{"id":17134,"date":"2015-02-02T07:31:05","date_gmt":"2015-02-02T06:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=17134"},"modified":"2015-02-10T12:29:33","modified_gmt":"2015-02-10T11:29:33","slug":"il-direct-mail-dal-papiro-al-digitale-storia-di-unevoluzione-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2015\/02\/02\/il-direct-mail-dal-papiro-al-digitale-storia-di-unevoluzione-continua\/","title":{"rendered":"Il direct mail dal papiro al digitale, storia di un&#8217;evoluzione continua"},"content":{"rendered":"<p>\n\tIl direct mail pu&ograve; essere un argomento controverso, a partire dal nome stesso. Alcuni di coloro che lo usano lo chiamano pubblicit&agrave;, alcuni di quelli che lo ricevono ne parlano in modo tutt&#39;altro che lusinghiero. Eppure negli ultimi dieci anni il ROI generato dal DM &egrave; andato crescendo costantemente, tanto da renderlo ben degno di essere approfondito.\n<\/p>\n<p>\n\tData la sua natura, non stupisce che le sue origini siano molto antiche. Gi&agrave; mille anni prima di Cristo i nobili Egizi usavano distribuire su fogli di papiro le taglie emanate sulla testa di schiavi fuggiaschi in un primo esempio, per quanto rudimentale, di DM. E i mercanti erano soliti farsi pubblicit&agrave; con metodi analoghi.\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>L&#39;Impatto della stampa<\/strong><br \/>\n\tTuttavia &egrave; solo con la nascita della stampa nel XV secolo che il direct mail vede la sua vera potenzialit&agrave; pienamente sfruttata. Gi&agrave; pochi decenni dopo l&#39;invenzione di Gutenberg la stampa veniva usata per produrre in serie opuscoli da distribuire per diffondere idee e notizie, nonch&eacute; ovviamente pubblicit&agrave;. E man mano che la stampa prendeva piede, altrettanto faceva il DM, dato che dava modo ai commercianti di raggiungere i clienti in modi prima impossibili. E lo sviluppo delle reti postali ha portato con s&eacute; nuovi impulsi per il DM. Nell&#39;Inghilterra vittoriana gli abitanti delle zone rurali, oltre che sui commercianti locali, facevano riferimento a compagnie commerciali che vendevano tramite cataloghi. Con lo stesso sistema l&#39;americano Richard Warren Sears fond&ograve; nel 1886 un&#39;attivit&agrave; che divenne in breve un&#39;impero commerciale interamente basato sul direct mail, raggiungendo anche i pi&ugrave; remoti angoli del west americano e rappresentando per molti il primo mezzo per ottenere beni. Vale la pena ricordare che Sears apr&igrave; il suo primo punto vendita solo nel 1925, rimase la prima catena di vendita d&#39;America fino al 1989 e oggi &egrave; al quinto posto.\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>Arriva il digitale<\/strong><br \/>\n\tLungi dal rappresentare un ostacolo o un avversario, l&#39;avvento del mondo digitale ha dato ulteriore impulso al direct mail. Gi&agrave; i primi computer davano modo di avere accesso in modo pi&ugrave; rapido e approfondito a statistiche e dati. Questo portava con s&eacute; la possibilit&agrave; di profilare meglio i clienti e di indirizzare loro prodotti pi&ugrave; rilevanti, riducendo sprechi e aumentando l&#39;efficienza. E questa tendenza &egrave; andata sempre pi&ugrave; rafforzandosi, sposandosi alla perfezione con quella caratteristica di personalit&agrave; che &egrave; uno dei punti di forza del DM. Le email possono essere cancellate con la semplice pressione di un tasto, gli annunci video si possono ignorare, ma una lettera cartacea &egrave; qualcosa di tangibile, qualcosa che pu&ograve; essere tenuto in mano. E se sopra c&#39;&egrave; il proprio nome, la connessione aumenta. In tal senso lo sviluppo della stampa a dati variabili ha rappresentato qualcosa di eccezionale, dando modo di produrre migliaia e migliaia di messaggi in un sol colpo tutti personalizzati per il singolo destinatario. Al punto da poter simulare la scrittura a mano e aggiungendo quel tocco personale alle comunicazioni.\n<\/p>\n<p>\n\t<strong>Cosa riserva il futuro?<\/strong><br \/>\n\tLa grande quantit&agrave; di dati necessaria a una simile personalizzazione oggigiorno pu&ograve; per&ograve; cozzare con la crescente preoccupazione dei singoli per la propria privacy. E la sempre maggior attenzione alle tematiche ambientali porta con s&egrave; quesiti insidiosi, prima fra tutti se davvero sia utile spedire una simile marea di carta. In buona sostanza, oggi il direct marketing funziona ancora? Nell&#39;era digitale il DM deve giocare sui suoi punti di forza, ma &egrave; ben lungi dall&#39;essere defunto. Non bisogna sottostimare il valore di ricevere una lettera personale, neppure una che chiaramente &egrave; stata mandata <em>en masse<\/em>. Cos&igrave; la personalizzazione, nei limiti di quanto l&#39;audience &egrave; disposta a concedere, diventa la chiave. Ovviamente tutto questo deve essere seguito da qualcosa di altrettanto tangibile se il destinatario apre la lettera. Le catene di supermercati ottengono eccezionali risultati inserendo sconti e coupon personalizzati sulle abitudini di spesa del cliente, dando loro un immediato incentivo a fare acquisti. E i clienti, dal canto loro, sono contenti di ricevere simili comunicazioni tramite direct mail. Il suo uso per completare campagne pubblicitarie online e social aggiunge quel tocco di realt&agrave; che non guasta mai.\n<\/p>\n<p>\n\tLa lunga storia del direct mail &egrave; lungi dall&#39;essere alla fine, nonostante il dominio del digitale. Tuttavia, come ogni altra tecnologia, non pu&ograve; esistere in uno spazio vuoto. Va utilizzata assieme a informazioni di mercato e con una strategia intelligente. Se usato cos&igrave;, il DM ha ancora molto da dire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il direct mail pu&ograve; essere un argomento controverso, a partire dal nome stesso. 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