{"id":13345,"date":"2014-01-27T14:32:53","date_gmt":"2014-01-27T13:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=13345"},"modified":"2014-01-27T14:38:24","modified_gmt":"2014-01-27T13:38:24","slug":"stampa-3d-e-tempo-della-fase-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2014\/01\/27\/stampa-3d-e-tempo-della-fase-3\/","title":{"rendered":"Stampa 3D, \u00e8 tempo della fase 3.0"},"content":{"rendered":"<p>Probabilmente se qualcuno ci ponesse la domanda: \u201c<i>Da quanto si parla di stampa 3D?<\/i>\u201d, risponderemmo che \u00e8 vecchia di qualche anno. La nostra risposta non sarebbe del tutto errata \u2013 solo dal 2007 la <b>stampa 3D<\/b> \u00e8 diventata un soggetto di discussione nel mercato; ma staremmo parlando di quella che gli esperti chiamano \u201c<i>fase 2.0<\/i>\u201d, tagliando fuori tutto quanto l\u2019ha preceduta e resa possibile.<\/p>\n<p>Per trovare le radici della stampa 3D bisogna andare indietro di quasi trent\u2019anni, al 1987, quando l\u2019azienda americana <b>3D Systems<\/b> mise in commercio la prima macchina basata sulla tecnologia stereolitografica, ideata e brevettata l\u2019anno prima dal fondatore della societ\u00e0 <b>Charles W. Hull<\/b>. Il mercato di riferimento era quello della prototipazione, per dare alle aziende un metodo rapido di vedere i loro prodotti prima di iniziare la produzione vera e propria. Grazie alle prime innovazioni arrivate all\u2019inizio degli anni \u201990, la stampa 3D usc\u00ec dalla sua \u201c<i>fase beta<\/i>\u201d per entrare nella \u201c<i>fase 1.0<\/i>\u201d, contraddistinta dalla duplice ricerca di migliorie e abbassamenti di prezzo.<\/p>\n<p>Per il successivo salto di qualit\u00e0 si \u00e8 dovuto aspettare il 2007, quando apparvero sul mercato le prime stampanti 3D per uso personale. La \u201c<i>fase 2.0<\/i>\u201d ha fatto emergere la tecnologia 3D dalla piccola nicchia di mercato che occupava e l\u2019ha resa un trend di un settore decisamente pi\u00f9 vasto, garantendole un\u2019eco e una visibilit\u00e0 prima inimmaginabili.<\/p>\n<p>Gli ultimi sei anni hanno vissuto di una duplice dinamica: da un lato l\u2019ascesa della stampa 3D consumer, passata rapidamente dall\u2019essere una passione di pochi a un settore di mercato con aziende specializzate; dall\u2019altro il rafforzamento dei player storici \u2013 3D Systems, Stratasys \u2013 che tramite acquisizioni e partnership hanno gettato le basi per la situazione attuale. Ovvero il grande salto alla fase che analisti ed esperti identificano come \u201c<i>3.0<\/i>\u201d, quella della definitiva consacrazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/timeline_stampa3d.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13347\" alt=\"timeline_stampa3d\" src=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/timeline_stampa3d.jpg\" width=\"550\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/timeline_stampa3d.jpg 550w, https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/timeline_stampa3d-300x138.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una ricerca di <b>Photizo Group<\/b> ha evidenziato i principali trend emersi negli ultimi 12 mesi e che stanno gi\u00e0 dando le linee guida al settore per il futuro.<\/p>\n<p><strong>Sviluppo del canale retail<br \/>\n<\/strong>La presenza della stampa 3D nel <b>canale retail \u00e8 sempre pi\u00f9 in crescita<\/b>: nel 2013 le vendite di macchinari, consumabili e accessori tramite retail ha raggiunto l\u20198,2%, ma questa percentuale \u00e8 destinata ad accelerare bruscamente nei prossimi mesi. Brand come <b>Amazon<\/b> o <b>eBay<\/b> (ciascuno con una quota del 30% nel 2013) sono riconosciuti dalla gente come sistemi ampiamente affidabili per fare acquisti e la presenza della stampa 3D su questi canali conosciuto facilita la sua diffusione, trasportandola al contempo da un contesto fantascientifico per i pi\u00f9 a un qualcosa di quotidiano.<\/p>\n<p><strong>Crescita della concorrenza esterna<\/strong><br \/>\nSe fino a qualche anno fa le grandi multinazionali non si interessavano di 3D, adesso il discorso \u00e8 decisamente diverso: sono <b>sempre di pi\u00f9 i brand che stanno cercando una via per entrare in questo business<\/b>.<\/p>\n<p>Alcuni hanno deciso di prendere da subito la porta principale, sviluppando e producendo un loro sistema o servizio. <b>Hp<\/b> &#8211; gi\u00e0 nel business fra il 2010 e il 2012 \u2013 attualmente ha una partnership con Stratasys per la distribuzione in Europa, ma il ceo Meg Whitman ha gi\u00e0 dichiarato che \u00e8 intenzione della societ\u00e0 tornare al 3D entro la met\u00e0 del 2014. <b>Ups<\/b> ha lanciato in California un servizio di stampa 3D nei suoi punti-vendita, rivolto sia ai singoli che alle aziende, con l\u2019idea di allargarlo a tutto il paese in caso di successo. L\u2019azienda tedesca <b>Arburg<\/b>, specializzata in macchine a iniezione, ha annunciato a ottobre il lancio di Freeformer, basata su una tecnologia che usa granulati di plastica come materiale di stampa.<\/p>\n<p>Altri invece hanno scelto la via della partnership. Fra questi si segnalano <b>Canon<\/b>, <b>Synnex<\/b>, <b>Konica Minolta<\/b>, <b>Staples<\/b>, ovvero societ\u00e0 che possono mettere sul piatto una rete distributiva globale che pu\u00f2 assicurare alle principali societ\u00e0 del settore una visibilit\u00e0 e una presenza altrimenti irraggiungibile in tempi brevi. Quanto questo ruolo di soli distributori durer\u00e0 \u00e8 da vedere, certamente \u00e8 un primo passo per entrare nel settore. La cosa abbastanza certa \u00e8 che il crescente interessamento di competitor non nativi della stampa 3D porter\u00e0 con s\u00e9 la necessit\u00e0 di un ripensamento dei modelli di business da parte delle aziende storiche, accelerando l\u2019innovazione e la crescita complessiva.<\/p>\n<p><strong>Basta compromessi<\/strong><br \/>\nFinora non era possibile ottenere velocit\u00e0 di stampa senza abbassare la qualit\u00e0 del prodotto finale a causa di una minor precisione. I lavori di grande formato erano strutturalmente meno buoni. La gamma di materiali era limitata e non sempre questi erano affidabili. E viceversa, ovviamente. Oggi la tecnologia e le innovazioni hanno portato a erodere sempre pi\u00f9 queste differenze, <b>cancellando la necessit\u00e0 di una discesa a compromessi<\/b>. Le dimensioni di stampa sono aumentate senza cedere alla qualit\u00e0, la velocit\u00e0 non va a scapito della precisione, il range di materiali \u00e8 sempre pi\u00f9 vasto.<\/p>\n<p>Secondo la ricerca Photizo l\u2019ammontare medio che un utente finale \u00e8 disposto a spendere per una stampante 3D \u00e8 di 1380 dollari, volendo ottenere con questa cifra una macchina affidabile e multi possibilit\u00e0. La sfida del 2014 \u00e8 far combaciare questa cifra col prezzo medio di vendita, che attualmente \u00e8 ancora leggermente superiore (ma assai meno di qualche anno fa). Le stesse proporzioni esistono anche nel mercato professionale, dove il valore aggiunto rappresenta qualcosa di molto importante per l\u2019azienda acquirente. Dunque attendiamoci prezzi pi\u00f9 bassi, maggior competizione e innovazioni tecnologiche dai prossimi mesi, mentre la stampa 3D passa oltre il muro del compromesso.<\/p>\n<p><i>Di Federico Zecchini<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente se qualcuno ci ponesse la domanda: \u201cDa quanto si parla di stampa 3D?\u201d, risponderemmo che \u00e8 vecchia di qualche anno. 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