{"id":13870,"date":"2014-02-28T11:01:40","date_gmt":"2014-02-28T10:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=13870"},"modified":"2014-02-28T11:01:40","modified_gmt":"2014-02-28T10:01:40","slug":"open-data-day-2014-tempo-di-bilanci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2014\/02\/28\/open-data-day-2014-tempo-di-bilanci\/","title":{"rendered":"Open Data Day 2014,  tempo di bilanci"},"content":{"rendered":"<p>Chiuso il quarto <strong>International Open Data Day<\/strong> (il secondo italiano) tenutosi nello scorso fine settimana, \u00e8 tempo di bilanci. Sia per quanto emerso sia sulle novit\u00e0 e gli scenari prefigurati durante questa \u201cmaratona\u201d che, solo in italia ha visto coinvolte 20 citt\u00e0 italiane con altrettanti eventi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/opendataday.it\/category\/cose\/\">Eventi<\/a> che hanno visto la partecipazione di pubbliche amministrazioni, imprenditori, associazioni, grandi imprese, amministrazioni centrali, aziende partecipate, universit\u00e0 e centri di ricerca.<\/p>\n<p>L\u2019evento centrale, \u201dHub\u201d dell\u2019intera giornata si \u00e8 svolto, come l\u2019anno scorso, a Roma nell\u2019Archivio Centrale dello Stato. Una giornata ricca di interventi e di collegamenti streaming da molte citt\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>Una \u201cfotografia\u201d della situazione italiana riguardo gli <strong>Open Data<\/strong> l\u2019ha fatta l&#8217;istituto di sondaggi Piepoli: \u201c<em>Dal campione intervistato dal nostro istituto il 12% degli italiani afferma di sapere cosa sono gli Open Data, ma in realt\u00e0 solo 7 su 10 ne d\u00e0 una definizione corretta. Questo significa che bisogner\u00e0 investire in formazione. Sempre secondo il sondaggio Piepoli l 64% degli intervistati richiede dati sulle istituzioni, un dato che indica come la trasparenza sia la maggiore esigenza delle persone&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><b>I dati governativi<\/b><br \/>\nParlando di Open Data, una cosa che forse non tutti non sanno, \u00e8 che il Parlamento Italiano \u00e8 all\u2019avanguardia da anni.<\/p>\n<p>Sia nell\u2019impegno dei servizi informatici di Camera e Senato (con i siti dati.camera.it e dati.senato.it), sia negli sforzi per far crescere le competenze su tecnologie e contenuti e incoraggiare un uso \u201cbusiness\u201d dei dati resi disponibili in formato linked open data.<\/p>\n<p>Durante l\u2019evento \u201chub\u201d di Roma, il Servizio Informatica della Camera ha ricordato la recente <b>messa a disposizione online dei dati delle singole votazioni<\/b> \u201ccon la possibilit\u00e0 di individuare la posizione di ogni singolo deputato per ogni legge.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, proprio in questi giorni, Montecitorio ha reso accessibili <b>altre due banche dati fondamentali<\/b>: la bibliografia del Parlamento e un aggiornamento sulle 408 \u201cGrandi Opere\u201d, le infrastrutture della Legge Obiettivo.<\/p>\n<p>Grazie a questi accessi sar\u00e0 possibile conoscere lo stato di avanzamento delle opere strategiche, ma anche i costi. Un esempio di come un Parlamento possa favorire un controllo trasparente della spesa pubblica.<\/p>\n<p>Dell\u2019uso degli Open Data in ambito istituzionale hanno parlato <b>Anna Masera<\/b>, capo ufficio stampa della Camera dei Deputati e Responsabile della Comunicazione, e <b>Elena Candia<\/b>, Consigliere Capo Ufficio del Servizio Informatica della Camera dei deputati.\u00a0 \u201c<em>Molte amministrazioni locali hanno cominciato ad avviare progetti, \u00e8 evidente la maturit\u00e0 del fenomeno, molto pi\u00f9 sentito e diffuso. Noi della Camera ci siamo trovati in un punto di vantaggio pi\u00f9 spiccato rispetto agli altri. Dati.camera.it (nata nel 2011), \u00e8 la piattaforma di pubblicazione e condivisione di Linked Open Data sull&#8217;attivit\u00e0 e gli organi della Camera. L&#8217;obiettivo del progetto \u00e8 di rendere pienamente fruibile il patrimonio informativo della Camera&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Sull\u2019altro ramo del Parlamento \u00e8 intervenuto <b>Carlo Marchetti<\/b> del Senato della Repubblica, illustrando dati.senato.it, portale aperto nel 2013 che consente sia di scaricare dataset, sia di eseguire interrogazioni su tutti i dati disponibili.<\/p>\n<p><b>Come superare le difficolt\u00e0 di fruizione<\/b><br \/>\nPer <b>Giovanni Bruno<\/b>, presidente di Regesta.exe, azienda all\u2019avanguardia nel settore degli archivi online e dei Linked Data, la scarsit\u00e0 del riutilizzo \u00e8 uno dei problemi principali dello sviluppo futuro dei dati aperti. \u201c<em>Il nodo fondamentale \u00e8 che ancora pochi li utilizzano: ci vogliono capacit\u00e0 specifiche. I \u2019raw data\u2019 messi a disposizione necessitano di competenze specifiche per essere decodificati e aggregati<\/em>\u201d. Come dire, \u00e8 inutile buttare soldi e dati interessanti se una persona su un milione sa come leggerli.<\/p>\n<p>E\u2019 per questo motivo che il Parlamento tenter\u00e0 di incoraggiare all\u2019esterno una crescita delle competenze ma anche un uso \u201ca scopo di lucro\u201d dei dati, sia attraverso iniziative come gli <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Hackathon\">hackathon<\/a>, maratone in cui si sviluppano applicazioni partendo da una serie di dati, o ancora, conferenze aperte come i barcamp.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019ottica di far crescere competenze e interesse attorno ai dati aperti, durante l\u2019evento di Roma \u00e8 stato presentato l\u2019<b>Istituto Italiano degli Open Data<\/b>. Una rete di associazioni, organizzazioni, enti, gruppi e persone singole che avr\u00e0 la funzione di aggregare energie e capacit\u00e0 e raccordare i diversi protagonisti sugli Open Data per favorire lo scambio e la condivisione di pratiche, strumenti, tecnologie.<\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019Istituto<\/em> \u2013 ha dichiarato <b>Giuseppe Iacono<\/b>,\u00a0vice Presidente degli Stati Generali dell\u2019Innovazione \u2013 <em>si propone di supportare le organizzazioni governative nella formazione delle politiche degli Open Data. Tra i fondatori, Stati Generali dell\u2019Innovazione, Regesta.exe, Forum PA.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Il Presidente dell\u2019Associazione OpenGeoData Italia ha puntato invece l\u2019attenzione sul forte rallentamento che gli Open Data geografici hanno avuto nel 2012 rispetto al 2013 e sulla necessit\u00e0 di mettere a disposizione questi dati da parte di istituzioni che spesso non li rendono disponibili.<\/p>\n<p>E sembra proprio questo il filo che ha legato tutta la giornata dedicata agli Open Data. Superare quella fase in cui ogni soggetto (pa da una parte e cittadini e aziende dall\u2019altra) lavora per conto proprio, per arrivare finalmente allo scambio e alla condivisione di obiettivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiuso il quarto International Open Data Day (il secondo italiano) tenutosi nello scorso fine settimana, \u00e8 tempo di bilanci. 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