo italiano &egrave; costituito prevalentemente da piccole e medie imprese di tipo familiare (circa il 90%), ma anche le societ&agrave; di capitali di medie dimensioni sono spesso gestite nell&rsquo;ambito familiare. In questa tipologia di aziende il processo del &laquo;passaggio generazionale&raquo; &#8211; ossia quel momento in cui i figli succedono al padre nella gestione organizzativa e strutturale dell&#39;azienda &#8211; risulta spesso molto critico, soprattutto per la difficolt&agrave; di mantenere una gestione razionale del processo decisionale, a fronte di una serie di fattori, tra i quali quelli di natura emotiva ed affettiva; questo perch&eacute;, in un&rsquo;azienda familiare, il business si intreccia in modo imprescindibile con gli affetti e con le dinamiche psicologiche insite nella famiglia. Non a caso, infatti, questa fase di cambiamento determina il fallimento del 30% delle imprese che la intraprendono. Ricordiamo che, in Italia, solo un&rsquo;azienda su tre sopravvive alla prima generazione e solo tre aziende su cento sono ancora attive dopo due generazioni (Manzone e Trento, 2000).\n<\/p>\n<p>\n\tGli strumenti messi a disposizione dalla legge per gestire il &laquo;passaggio&raquo;, come si vedr&agrave;, sono molteplici (patto di famiglia, trust, holding di famiglia, cessione o donazione di partecipazioni, separazione tra usufrutto e nuda propriet&agrave; dell&rsquo;azienda, cessione del ramo d&rsquo;azienda), ma &egrave; fondamentale pianificare attentamente, e per tempo, la modalit&agrave; attraverso cui realizzarlo. Non procedere in questo senso, sottovalutandone la portata, potrebbe significare minacciare la sopravvivenza stessa dell&rsquo;impresa.\n<\/p>\n<p>\n\tMolti pensano che per affrontare la successione in ambito aziendale occorra, prima di tutto, individuare gli aspetti tecnici (legali, fiscali, organizzativi). Noi non la pensiamo cos&igrave;. A nostro parere, il tecnicismo con il quale si proceder&agrave; assume rilievo solo come strumento e non va confuso con la preventiva decisine, globale e condivisa, di procedere per raggiungere l&rsquo;obiettivo prefissato. Per arrivare alla soluzione complessiva occorre tener conto che il &laquo;passaggio&raquo; potrebbe comportare problemi di comunicazione e di relazione tra le persone. Prima d&rsquo;ogni altra valutazione, sar&agrave; quindi indispensabile soffermarsi sulla posizione dei vari soggetti interessati, aver chiare le loro relazioni, sia in ambito familiare che aziendale, nonch&eacute; le loro aspettative riguardo alla successione della guida dell&rsquo;azienda.\n<\/p>\n<p>\n\tIn questo ambito, &egrave; utile che l&rsquo;imprenditore affronti la questione per tempo, prendendo coscienza di quale sia la reale volont&agrave; degli eredi rispetto al subentro nella gestione. E&rsquo; quindi indispensabile non imporre ai figli di intraprendere un percorso non condiviso, n&eacute; che i figli accettino di subentrare per motivi diversi dalla motivazione al successo imprenditoriale: le conseguenze, altrimenti, potrebbero essere nefaste e portare a un inevitabile pregiudizio all&rsquo;azienda e al suo valore. Una volta appurato che padre e figlio intendono procedere col &laquo;passaggio&raquo;, &egrave; da consigliare che l&rsquo;ingresso in azienda di quest&rsquo;ultimo avvenga mediante l&rsquo;assunzione graduale delle responsabilit&agrave;, magari con l&rsquo;affiancamento di un collaboratore storico del padre, il quale avr&agrave; senz&rsquo;altro il giusto distacco emotivo per occuparsi del training del potenziale successore. Viceversa, nel caso in cui il figlio non intenda (o non sia in grado) di proseguire la gestione dell&rsquo;impresa di famiglia, l&rsquo;imprenditore deve prenderne atto e optare per soluzioni diverse, come ad es. la cessione dell&rsquo;impresa a soggetti terzi, esterni al nucleo familiare.\n<\/p>\n<p>\n\tDurante la convivenza delle due generazioni in azienda, l&rsquo;esperienza insegna che l&rsquo;imprenditore deve ridurre progressivamente la propria influenza nelle scelte strategiche, pur continuando a favorire l&rsquo;evoluzione del &laquo;passaggio&raquo;, divenendo sempre pi&ugrave; consigliere e meno &ldquo;decisore&rdquo;. Una volta concluso il &laquo;passaggio&raquo;, l&rsquo;imprenditore senior dovrebbe uscire dalla gestione, senza ostacolare il suo successore nella personalizzazione dell&rsquo;attivit&agrave; di impresa. Sono diversi, e alcuni potenzialmente coordinabili tra di loro, gli strumenti tecnici che la legge mette a disposizione e ai quale ricorrere, con il coordinamento e la consulenza di professionisti specializzati. Di seguito li ricorderemo, precisando comunque che al di l&agrave; dello\/degli strumento\/i scelti vogliamo parimenti ricordare talune norme generali e preventive di &ldquo;buon consiglio&rdquo;, che l&rsquo;esperienza pratica ci ha dimostrato essere assai rilevanti, quali ad es.:\n<\/p>\n<ol>\n<li>\n\t\tevitare la frammentazione della propriet&agrave; dell&rsquo;azienda e comunque non indebolire il centro di comando e l&rsquo;organigramma decisionale aziendale;\n\t<\/li>\n<li>\n\t\tevitare l&rsquo;indebitamento non rigorosamente programmato dell&rsquo;azienda per eventuali liquidazioni di soci e\/o membri della famiglia non coinvolti o non interessati;\n\t<\/li>\n<li>\n\t\tscegliere manager capaci, che accompagnino la transizione con una visione strategica, anche al di fuori dell&rsquo;azienda;\n\t<\/li>\n<li>\n\t\tsalvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti strategici, cos&igrave; da preservare il futuro dell&rsquo;impresa.\n\t<\/li>\n<\/ol>\n<p>\n\tRiguardo, invece, agli &ldquo;strumenti tecnici&rdquo; adottabili in questi casi, segnaliamo brevemente i pi&ugrave; ricorrenti ed efficaci allo scopo:\n<\/p>\n<p>\n\t&#8211; l&rsquo; <strong>utilizzo del testamento e delle norme in materia successoria per realizzare una pianificazione mirata, che sia conforme alla rigorosa normativa successoria;<\/strong>\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>&#8211; il ricorso a tipologie societarie specifiche (ad es. holding di famiglia) e l&rsquo;adozione di clausole statutarie ad hoc, unitamente a cessione di partecipazioni delle societ&agrave; stesse<\/strong>;\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>&nbsp;&#8211; l&rsquo;utilizzo di specifici strumenti contrattuali, quali ad es. la donazione, il contratto a favore del terzo, la vendita di cosa altrui, la cessione d&rsquo;azienda o di un ramo d&rsquo;azienda.<\/strong>\n<\/p>\n<p>\n\tVale la pena ricordare pure, con maggior dettaglio, due ulteriori strumenti, che negli ultimi anni hanno raggiunto una certa notoriet&agrave; anche tra i non addetti ai lavori:\n<\/p>\n<p>\n\t&#8211; <strong>Patto di famiglia: <\/strong>E&rsquo; un contratto con il quale l&rsquo;imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l&rsquo;azienda o le proprie quote\/azioni societarie a uno o pi&ugrave; discendenti con il consenso degli altri familiari; in tal caso, gli assegnatari dell&rsquo;azienda o delle quote\/azioni societarie dovranno liquidare gli altri familiari, corrispondendo loro denaro o altri beni per un valore pari alla quota di loro spettanza; questa modalit&agrave; potrebbe risultare molto utile soprattutto per la possibilit&agrave; di inserire nel contratto alcune clausole, quali: a) la posticipazione dell&rsquo;efficacia del contratto al momento della morte del disponente\/imprenditore; b) la facolt&agrave; per il disponente\/imprenditore di recedere dal contratto; c) il mantenimento dell&rsquo;usufrutto in capo al disponente\/imprenditore in modo che questi possa continuare a gestire l&rsquo;azienda;\n<\/p>\n<p>\n\t&#8211; <strong>Trust<\/strong>: Per mezzo del trust un soggetto, detto <em>disponente<\/em>, affida e trasferisce in propriet&agrave; ad un altro soggetto di sua fiducia, detto <em>trustee<\/em>, uno o pi&ugrave; beni, affinch&eacute; il <em>trustee<\/em> ne assuma il controllo e li gestisca per le finalit&agrave; stabilite dal <em>disponente<\/em> e nell&#39;interesse di uno o pi&ugrave; <em>beneficiari<\/em>. Ci&ograve; che caratterizza il trust &egrave; il totale distacco del patrimonio conferito nel trust dalla sfera giuridica del disponente; il patrimonio conferito in trust passa nella sfera giuridica del gestore. Tra l&rsquo;altro, il patrimonio del trust non &egrave; di massima aggredibile dai terzi (salvo alcune limitazioni) e il disponente pu&ograve; con una certa libert&agrave; individuare i beneficiari. Tale strumento pu&ograve; essere molto utile ad es. ai fini successori in tutte quelle ipotesi in cui il disponente intenda devolvere i propri beni a soggetti non contemplati dalla legge come eredi o nel caso di successione in gruppi industriali.\n<\/p>\n<p>\n\tNaturalmente &ndash; e per concludere &ndash; &egrave; imprescindibile l&rsquo;intervento di uno o pi&ugrave; professionisti con specifica esperienza di settore, i quali oltre a mettere a disposizione gli strumenti giuridici pi&ugrave; adatti, illustrando preventivamente gli scenari possibili e quindi sia i vantaggi che gli svantaggi nel caso di specie, potranno certamente favorire la comunicazione tra generazioni diverse e supportare al meglio la pianificazione e la successione, che evidentemente, come abbiamo gi&agrave; rilevato, si concretizza quasi sempre attraverso una serie concatenata e scansionata di passaggi decisionali collettivi, che necessariamente dovranno integralmente essere condivisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizia con questo articolo la collaborazione con lo Studio Paleari, studio legale di Milano, che opera principalmente nel settore del diritto commerciale, fallimentare e societario, assistendo le aziende in tutti&hellip; <span class=\"read-more-span\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2015\/02\/12\/il-passaggio-generazionale-in-azienda-brevissimo-vademecum\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il passaggio generazionale in azienda. 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