{"id":12684,"date":"2013-11-25T16:11:36","date_gmt":"2013-11-25T15:11:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=12684"},"modified":"2013-11-25T16:22:10","modified_gmt":"2013-11-25T15:22:10","slug":"digitalizzazione-della-pa-italia-a-passo-troppo-lento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/11\/25\/digitalizzazione-della-pa-italia-a-passo-troppo-lento\/","title":{"rendered":"Digitalizzazione della PA: Italia a passo troppo lento"},"content":{"rendered":"<p><i>\u201cLa Pubblica Amministrazione italiana \u00e8 in forte ritardo sul fronte della digitalizzazione. La spesa continua calare, si investe sempre meno e permane una frammentazione nell\u2019uso e nell\u2019allocazione delle risorse che non consente di fare sistema. Troppe iniziative sono annunciate e tardano ad essere avviate. I vincoli di bilancio sono noti, ma non si interviene ancora sulla tipologia della spesa, superando i tagli lineari. Non si guarda alla spinta che potrebbe dare\u00a0 la collaborazione pubblico-privato in chiave di project financing. Pur riconoscendo gli sforzi che sono stati fatti, bisogna rendersi conto che \u00e8 necessario fare di pi\u00f9, meglio e in tempi pi\u00f9 brevi.\u201d<\/i> E\u2019\u00a0 quanto ha affermato <b>Elio Catania,<\/b> Presidente <strong>Assinform<\/strong>, alla presentazione del 2\u00b0 <strong>Osservatorio Assinform sull\u2019ICT nella Pa<\/strong>, avvenuta a Roma alla presenza di <b>Francesco Caio<\/b> (Coordinatore Agenda Digitale), <b>Domenico Casalino<\/b> (AD Consip), <b>Agostino Ragosa<\/b> (DG Agenzia per l\u2019Italia Digitale), <b>l\u2019On.le<\/b> <b>Paolo Gentiloni<\/b> e di\u00a0<b>Linda Lanzillotta<\/b> (Vicepresidente del Senato). Il Ministro <b>Beatrice Lorenzin<\/b> ha fatto pervenire un suo messaggio scritto per l\u2019importanza che riveste l\u2019Agenda Digitale nella Sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Le principali evidenze dell\u2019Osservatorio &#8211; l\u2019indagine realizzata da Assinform con NetConsulting e Netics,\u00a0 il sostegno di Dedagroup, InfoCamere, Postecom, Telecom Italia e la collaborazione dell\u2019Agenzia per l\u2019Italia Digitale e Consip &#8211; sono chiare.<\/p>\n<p>La spesa ICT complessiva della PA Centrale e Locale tra 2007 e 2013 mostra un calo medio annuo prossimo ai 3 punti percentuali, addirittura del 4,3% nel 2012, quando \u00e8 risultata pari a 5.422 milioni di euro al netto delle spese per il personale e dell\u2019IVA.\u00a0 In pi\u00f9 \u00e8 cresciuta la quota della spesa corrente sulla spesa complessiva, a scapito di quella per investimenti. Quest\u2019ultima, \u00e8 scesa nel 2012 nella PA Centrale al 40,5% per l\u2019IT e al 14,3% per le TLC, nelle Regioni rispettivamente al 26% e al 18,1%, nei Comuni e nelle Province a quote ancora inferiori (compresi tra i 12,5% e il 14% e tra il 9% e il 7%); unica eccezione il settore della Sanit\u00e0 in controtendenza. Il livello di integrazione applicativa e delle basi dati risulta ancora modesto, con gli Enti della PA Centrale (PAC) che nel 58% dei casi non hanno basi dati integrate con gli altri Enti della PAC e nel 90% dei casi con le Amministrazioni Locali. E questo trova anche riscontro nell\u2019elevata frammentazione dei data center: ben 4.000 su tutto il territorio italiano, con conseguenti duplicazioni di basi informative, spreco di capacit\u00e0 di elaborazione e problemi di interoperabilit\u00e0 e standardizazzione. E se \u00e8 vero che importanti progressi si sono fatti sul fronte dei servizi on line ai cittadini e alle imprese,\u00a0 resta il fatto che manca una visione integrata nell\u2019erogazione dei servizi, ancora spesso limitata al download della modulistica da compilare. Eccezioni ed eccellenze esistono per alcuni Enti, come Inps e Agenzia delle Entrate, mentre a livello Locale nei Comuni, l\u2019utilizzo online supera il 50% delle pratiche totali solo per sport, cultura e pratiche edilizie.<\/p>\n<p><i>\u201cGli investimenti per l\u2019ammodernamento della Pubblica Amministrazione devono avere assoluta priorit\u00e0 nell\u2019Agenda politica del Governo per tre ragioni fondamentali. La prima \u00e8 che essi sono l\u2019unica leva concreta per aumentare l\u2019efficienza e il valore aggiunto creato dalla PA senza distogliere le risorse dalle iniziative di rilancio dell\u2019economia; la seconda \u00e8 che essi sono il motore di cui necessitiamo per indurre la digitalizzazione del Paese attraverso gli standard dei servizi evoluti a cittadini e imprese; la terza \u00e8 che tali investimenti,\u00a0 in una fase di mancata crescita dell\u2019economia, sono essenziali per la vitalit\u00e0 e lo sviluppo di un\u2019industria, qual \u00e8 quella dell\u2019ICT, di assoluta rilevanza strategica per il nostro Paese. Ben vengano le tre priorit\u00e0 individuate nell\u2019ambito dell\u2019Agenda Digitale Italiana (identit\u00e0 digitale, anagrafe unica e\u00a0 fatturazione elettronica) purch\u00e9 si metta una marcia in pi\u00f9 e soprattutto si passi dalle Agende ai progetti esecutivi con responsabilit\u00e0 chiare e tempi attuativi ben identificati\u201d,<\/i> ha concluso il Presidente di Assinform.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatorio offre molti altri spunti di riflessione. Per la <b>dotazione tecnologica <\/b>emergono una buona diffusione degli strumenti base (PC, accessi Internet, strumenti di sicurezza informatica) in tutte le Amministrazioni e una copertura applicativa oramai quasi totale per le funzioni interne (es: contabilit\u00e0, gestione del personale, controllo e similari) sia a livello centrale che locale. Per contro spiccano un\u2019infrastruttura hardware datata e un\u2019anzianit\u00e0 marcata per le applicazioni nei Comuni (oltre il 35% di esse non ha aggiornamenti significativi successivi al 2009); una copertura ancora bassa delle aree di interazione con l\u2019esterno (contratti, bandi e concorsi, URP lo sono per il 50%\/60% per centro degli Enti Centrali; URP, servizi sociali per non pi\u00f9 del 35%\/45% dei Comuni,ecc.). E soprattutto, spiccano: la scarsa interoperabilit\u00e0 dei sistemi della PALocale (spesso non connessi al Servizio Pubblico di Connettivit\u00e0) fra essi e con quelli della PACentrale; e la frammentazione dei sistemi anche all\u2019interno degli Enti regionali e centrali, dove permane una logica basata su silos non integrati, con conseguenti inefficienze e inutilizzi di risorse.<\/p>\n<p>La rilevazione del <b>livello di digitalizzazione<\/b> degli enti nella gestione dei processi interni e nelle relazioni con le altre Amministrazioni e\u00a0 i soggetti esterni (imprese e cittadini) mostra una\u00a0 crescita lenta, con ritardi su molti fronti (PEC, Conservazione sostitutiva, firma digitale).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le <b>aree di investimento<\/b> 2013 \u2013 2014, le priorit\u00e0\u00a0 della PA Centrale sono oggi sulla razionalizzazione dell\u2019infrastruttura IT (100% del enti), il rinnovo e l\u2019estensione di applicazioni (con punte del 52% per le \u201cverticali\u201d) e il rinnovo degli apparati TLC (circa il 50% degli enti). Per le Regioni il panorama \u00e8 analogo. Per i Comuni e le Province guida ancora la razionalizzazione dell\u2019infrastruttura IT (rispettivamente 61% e 53% degli enti), seguita dal potenziamento delle reti wi-fi (Comuni 35,3%) e delle connessioni di rete (Province 28%). Per la Sanit\u00e0 guidano l\u2019integrazione applicativa e poi l\u2019estensione delle applicazioni negli ambiti clinici e ambulatoriali nel caso di ASL e AO, e tutto quanto ruota attorno a CUP e Fascicolo Sanitario Elettronico nel caso delle Regioni.<\/p>\n<p>Nei <b>servizi online<\/b>, gi\u00e0 si \u00e8 visto\u00a0 che nella PA Centrale prevalgono ancora i servizi informativi e lo scaricamento di moduli, mentre nei Comuni, l\u2019utilizzo supera il 50% delle pratiche totali solo per Sport e Cultura e Pratiche Edilizie. Sono state distribuite quasi 21 milioni di Carte Regionali dei Servizi (CRS, nella maggior parte dei casi integrate con la tessera sanitaria) abilitanti l\u2019accesso ai servizi on line, ma solo un quarto di esse \u00e8 usato per usufruire online dei servizi messi a disposizione dalle Regioni. Nella Sanit\u00e0 3 regioni offrono online la scelta e la revoca del medico, e sempre 3, ma diverse dalle prime, la prenotazione di prestazioni. Nella maggior parte delle regioni gli stessi servizi sono fruibili solo presso parte delle ASL\/AO.<\/p>\n<p>I <b>pagamenti elettronici <\/b>risultano ancora poco utilizzati (ad eccezione delle multe: il 50% delle sanzioni viene pagato da web), soprattutto dai cittadini. Anche in ambito sanitario, la situazione \u00e8 simile: il 69% delle ASL non offre la possibilit\u00e0 di pagare i ticket online.<b><\/b><\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli ambiti sui quali dovrebbe agire a breve l\u2019<b>Agenda Digitale Italiana<\/b> si sono rilevati sviluppi spontanei di segno opposto. Sul fronte della <b>Sanit\u00e0 Elettronica<\/b> 18 Regioni presentano un\u2019Anagrafe Unificata operativa e funzionante (in fase di completamento Lazio, Calabria, Sicilia), il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) \u00e8 pienamente operativo in 4 Regioni (Emilia Romagna, Toscana, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento) e in 12 \u00e8 in fase sperimentale.<\/p>\n<p>In ambito <b>Smart City<\/b>, i progetti sono un centinaio, in capo principalmente ai Comuni medio-grandi (il 63% dei Comuni oltre 100.000 abitanti ha in corso o prevede un Piano Smart City). Le principali aree di intervento riguardano la mobilit\u00e0 e l\u2019efficientamento energetico. Ma c\u2019\u00e8 di tutto, e la scarsit\u00e0 di risorse impone alle Amministrazioni Locali di ricorrere a fonti di finanziamento regionali, statali e comunitarie (solo nel 40% dei casi i Comuni riescono a finanziare parte dei progetti con risorse proprie).<\/p>\n<p>in tema di <b>Open Data <\/b>(apertura del patrimonio informativo pubblico) le iniziative sono ancora parziali. Gli Enti che ad oggi\u00a0 hanno pubblicato dati in formato aperto, su datastore propri o di altre Amministrazioni,\u00a0 risultano essere\u00a0 il 36,9% degli Enti Centrali, il 17,8 % dei Comuni, il 40,6% delle Province.<\/p>\n<p>Il <b>Cloud Computing <\/b>non mostra ancora gli effetti dei piani governativi di razionalizzazione dei CED pubblici, che dovrebbero concorrere ad una sorta di grande cloud pubblico federato (G-Cloud, obiettivo gi\u00e0 di molti paesi europei). Intanto, il 50% degli Enti Centrali dichiara di adottare\/prevedere l\u2019utilizzo di servizi cloud, ma solo il 20% lo fa oggi e solo per talune funzioni; il 43% delle Amministrazioni Regionali dichiara di aver gi\u00e0 adottato o prevede di adottare entro fine 2013 servizi cloud erogati principalmente nelle societ\u00e0 ICT di loro controllo; oltre l\u201980% degli Enti Locali (Comuni e Province) non\u00a0 prevede ancora l\u2019adozione di servizi cloud (solo il 13% ha gi\u00e0 avviato esperienze a riguardo) e anche nella Sanit\u00e0 la proiezione al cloud \u00e8 contenuta (bisogna includere chi dice che lo adotter\u00e0 in futuro per giungere al 34% delle ASL\/AO).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Pubblica Amministrazione italiana \u00e8 in forte ritardo sul fronte della digitalizzazione. La spesa continua calare, si investe sempre meno e permane una frammentazione nell\u2019uso e nell\u2019allocazione delle risorse che&hellip; <span class=\"read-more-span\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/11\/25\/digitalizzazione-della-pa-italia-a-passo-troppo-lento\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Digitalizzazione della PA: Italia a passo troppo lento&#8221;<\/span> <span class=\"genericon genericon-next\" aria-hidden=\"true\"><\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":12685,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6],"tags":[898,3219,3218],"class_list":["post-12684","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-direct-marketing","category-document-management","tag-assinform","tag-elio-catania","tag-osservatorio-assinform-sullict-nella-pa"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/italia-digitale.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12684","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12684"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12684\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}