{"id":16367,"date":"2014-10-22T11:05:23","date_gmt":"2014-10-22T10:05:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=16367"},"modified":"2014-10-28T11:14:03","modified_gmt":"2014-10-28T10:14:03","slug":"di-che-cosa-ha-veramente-bisogno-un-editore-per-innovare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2014\/10\/22\/di-che-cosa-ha-veramente-bisogno-un-editore-per-innovare\/","title":{"rendered":"Di che cosa ha veramente bisogno un editore per innovare?"},"content":{"rendered":"<p>\n\tDi che cosa ha veramente bisogno un editore per fare innovazione, in Europa? Un <strong>sondaggio cui hanno partecipato 120 aziende editoriali europee<\/strong> ha indagato e raccolto le necessit&agrave; di ricerca e sviluppo pi&ugrave; stringenti. La ricerca, condotta tra editori proveniente dai principali paesi europei da <strong>TISP<\/strong>&#8211; <em>Technology and Innovation for Smart Publishing<\/em>, il network finanziato dalla Commissione Europea e coordinato da AIE ha anzitutto scoperto che l&rsquo;innovazione svolge un ruolo fondamentale per gli editori: oltre tre quarti (77%) dei partecipanti alla ricerca qualitativa ha dichiarato di essere al lavoro nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi.<\/p>\n<p>\t<strong>Quali sono i risultati?<\/strong><br \/>\n\tPrima di tutto, <strong>l&rsquo;accesso al credito &egrave; ritenuto il pi&ugrave; grande ostacolo<\/strong> all&rsquo;innovazione (circa la met&agrave; dei rispondenti l&rsquo;ha indicato come la maggiore barriera), soprattutto per la scarsa agilit&agrave; degli strumenti per accedervi. In altre parole, i partecipanti al sondaggio hanno indicato che non &egrave; sufficiente stanziare dei finanziamenti: &ldquo;<em>se il processo per accedere e utilizzare il credito non &egrave; agile, non funzioner&agrave;. Innovazione significa avere rapido accesso a piccole somme di denaro, con requisiti di reporting ragionevoli<\/em>&rdquo;. Nella classifica degli ostacoli all&rsquo;innovazione, l&rsquo;accesso al credito &egrave; seguito dalla mancanza di dimensioni sufficienti per affrontare un mercato sempre pi&ugrave; globale e di adeguate infrastrutture per la ricerca. Per la stragrande maggioranza per&ograve; <strong>la chiave per azioni di ricerca e sviluppo davvero efficaci sta nella collaborazione<\/strong>, ancora meglio se internazionale: il 67% dei rispondenti &ldquo;<em>&egrave; disponibile a essere coinvolto in strategie collaborative, ad esempio progetti di R&amp;S in collaborazione con altre aziende e istituti di ricerca europei&rdquo;. La motivazione principale &egrave; la condivisione dei rischi, l&rsquo;&ldquo;accesso a quei talenti che non sono presenti in azienda<\/em>&rdquo;, e la possibilit&agrave; di unire &rdquo;<em>professionalit&agrave; diverse&rdquo; per competere in un mercato dominato da &ldquo;pochi player di grandi dimensioni<\/em>&rdquo;. Il mercato europeo, diviso in piccoli mercati definiti da aree linguistiche rende la collaborazione internazionale preferibile a quella locale: &ldquo;<em>&Egrave; meglio condividere informazioni con colleghi che non mirano alla stessa area commerciale<\/em>&rdquo;. Per quanto riguarda invece gli ambiti in cui l&rsquo;investimento in ricerca e sviluppo &egrave; considerato pi&ugrave; importante, la maggior parte dei partecipanti ha indicato la <strong>distribuzione digitale<\/strong> e le tecnologie di gestione dei diritti d&rsquo;autore. Significativa anche l&rsquo;attenzione degli editori a un tema come l&rsquo;<strong>accessibilit&agrave;<\/strong> per i non vedenti.\n<\/p>\n<p>\n\t<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smartbook-tisp.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Main-obstacles-to-innovation.jpg\" style=\"float: center;\" \/>\n<\/p>\n<p>\n\t<br \/>\n\t<strong>Il campione<\/strong><br \/>\n\tOltre 1.000 gli editori contattati; 360 hanno dimostrato interesse per l&rsquo;iniziativa e 120 hanno compilato un dettagliato questionario. I partecipanti al sondaggio si collocano in tutte le aree del settore editoriale. Per la maggior parte &#8211; 41% dei partecipanti &#8211; le attivit&agrave; di R&amp;S sono svolte all&rsquo;interno dell&rsquo;azienda, ma senza un dipartimento dedicato, mentre il 16% dichiara di non dedicare alcuna risorsa alla R&amp;S e solo il 18% pu&ograve; vantare un dipartimento ad hoc. L&rsquo;8% si appoggia a service provider esterni e solo il 6% collabora con universit&agrave; o altri istituti di ricerca. L&rsquo;indagine &egrave; stata elaborata da un team composto da iMinds (un centro dell&rsquo;Universit&agrave; di Ghent in Belgio), l&rsquo;Associazione Italiana Editori (AIE), Gutenberg University (Germania), la Federazione degli Editori Europei (FEP) e la Frankfurt Book Fair (FBF).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di che cosa ha veramente bisogno un editore per fare innovazione, in Europa? 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